<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198</id><updated>2011-07-31T03:06:16.835-07:00</updated><category term='CORDONE OMBELICALE'/><category term='DEPRESSIONE'/><category term='GRAVIDANZA E PARTO'/><category term='ANEP CHIAVARI'/><category term='PRESENTAZIONE'/><category term='Bowlby'/><category term='PREMATURITA'/><category term='PSICOTERAPIA'/><category term='SILVIA SACCHETTI'/><category term='SCUOLA ISPPE'/><category term='PRESENTAZIONE CEFALICA'/><category term='CONVEGNI CORSI SEMINARI'/><category term='BAMBINO PODALICO'/><category term='EDUCAZIONE PRENATALE'/><category term='MUSICOTERAPIA'/><category term='PADRE'/><category term='CICLO MESTRUALE'/><category term='CESAREO'/><category term='Relazione precoce'/><category term='MICHEL ODENT'/><category term='Attaccamento'/><category term='ARTICOLO DI CRISTINA FIORE'/><category term='RIFLESSIONI'/><category term='DANZA DEL VENTRE'/><title type='text'>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>57</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-4933380607708739331</id><published>2010-03-07T09:18:00.001-08:00</published><updated>2010-03-07T09:20:52.200-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ARTICOLO DI CRISTINA FIORE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GRAVIDANZA E PARTO'/><title type='text'>Educarsi ad accogliere. Perchè?</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;Concepire: incrocio tra il latino “concipere” e l’italiano “capire”; essere contenuto; recita il dizionario etimologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il figlio nasce dal pensiero dei genitori e ne diventa eco e ritratto prendendo un posto importante nella mente; posto che va spesso ad usurpare quello del bambino reale. La fantasia di mamma e papà difficilmente è ferma al neonato in culla; il bimbo concepito (anche solo virtualmente) è già calciatore o ballerina, ha futuro brillante, suonerà il pianoforte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Non è ferma certo, la mente, alla difficoltà di allattare, alle coliche, ai pannolini, alla stanchezza del post partum. Nella frenesia degli acquisti per il nascituro, tra “trio” carrozzine e completini di pochi centimetri il ruolo genitoriale si perde.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.beneinsieme.org/blog/?p=246"&gt;Leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-4933380607708739331?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/4933380607708739331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=4933380607708739331' title='37 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/4933380607708739331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/4933380607708739331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2010/03/educarsi-ad-accogliere-perche.html' title='Educarsi ad accogliere. Perchè?'/><author><name>MousyMousy</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_q5RcqRaCFw0/R-0hPyFm7OI/AAAAAAAAAQo/tgUFQ-54kFk/S220/Sardegna07Nenne.JPG'/></author><thr:total>37</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-7401886791934241080</id><published>2010-01-05T13:11:00.000-08:00</published><updated>2010-01-05T13:13:55.281-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ARTICOLO DI CRISTINA FIORE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GRAVIDANZA E PARTO'/><title type='text'>Gravidanza, feto e storia</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;Il lavoro ci propone uno scorcio circa il vissuto della gravidanza dal medioevo ai giorni nostri. &lt;p&gt;Marie Morel parte con la considerazione che la gravidanza è per la donna d’altri tempi un momento in cui si rispettano credenze e tradizioni, in cui la donna è  sottomessa a divieti così come a consigli e ingiunzioni di famiglia e vicinato. Direi che anche oggi la gravida è immersa in un flusso di informazioni più o meno scientifiche e fondate circa il miglior modo di compiere il viaggio che la porterà a dare alla luce suo figlio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oggi la maggior parte delle gravidanze sono desiderate e programmate da coppie responsabili che vogliono avere un buon controllo sulla propria vita; un tempo il periodo dell’attesa era spesso accettato in modo passivo, vissuto in un clima di routine, di rassegnazione e di solitudine (non ne era affatto un affare del marito): bisognava fare figli e passare attraverso questo percorso come se nulla dovesse cambiare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ancor oggi molte, troppe donne vivono un’attesa non completamente consapevole in cui l’ignoranza di un tempo è spesso sostituita da un’eccessiva medicalizzazione, delegante, e riempiente quella solitudine spesso lamentata.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;leggi tutto l'articolo &lt;a href="http://www.beneinsieme.org/blog/?p=230"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-7401886791934241080?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/7401886791934241080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=7401886791934241080' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7401886791934241080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7401886791934241080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2010/01/gravidanza-feto-e-storia.html' title='Gravidanza, feto e storia'/><author><name>MousyMousy</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_q5RcqRaCFw0/R-0hPyFm7OI/AAAAAAAAAQo/tgUFQ-54kFk/S220/Sardegna07Nenne.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-7322825103146539475</id><published>2009-11-11T13:01:00.000-08:00</published><updated>2009-11-11T13:04:00.154-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Relazione precoce'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attaccamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bowlby'/><title type='text'>Come la qualità della relazione precoce genitore-bambino può influenzare il futuro rapporto con i figli</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;Per poter scrivere esaurientemente sulla qualità della relazione precoce genitore-bambino, e come questa si ripercuoterà sul futuro ruolo genitoriale, trovo utile illustrare, senza dilungarmi troppo, le origini della teoria dell’attaccamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La teoria dell’attaccamento è frutto della collaborazione di John Bowlby e Mary Ainsworth. Nel tracciare le basi teoriche del suo pensiero, John Bowlby trasse spunto dall’etologia, dalla cibernetica, dall’informatica, dalla psicologia dello sviluppo e dalla psicoanalisi. Egli, inoltre, rivoluzionò il modo di concepire sia il legame che si stabilisce fra la  madre e il bambino, sia il suo disgregarsi in situazioni di separazione, deprivazione e perdita. La metodologia innovativa di Mary Ainsworth non solo rese possibile verificare empiricamente alcune delle intuizioni di Bowlby, ma contribuì anche ad arricchire la teoria e a suggerirne le attuali linee di sviluppo.&lt;/blockquote&gt;leggi tutto l'articolo ---&gt; &lt;a href="http://www.beneinsieme.org/blog/?p=174"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-7322825103146539475?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/7322825103146539475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=7322825103146539475' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7322825103146539475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7322825103146539475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2009/11/come-la-qualita-della-relazione-precoce.html' title='Come la qualità della relazione precoce genitore-bambino può influenzare il futuro rapporto con i figli'/><author><name>MousyMousy</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_q5RcqRaCFw0/R-0hPyFm7OI/AAAAAAAAAQo/tgUFQ-54kFk/S220/Sardegna07Nenne.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-5180967112269507332</id><published>2009-11-11T02:37:00.000-08:00</published><updated>2009-11-11T02:38:40.700-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MICHEL ODENT'/><title type='text'>OBSTETRICAL IMPLICATIONS OF WATERSIDE HYPOTHESES</title><content type='html'>PRIMAL HEALTH RESEARCH NEWSLETTER&lt;br /&gt;   Vol 17 No 3                                                                     WINTER 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-------------&lt;br /&gt;In the age of &lt;br /&gt;WATERSIDE HYPOTHESES OF HUMAN EVOLUTION&lt;br /&gt;--------------------------&lt;br /&gt;At a turning point in the&lt;br /&gt;HISTORY OF CHILDBIRTH &lt;br /&gt;--------------------------&lt;br /&gt;Do not miss&lt;br /&gt;THE REBIRTH OF THE GODDESS OF LOVE&lt;br /&gt;(from the foam of the waves, of course)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Participate in&lt;br /&gt;THE MIDATLANTIC CONFERENCE ON&lt;br /&gt;BIRTH AND PRIMAL HEALTH RESEARCH&lt;br /&gt;In Las Palmas, Gran Canaria, February 26-28, 2010&lt;br /&gt;DETAILS AT  WWW.WOMBECOLOGY.COM &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OBSTETRICAL IMPLICATIONS OF&lt;br /&gt;WATERSIDE HYPOTHESES&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WHAT ARE THE WATERSIDE HYPOTHESES OF HUMAN EVOLUTION? &lt;br /&gt;It is well accepted that our ancestors separated from the other members of the chimpanzee family about five or six millions years ago. Common chimpanzees remained adapted to the tropical rainforests of Central Africa, while bonobos (pygmy chimpanzees) remained adapted to the flooded forests south of the river Congo. Paradoxically, the environments Homo ancestors adapted to through the evolutionary process remain to a certain extent unknown. Any theory of the emergence of Homo sapiens must take into account what we may consider, in the scientific context of the 21st century, the most intriguing aspect of human nature. This human feature can be summarized in scientific language. It is the association of a huge highly developed brain with a weak delta 4 desaturation capacity. In other words humans are not very efficient at making a molecule that is essential to feed the brain, and therefore this molecule should ideally be included in the diet. This molecule, commonly called DHA, is a very long chain polyunsaturated fatty acid of the omega 3 family (22 carbons and 6 double bonds). The point is that this molecule is preformed, abundant, and ready for use in the seafood chain only. This fact suggests that our ancestors became adapted to the coast at crucial phases of their evolutionary process.&lt;br /&gt;     In general, the coastal food chain is the only one which can provide all the essential nutrients needed to develop a gigantic brain: not only very long chain, polyunsaturated fatty acids of the Omega-3 family, but also iodine, a good balance in other brain selective minerals such as iron, copper, zinc, magnesium and selenium, and also vitamins, particularly vitamin D. After all, it is difficult to believe that, after leaving the trees, our clever and curious ancestors did not discover the richness of the coastal food chain, bearing in mind that the bones of the famous Lucy were found among turtle and crocodile eggs, and crab claws. Furthermore we have evidence to suggest that during a recent phase in the evolution of our species, about 164,000 years ago, our ancestors included in their diet sources of marine life, particularly shellfish.  This is the conclusion of studies conducted at Pinnacle Point, on the south coast of South Africa.1&lt;br /&gt;     Apart from brain size there are dozens of other features which make us different from our very close relatives in the chimpanzee family: nakedness, a layer of fat attached to the skin, a comparatively low basal body temperature, depleting our body in salt and water for thermo-regulation, bipedality, streamlined body shape, face to face copulation, prominent nose, large empty sinuses on each side of the nasal cavities, low larynx, reduced number of red blood cells, anatomical particularities of hands and feet, multipyramidal kidney medullas, and specific colour vision being among the main differences. All these features are suggestive of adaptation to a semi-aquatic environment.&lt;br /&gt;           Today, all chapters of human anatomy, physiology, behaviour, pathology, and evolutionary medicine must be rewritten in the light of the waterside hypotheses. This new vision of homo sapiens was first proposed independently by Max Westenhofer in Berlin (1942) and by Alister Hardy in Oxford (1960), but it is the British science writer Elaine Morgan who has championed the cause in her books 2,3,4 and in the seminars she has organized in order to constantly update and strengthen the theory. A collective book is now in preparation, edited by Mario Vaneechoutte, Algis Kuliukas, and Marc Verhaegen. This gave me an opportunity to focus on the obstetrical implications of this new vision of human nature. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OBSTETRICAL IMPLICATIONS&lt;br /&gt;Health professionals involved in pregnancy and childbirth are in a position to combine fruitful specific perspectives to study human nature. On the one hand, a renewed theoretical context can influence the practices of obstetrics and midwifery. On the other hand, the point of view of practitioners can help to evaluate new theories.&lt;br /&gt;Renewed scientific context&lt;br /&gt;     Since the middle of the twentieth century, there has been a continuous dominant style of antenatal care based on the detection of pathological conditions and abnormalities through standardised batteries of tests. In an evolving scientific context there is a new tendency to enlarge this framework further. An overview of the Primal Health Research Database (www.primalhealthresearch.com) will convince anyone that our health is to a great extent shaped in the womb. We can reach similar conclusions via concepts that are becoming familiar in the scientific literature, especially the concepts of gene expression, gene silencing, and epigenetic modulation: they indicate several phases of fetal life as critical for gene-environment interaction. In such a context more and more prenatal practitioners are gradually developing a new interest in several aspects of maternal lifestyle that can influence fetal growth and fetal development.&lt;br /&gt;     In the early 1980, pioneers such as Michael Crawford and Stephen Cunnane renewed what was called the ‘aquatic ape theory’ by phrasing new questions about hominid evolution and nutritional influences inducing a spectacular brain development. This evolutionary perspective helped me realise that brain development is also a priority from an ontogenetic perspective and that there is a brain growth spurt during the second half of fetal life. At that time it was unusual, in the context of antenatal care, to consider the issue of nutrition, and the rare written documents on this matter focused on calories, proteins, maternal weight and birth weight.&lt;br /&gt;Our own studies &lt;br /&gt;     When I retired from my busy practice in a French state hospital, I started a study in a London hospital (Whipps Cross). The objective was to evaluate the possible effects in the perinatal period of simply encouraging pregnant women to consume sea fish.5 Four hundred and ninety-nine pregnant women attending selected clinics for antenatal care before 20 weeks of gestation were offered 20-minutes of nutritional advice. For each woman interviewed a corresponding control was established. There was one highly significant difference between the two groups in the perinatal period: the mean neonatal head circumference was greater in the study group (34.65 cm vs. 34.45 cm. 95% CI 0.01-0.39). There was no eclampsia and no recorded preeclamptic toxaemia in the study group; in the control group there was one eclampsia with convulsions and two severe preeclamptic toxaemia. The other differences were not statistically significant: the mean birth weight was slightly higher in the study group (3349g vs. 3284g) and the differences persisted after adjusting for gestational age (85g/week vs. 83g/week).&lt;br /&gt;     Our Whipps Cross study was replicated and enlarged at Wolverhampton New Cross Hospital.6 Again, the most significant difference was related to head circumference at birth. Among the 1,607 cases in the study group, the mean head circumference was 34.54 cm, vs. 34.32 cm  among the 1,078 cases in the control group (95% CI 0.10-0.35. p&lt;0.001).&gt;140 mm Hg systolic and/or &gt;90 diastolic) and new-onset proteinuria (urinary excretion&gt;0.3 g/d).&lt;br /&gt;     Several puzzling aspects of the disease challenge the widespread belief that reduced uteroplacental perfusion is the central pathophysiological process in preeclampsia. For example, a study looking at 97,270 births in 35 hospitals in Alberta, Canada, revealed that there is a significant association between preeclampsia and large-for-gestational-age infants, in addition to the well-known association with small-for-gestational age infants.9 Such findings are more easily interpreted if this multifactorial syndrome is presented as an expression of a maternal/fetal conflict. From this perspective, it is plausible that a high demand for nutrients by a large fetus can be the root of conflict.10 Faulty placentation, inadequate maternal nutrition, and certain combinations of maternal and fetal genotypes are other factors that independently can increase the conflict. Since mother and fetus do not carry identical gene sets, maternal and fetal interests are not always in harmony. The nature and the expression of such conflicts differ according to the species of mammals.&lt;br /&gt; For example, among various mammals, including dogs, the so-called eclampsia is related to hypocalcemia (it is a "perinatal tetany"). Of course, where dogs are concerned, the priority at the end of pregnancy and at the beginning of lactation, is the development of the bones of the offspring, which are much more mature at birth than the bones of other mammals. Treatment is based on the intravenous administration of calcium. Where ewes are concerned, veterinarians use the terms “pregnancy disease” or “pregnancy toxemia”. Among these herbivorous mammals the fetus is supplied almost entirely by glucose, consuming 40% of the blood sugar produced by the mother. The disease occurs in late pregnancy. It is more common in the case of thin ewes pregnant with multiple fetuses. It is characterized by a destabilization of the glycaemia that leads to fat catabolism (this disease has also been called “lambing ketosis”). Treatment is based on the administration of glucose.    &lt;br /&gt;     Interspecies comparisons encourage us to raise new questions concerning the potential for gestational conflicts among humans. The spectacular brain growth spurt during the second half of fetal life is a specifically human trait. A conflict between the demands of the fetus and what the mother can provide without creating her own imbalances leads us to consider first the needs of the developing brain.&lt;br /&gt;     Today, the specific nutritional needs of the developing brain are well documented. It is well known that iodine is a ‘brain selective nutrient’  (since it is necessary for thyroid hormone production), and that human beings are unable to conserve iodine. It is also well known that docosahexaenoic acid (DHA = the very long chain polyunsaturated fatty acid of the omega 3 family with 22 carbons and 6 double bonds) is the brain selective fatty acid. However, the chain elongation and desaturation pathways are not very efficient among humans. The importance of iron, copper, zinc, and selenium as brain selective minerals is also well documented; evidence for the brain’s need for vitamin D includes the wide distribution of vitamin D receptors throughout the brain. From an overview of the specific nutritional requirements of the developing brain clearly pregnant women who do not have access to the sea food chain may have difficulties satisfying such fetal needs and are therefore more at risk of metabolic imbalances, particularly preeclampsia-eclampsia.&lt;br /&gt;     The concept of maternal-fetal conflicts directs us to establish a new classification of the numerous well-documented biological imbalances associated with preeclampsia among humans.11 The first step should be to look at the status of maternal fatty acids at the end of normal pregnancy and in those pregnancies complicated by preeclampsia. We should look particularly at the group of long-chain omega 3 polyunsaturates, which includes DHA and eicosapentaenoic acid (EPA = the polyunsaturated fatty acid of the omega 3 family with 20 carbones and 5 double bonds).&lt;br /&gt; It seems that the central imbalance in human preeclampsia is the enormous discrepancy between the maternal plasma levels of DHA—the ‘brain specific fatty acid’—and EPA. In preeclampsia, the level of DHA is not significantly decreased, whereas the level of the parent molecule EPA is about 10 times lower than in normal pregnancy.12 These are exactly the data we would expect when assuming that brain development is a priority among humans. Such data are confirmed by the "Curacao study,"13 which looked at the fatty acid compositions of maternal and umbilical cord platelets from preeclamptic women. Whatever the circumstances, the levels of DHA remain stable. This fact is notable, keeping in mind the low delta 4 -desaturase activity (i.e. the difficulties to make the brain specific fatty acid) among humans.14 The price of a stable DHA is an imbalance inside the omega 3 family that is at the root of a series of further imbalances.&lt;br /&gt;     We can understand the onset of a vicious circle when the demand in long-chain fatty acids is at its greatest: at that stage, if the amount polyunsaturates available is low, the priority is to keep the level of DHA as stable as possible.&lt;br /&gt;     The use of biochemical markers of dietary intakes of lipids has demonstrated that a diet poor in omega 3 fatty acids is a risk factor for preeclampsia. Studies of the erythrocyte fatty acids profile found that women with the lowest levels of omega 3 fatty acids were 7.6 times more likely to have had their pregnancies complicated by preeclampsia as compared to those women with the highest levels.15 A 15% increase in the ratio of omega 3 to omega 6 was associated with a 46% reduction in the risk of preeclampsia. Evaluating the fatty acid compositions of maternal platelets is another way to use biological markers of dietary fat intake. According to the Curacao study,13 the ratio of arachidonic acid (AA = the omega 6 polyunsaturate with 20 carbons and 4 double bonds) to EPA is significantly higher in maternal platelets of preeclamptic women (109.13 vs 78.13; P &lt; .05).&lt;br /&gt;     These significant concordant data suggest that when the amount of omega 3 available is low, the first compensatory effect—in order to maintain an adequate supply of DHA available—is the collapse of the level of the parent molecule EPA: this precipitating factor explains the well-known imbalances in the system of prostaglandins and particularly the decreased ratio of prostacyclin to thromboxane-2. When the level of EPA is diminished, there is no production of the physiologically inactive thromboxane-3. This leads to an overproduction of the physiologically-active thromboxane-2, through a mechanism of enzymatic competition. Moreover, when the level of EPA is low, there is no production of the physiologically active prostacyclin-3.&lt;br /&gt;     The concept of maternal-fetal conflict leads us to look also at the thyroid functions of preclamptic mothers and of their babies. In general the level of free thyroxine is low, while the level of thyroid-stimulating hormone is high. A low total triiodothyronine level has been reported in preeclamptic mothers of low birth weight babies.16  The alterations of the levels of thyroid hormones reflect the severity of the disease. Furthermore preeclampsia is associated with fetal and neonatal thyroid enlargement and elevated free triiodothyronine level.17&lt;br /&gt;     Our theory of preeclampsia can address the many puzzling or unexplained aspects of the disease. One is that preeclampsia is principally a disease of first pregnancies. We must recall that the metabolism of omega 3 fatty acids is influenced by parity.18,19 The DHA content of cord blood phospholipids depends on birth order; in other words, the capacity to provide preformed DHA is depleted with repeated pregnancies. It is as if brain development is a higher priority in the case of a first baby. The association of preeclampsia with lower infant mortality in preterm babies may also be considered intriguing. This has been clearly demonstrated by the USA Birth and Infant death registration dataset in 1995-2000 (among a total of 17 432 987 births).20 Our interpretation is that the consequence of preserving the needs of the developing fetus at any price may be a maternal disease, but the risk of infant death is reduced. We can offer a similar interpretation of the reported association of preeclampsia with a reduced risk of cerebral palsy.21 &lt;br /&gt;     After presenting Homo sapiens as a primate with a highly developed brain, and after recalling the concept of brain selective nutrients, and after taking further into account the concept of maternal fetal conflict, as well as mentioning the enormous geographical differences in the rates of preeclampsia, it is worth noting that our pilot study in Rio de Janeiro is the first prospective controlled trial of the effects of giving sea food to pregnant women on perinatal outcomes and particularly rates of preeclampsia. &lt;br /&gt;     At the present time, the medical literature is inundated with studies about pre-eclampsia conducted in developed countries. These studies investigate mild forms of the disease. They look in particular at genetic factors and they try to develop prediction tests, searching for measurable manifestations of abnormal placentation that is assumed to initiate this disorder. Many of these efforts have focused on biochemical markers, primarily those suggesting endothelial dysfunction and activation of coagulation. These current studies cannot lead to significant advances in our understanding of the pathophysiological processes. The only studies about nutritional factors look at the effects of nutrients, but not at the effects of whole food. For example the effects of vitamin C and E22, of magnesium,23 calcium,24 and zinc25 have been explored. The vitamin D-preeclampsia relation has been investigated.27 Of course there have been studies of fish oil supplementation. Most of them began during the second half of pregnancy. Based on the results of several studies, preeclampsia has not been dissociated from the framework of pregnancy-induced hypertension. For many reasons, it is therefore not surprising that meta-analyses27 and systemic reviews 28, 29 have found insufficient evidence of the effects of fish oil on the risk of preeclampsia. In fact, most studies were too small to even address the issue of preeclampsia. It is remarkable that the only study that demonstrated highly significant effects of fish oil supplementation on the risk of “toxemia” was conducted in London by the People's League of Health during 1938-9, at a time when the rates of severe "toxemia" were in the region of 6%. This controlled trial was saved from oblivion by S.F. Olsen and N.J. Secher.30 The authors randomized 5,644 pregnant women to receive or not receive a dietary supplement containing vitamins, minerals, and halibut liver oil from about week 20 of pregnancy. A significant effect of treatment was seen in primigravidas, with a 31.1% reduction in the incidence of “toxemia”.&lt;br /&gt;     This `disease of theories’ should be looked at from new perspective in the age of the Waterside hypotheses. Studies of preeclampsia in the framework of evolutionary medicine are needed.31 Is eclampsia the price some human beings have to pay for having a large brain while they are more or less separated from the sea food chain?&lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;Vernix caseosa: an intriguing particularity of human neonates &lt;br /&gt;     It is commonplace to claim that only the skin of human foetuses and neonates is covered by vernix caseosa, the greasy white substance secreted by the baby’s sebaceous glands during fetal life.  In many cultures the vernix was denied any role and routinely wiped away.&lt;br /&gt;     The Waterside Hypotheses now offer an opportunity to stimulate our interest in this human particularity, since Don Bowen, a marine biologist from Nova Scotia, revealed that the pups of seals also have vernix. Interestingly, he noticed that harbour seals, which swim with their mothers within minutes of being born, have more vernix than other seals, which do not swim for at least 10 days. I reviewed these data with reference to the composition of vernix. It appears that although approximately 80% of vernix is water, it still has high viscosity, suggesting that its water must reside within a highly structured state which is conferred by the abundance of water-filled fetal corneocytes. These fetal corneocytes act as "cellular sponges" that prevent water from moving across the skin, whereas sebaceous lipids provide a hydrophobic barrier.&lt;br /&gt;     By combining these perspectives we suggest that vernix caseosa might be interpreted as a transitory protection against immersion in non-isotonic water. We should at least remember that vernix caseosa is a common point between Homo sapiens and mammals adapted to the sea, while it is unknown among land mammals.&lt;br /&gt;Learning from birthing pools &lt;br /&gt;In the early 1990s, when we became more familiar with the concept of antagonism between hormones of the adrenaline family (stress hormones) and oxytocin (the key hormone in parturition), I started to investigate the management of a common pathological situation in midwifery and obstetrics. It is the ‘failure to progress’ in the middle of cervical dilation, associated with intense lumbar pain. In this case, the pain appears as an obstacle to cervical dilation. I was considering non-pharmacological methods of pain relief. This is how I introduced the concept of ‘lumbar reflexotherapy’, based on the ‘gate control theory of pain’. Intracutaneous injections of sterile water in a precise zone of the lumbar region innervated by the posterior branch of the twelve dorsal nerve can block the visceral pain coming from the contracting uterus.32 I also proposed immersion in water at body temperature as a way to relieve pain, to reduce the level of stress hormones, and thus achieve more effective uterine contractions.&lt;br /&gt;     Taking into account the physiological perspective, and also the strong attraction to water expressed by many labouring women, I eventually bought a blue inflatable garden wading pool. Thus began the history of birthing pools in hospitals.33 As soon as the birthing pool was installed new strategies became possible. When a woman in hard labour was demanding painkillers, we had something else to offer than the injection of an analgesic drug (this was before the age of epidural analgesia). We could introduce the mother-to-be to the aquatic birthing room, so that she could observe and hear beautiful blue water filling the pool. The room was painted blue, with dolphins on the walls. From that time the question was no longer: "When will you give me a pain killer?" It was more often than not: "How long does it take to fill the pool?" The first lesson concerned the importance of the time when the woman in labour is anticipating the bath: the dilation of the cervix can already progress dramatically before water immersion—if the aquatic environment is associated with privacy. It is like the sudden release of brakes . We witnessed one of the many magic effects of water on human beings...a profound power that cannot be easily explained with the language of physiologists.34 At the time of the plastic pool (before we installed a solid pool), women were not influenced by the media or by what they read in books about childbirth. Their behaviour was spontaneous and thus we learned about the genuine effects of a water environment. A the typical scenario (with many possible variations) was the case of a woman entering the pool in hard labour around 5 cm, spending an hour or two in water and then feeling the need to get out of the pool when the contractions were becoming less and less effective. This going back to the dry land often induced a short series of irresistible and powerful contractions so that the baby was born within several minutes.&lt;br /&gt;     One day, a mother-to-be had not been in water for long when suddenly she had two irresistible contractions and the baby was born before she felt any need to get out of the pool. While giving birth, this woman was really "on another planet". Clearly, in that altered state of consciousness associated with hard labour, she intuitively knew that her baby could be born safely under water. There was no panic. It is as if a deep-rooted knowing could express itself as soon as the intellect and its knowledge was set aside. Such births happened again.34 From that time many journalists, reporters. and photographers were fascinated by babies  being born in water. They were indifferent all other aspects of our unconventional practices. After a short period of surprise and even frustration, I concluded that good journalists are experts in Human Nature. They know how to attract the attention of their readers or their viewers. They have this intuitive knowledge that there is a special relationship between human beings and water. By referring to this historical phase of the use of birthing pools, we offer food for thought in the age of Waterside Hypotheses.&lt;br /&gt;Eating the placenta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;It seems that in our species ‘placentophagy’ has never been instinctive. If it had been at any time in the history of humanity, we should find traces of this behaviour in myths, legends, and reports from preliterate and preagricultural societies. I know of women who had reached a very instinctive state of consciousness in the perinatal period, behaving as if ‘on another planet’, and overcoming a great part of their cultural conditioning. Yet none of them had ever expressed a tendency to bring the placenta toward her mouth. Modern women who occasionally have eaten pieces of placenta were inspired by theories, such as the theory that it might prevent postnatal depression. Scientific interest in the placenta has recently inspired such theories leading to a form of human placentophagy based on rational considerations. For example, the discovery by Kristal of a placental substance that makes endorphins more effective (‘Placental Opioid-Enhancing Factor’) could be seen as a justification for placentophagy in our species. However, we should avoid the conclusion that eating placenta is an innate human behaviour.&lt;br /&gt;     Exploring placentophagy is important since all land mammals eat the placenta. If eating the placenta has never been instinctive among our ancestors, this would be another common point with sea mammals, including cetaceans and seals. Interestingly, from this regards, camels are the exceptions among land mammals: they do not eat the placenta. Camels have another particularity among land mammals: like Homo sapiens and sea mammals they have kidneys with medullary pyramids   (cf. the chapter by Marcel Francis Williams about marine adaptations in human kidneys). Since camels consume highly salty plants and drink the water of salty ponds, and since, from obvious reasons, sea mammals also have easy access to hypertonic salty substances, one can suggest that placentophagy might be correlated with the urgent need in specific nutrients, particularly minerals, in the post partum period. It is as if placentophagy and non-pyramidal renal medullas were features shared by mammals that do not have access to hypertonic salty substances after parturition. Such correlations should inspire further research that would take into account the concept of sodium pump across the trophoblast membrane and the specific composition in electrolytes of the trophoblast cytoplasm. Can camels from the desert help us to accept our waterside origins? &lt;br /&gt;In Summary:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All aspects of midwifery and obstetric practices, including the purely technical ones, can inspire questions related to the Waterside Hypotheses. For example, even discussions about the technique of caesarean section offer opportunities to consider intriguing human particularities. How best to open the layer of subcutaneous fat—scalpel or fingers? This discussion is specific to human surgery, since land primates do not have a layer of fat attached to their skin. Once more we mention a common point between Homo sapiens and sea mammals.          &lt;br /&gt;     By referring to the obstetrical implications of the Waterside Hypotheses we have realised at which point the study of pregnancy and childbirth is a fruitful springboard to understand human nature. It is noticeable that in many languages words related to birth have the same root as the word nature.&lt;br /&gt;                                                                          Michel Odent&lt;br /&gt;     References:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     References:&lt;br /&gt; 1 -  Marean CW, Bar-Matthews B, Bernatchez J. Early human use of marine resources and   pigment in South Africa during the Middle Pleistocene. Nature 2007 (18 Oct);449:905-908.&lt;br /&gt;2 – Elaine Morgan. The Aquatic ape. Souvenir Press. London 1982&lt;br /&gt;3 – Elaine Morgan. The scars of evolution. Souvenir Press. London 1990&lt;br /&gt;4 – Elaine Morgan. The naked Darwinist. Eildon Press. UK 2008&lt;br /&gt;5 - Odent M, McMillan L, Kimmel T. Prenatal care and sea fish. Eur J Obstet Gynecol. 1996;68:49-51.  &lt;br /&gt;6 – Lesley F Meeson. The effects on birth outcomes of discussions in early pregnancy, emphasising the importance of eating fish. PhD thesis. University of Wolverhampton, july 31, 2007. &lt;br /&gt;7 – Duley L. Maternal mortality associated with hypertensive disorders of pregnancy in Africa, Asia, Latin America and the Caribbean. Br J Obstet Gynaecol 1992; 99: 547-553.&lt;br /&gt;8 – Begum MR, Begum A, Quadir E, et al. Eclampsia: still a problem in Bangladesh. http://www.medscape.com/viewarticle/488386_1. &lt;br /&gt;9 - Xiong X, Demianczuk NN, Buekens P, Saunders LD. Association of preeclampsia with high birth weight for age. Am J Obstet Gynecol. 2000;183:148-155. &lt;br /&gt;10– Odent M.  Hypothesis: Preeclampsia as a Maternal-Fetal Conflict. MedGenMed September 5, 2001. © 2001 Medscape, Inc.&lt;br /&gt;11 - Odent M. Pre-eclampsia as a maternal - fetal conflict. The link with fetal brain development. International Society for the Study of Fatty Acids and Lipids (ISSFAL) News. 2000;7:7-10. 8 - &lt;br /&gt;12 - Wang Y, Kay HH, Killam AP. Decreased levels of polyunsaturated fatty acids in pre-eclampsia. Am J Obstet Gynecol. 1991;164:812-818. &lt;br /&gt;13-Velzing-Aarts FV, van der Klis FR, van der Dijs FP, Muskiet FA. Umbilical vessels of preeclamptic women have low contents of both n-3 and n-6 long-chain polyunsaturated fatty acids. Am J Clin Nutr. 1999;69:293-298.&lt;br /&gt;14 -  Sanders TAB, Younger KM. The effect of dietary supplements of n-3 polyunsaturated fatty acids on the fatty acid composition of platelets and plasma choline phosphoglycerides. Br J Nutr. 1981;45:613-616.&lt;br /&gt;15 - Williams MA, Zingheim RW, King IB, Zebelman AM. Omega-3 fatty acids in maternal erythrocytes and risk of pre-eclampsia. 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Efficacité dans le traitement de la colique néphrétique et en analgésie obstétricale. La Nouvelle Presse Medicale 1975 ; 4 (3) :188 &lt;br /&gt;33 - Odent M. What I learned from the first hospital birthing pool. MidwiferyToday 2000;54:16&lt;br /&gt;34 - Michel Odent. Water and Sexuality. Penguin (Arkana). London 1990.&lt;br /&gt;35 - Odent M. Birth under water. Lancet 1983;2:1376-77.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-5180967112269507332?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/5180967112269507332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=5180967112269507332' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/5180967112269507332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/5180967112269507332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2009/11/obstetrical-implications-of-waterside.html' title='OBSTETRICAL IMPLICATIONS OF WATERSIDE HYPOTHESES'/><author><name>MousyMousy</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_q5RcqRaCFw0/R-0hPyFm7OI/AAAAAAAAAQo/tgUFQ-54kFk/S220/Sardegna07Nenne.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-8983578443087908410</id><published>2009-06-17T09:59:00.000-07:00</published><updated>2009-06-17T10:07:31.470-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PRESENTAZIONE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SILVIA SACCHETTI'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BAMBINO PODALICO'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PRESENTAZIONE CEFALICA'/><title type='text'>Come si presenta il tuo bimbo? di Silvia Sacchetti</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: left; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Con la parola "presentazione" si intende la prima grossa parte fetale (di solito la testa) per prima&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt; si affaccia al canale del parto, cioè all'ingresso del piccolo bacino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Si distinguono sei tipi di presentazioni: quattro cefaliche (vertice, bregma, fronte e faccia), una podalica e una di spalla.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://mammaimperfetta.iobloggo.com/247/come-si-presenta-il-tuo-bimbo"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di Silvia Sacchetti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Alle mamme: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;h3 style="text-align: center;" class="UIIntentionalStory_Message"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-weight: normal;" class="UIIntentionalStory_Names"&gt;                &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Il tuo bimbo ha fatto la capriola? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: normal;" href="http://mammaimperfetta.iobloggo.com/247/come-si-presenta-il-tuo-bimbo"&gt;Raccontalo sul Blog "Una mamma felicemente imperfetta"&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-8983578443087908410?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/8983578443087908410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=8983578443087908410' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/8983578443087908410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/8983578443087908410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2009/06/come-si-presenta-il-tuo-bimbo-di-silvia.html' title='Come si presenta il tuo bimbo? di Silvia Sacchetti'/><author><name>MousyMousy</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_q5RcqRaCFw0/R-0hPyFm7OI/AAAAAAAAAQo/tgUFQ-54kFk/S220/Sardegna07Nenne.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-8343451367256408525</id><published>2009-05-15T10:38:00.000-07:00</published><updated>2009-05-15T10:39:27.004-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONVEGNI CORSI SEMINARI'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PSICOTERAPIA'/><title type='text'>Imprinting nelle relazioni d'amore</title><content type='html'>&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt; &lt;a href="http://beneconse.blogspot.com/2009/05/imprinting-nelle-relazioni-d-amore.html"&gt;"Imprinting nelle Relazioni d' Amore"&lt;/a&gt; &lt;/h3&gt;   &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il 30 e 31 Maggio 2009 presso il Centro Studi “Bene con Sé Bene Insieme”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Corso Angelo Gianelli 38/2&lt;br /&gt;16043 Chiavari (GE)&lt;br /&gt;Tel 0185 371087 Fax 0185 472564&lt;br /&gt;Numero evento 13671-8035953 ECM per Psicologi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A chi e’ rivolto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti, medici, ginecologi, ostetriche, educatori, educatrici, cultori della materia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Premessa: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;l’evento nascita può essere letto come cesura?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti gli essere umani, qualsiasi sia la loro origine etnica o sociale, sono accomunati dall'esperienza della nascita e del periodo amniotico.&lt;br /&gt;La psicologia prenatale/perinatale, disciplina ancor poco conosciuta ed utilizzata nei paradigmi teorico-clinici della psicologia e psicoterapia in Italia, ma già ampiamente utilizzata a livello internazionale soprattutto in America e Germania - paesi da dove gli studi hanno preso avvio - non può più essere ignorata, quale paradigma d’imprinting nelle relazioni d’amore e strutturazione dei legami di attaccamento.&lt;br /&gt;Nelle scienze psicologiche e nella psicoanalisi classica identità e personalità sembrano avere origine a partire dalla fase del lattante:&lt;br /&gt;ma davvero “l’evento-nascita” può essere letto come cesura tra un prima e un dopo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;RELATORE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dott.ssa Marilena Pisciella&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Psicologa, psicoterapeuta ad orientamento analitico, libera professionista.&lt;br /&gt;Esperta in conduzione gruppi, psicologia pre-perinatale e della gravidanza (già Consulente ASL MI, Percorso Nascita), psicologia scolastica, psicologia giuridica.&lt;br /&gt;Ha cominciato la propria attività a Roma, attualmente opera tra Como e Milano presso i suoi due studi di psicoterapia.&lt;br /&gt;Consulente per diversi Enti, Scuole ed Agenzie formative, dopo anni di attività clinica, ha scelto dalla metà degli anni ‘90 di concentrare anche la propria esperienza su interventi ed attività di prevenzione del disagio nei legami, nelle relazioni d’attaccamento, nei nuclei familiari e nei gruppi&lt;br /&gt;sociali, attraverso seminari ed eventi formativi sullo sviluppo delle risorse umane.&lt;br /&gt;Ideatrice del metodo CinEmotionStory ®, dove la psicologia e il cinema, in una società fortemente impregnata sull’Immagine, si alleano al servizio della crescita personale Consulente psicologo in ambito giuridico sul diritto di famiglia, presso uno Studio Legale.&lt;br /&gt;Il percorso formativo si propone di far luce ed approfondire tematiche ed aspetti dell’etologia umana, da troppo tempo sottoposti a tabù e rimozione collettiva, laddove invece appare ormai chiaro dal nuovo approccio clinico-scientifico e di psicologia culturale quanto sia straordinariamente “impregnante” il periodo primale nell’ontogenesi umana, nella costruzione dell’identità personale e nell’espressione dei futuri legami di attaccamento e relazioni d’amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Programma&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Sabato 30 e Domenica 31 maggio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sabato 30 maggio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;9.30-10.00 registrazione, accoglienza partecipanti&lt;br /&gt;10.00-11.00 elementi di psicologia preperinatale,&lt;br /&gt;bio-psicoendocrinologia della nascita e concetto di continuum&lt;br /&gt;11.00-12.00 le culture della nascita:&lt;br /&gt;modelli di etologia umana “nidiaceo” e “nidifugo”&lt;br /&gt;12.00-13.00 question time&lt;br /&gt;15.00-17.00 presentazione di casi clinici: traumi supplementari e/o iatrogeni perinatali;&lt;br /&gt;quali relazioni d’attaccamento, quali relazione d’amore; dalla distruttività/coazione&lt;br /&gt;a ripetere ai processi creativoelaborativi&lt;br /&gt;17.00-17.30 coffee breack&lt;br /&gt;17.30-18.30 discussione in piccoli gruppi&lt;br /&gt;18.30-18.45 conclusione lavori prima giornata&lt;br /&gt;21.30-23.30 proiezione film e discussione. “la storia del cammello che piange”. docu-film sulla nascita.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;domenica 31 maggio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;9.00-11.00 miti, favole, opere d’arte figurative: tra natura, cultura e psicoanalisi&lt;br /&gt;11.00-11.15 coffee breack&lt;br /&gt;11.15-13.15 percorso iconografico e laboratorio esperienziale incanto: ricostruzione della matrice del proprio modello pre-perinatale&lt;br /&gt;13.15-14.30 pausa pranzo&lt;br /&gt;14.30-16.00 rielaborazione del percorso esperienziale&lt;br /&gt;16.00-16.15 consegna biblio-sito-filmografia e conclusione lavori&lt;br /&gt;16.15 consegna attestati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ISCRIZIONI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le iscrizioni si chiuderanno il 20 maggio 2009.&lt;br /&gt;Il corso prevede un massimo di 18 partecipanti; si intende iscritto colui che ha versato per intero la quota e che ha inviato la scheda compilata in ogni sua parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;COSTI E MODALITA DI PAGAMENTO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il costo è di € 160.00 a partecipante + € 15.00 se non soci. Il pagamento dovrà essere effettuato tramite bollettino postale o bonifico bancario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;coordinate per il pagamento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;coordinate per il versamento tramite&lt;br /&gt;bollettino postale:&lt;br /&gt;c/c n. 83069765 intestato a: centro studi bene con sè bene insieme&lt;br /&gt;coordinate per il versamento tramite bonifico bancario:&lt;br /&gt;conto corrente&lt;br /&gt;000083069765 abi 07601 cab 01400&lt;br /&gt;cin d; intestato a: centro studi bene&lt;br /&gt;con sè bene insieme; banco posta&lt;br /&gt;impresa, agenzia chiavari;&lt;br /&gt;iban it 32 d 07601 01400 000083069765&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-8343451367256408525?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/8343451367256408525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=8343451367256408525' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/8343451367256408525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/8343451367256408525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2009/05/imprinting-nelle-relazioni-damore.html' title='Imprinting nelle relazioni d&apos;amore'/><author><name>MousyMousy</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_q5RcqRaCFw0/R-0hPyFm7OI/AAAAAAAAAQo/tgUFQ-54kFk/S220/Sardegna07Nenne.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-1865532519441775017</id><published>2009-02-18T03:03:00.000-08:00</published><updated>2009-03-03T02:11:50.174-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONVEGNI CORSI SEMINARI'/><title type='text'>Quello che ancora si può fare... ECM</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_q5RcqRaCFw0/SZvrdLrX-VI/AAAAAAAAA8s/5O_0v8vj-ok/s1600-h/Ballon+Pic.PNG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_q5RcqRaCFw0/SZvrdLrX-VI/AAAAAAAAA8s/5O_0v8vj-ok/s320/Ballon+Pic.PNG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304091872742340946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:180%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Quello che ancora si può fare..."  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;28 e 29 marzo 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Seminario Formativo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il lutto è un evento che, pur facendo parte della natura dell'uomo, ci lascia spesso impreparati ed in compagnia di emozioni e pensieri intensi e sgradevoli.&lt;br /&gt;Quando il lutto riguarda la perdita di una vita nascente o di un bambino già nato, a queste emozioni si aggiunge l'incredulità e l'inaccettabilità: per l'essere umano, morte e vita non sono pensabili a livello razionale ed emotivo così vicine, al punto che nessuno nel suo intimo resta indifferente quando un bambino muore. Prestare aiuto a chi soffre intensamente per la perdita di un figlio, ancorchè piccolissimo, è dunque difficile e può lasciare spiazzati ed insicuri anche i professionisti più esperti. In qualità di operatori che si occupano di salute e di tutela del prossimo siamo chiamati più di altri a confrontarci con il pesante tema del lutto altrui. Nel settore dell'ostetricia e della neonatologia, purtroppo, accade più spesso di quanto si creda di dover accogliere genitori in lutto, di doverli accompagnare in questo percorso a ostacoli, di dover tutelare la loro salute mentale per evitare che il lutto si complichi e generi patologie psichiche e somatiche gravi. Questo seminario nasce per approfondire il complesso e delicato tema del lutto perinatale dal punto di vista teorico ed esperienziale, con l'obiettivo di fornire uno strumento utile alla prassi clinica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;--- ore effettive di formazione: 13&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;crediti per ostetriche evento n. 9001326  =&gt;&gt; 13 crediti ==&gt; 8 posti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;crediti per psicoterapeuti evento n. 9001325 =&gt;11 crediti ==&gt; 5 psichiatri psicoterapeuti 5 psicologi psicoterapeuti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Relatore: Dott. Claudia Ravaldi, Ass. Ciao Lapo ONLUS&lt;/span&gt; [www.ciaolapo.it]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si forma all’università degli studi di Firenze, dove si  laurea nel 1999 in medicina e chirurgia e si specializza nel 2003 in Psichiatria; tra il 2001 ed il 2004 frequenta e conclude il training triennale di psicoterapia cognitivo comportamentale al centro Studi Cognitivi di Milano, sotto la direzione della dr.ssa Sandra Sassaroli. Nel 2005 consegue a Firenze il titolo di Master universitario in Disturbi del comportamento alimentare in età evolutiva; nel biennio 2005 2006 frequenta due training per l’applicazione dell’EMDR (eyes movement desensitization and reprocessing) e per la mindfulness. Nel 2006 fonda l’associazione CiaoLapo onlus, per la ricerca ed il sostegno ai genitori colpiti da morte perinatale, si forma sul lutto perinatale e inizia in quel campo una approfondita attività di ricerca e formazione. Collabora con associazioni e riviste nazionali ed internazionali scrivendo articoli scientifici sul lutto perinatale e sul counseling psicologico ai genitori. Tra le aree di interesse scientifico che contraddistinguono il suo lavoro troviamo il lutto perinatale, la psicopatologia dei disturbi del comportamento alimentare, la terapia del trauma, la psicoterapia. Collabora come ricercatore indipendente con il Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze e con la Scuola Cognitiva di Firenze, diretta dal dott Carmelo La Mela. È autrice di oltre 35 pubblicazioni scientifiche su riviste e monografie nazionali e internazionali, e di oltre 100 tra poster relazioni e comunicazioni a congressi nazionali e internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Programma:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sabato 28 marzo 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9,30 -10,00: registrazione, accoglienza partecipanti;&lt;br /&gt;11,00- 11,30: il lutto perinatale: definizione, epidemiologia, cause;&lt;br /&gt;11,30- 12,00: coffee break;&lt;br /&gt;12,00 - 13,00: conseguenze psicologiche del lutto perinatale: dal lutto al lutto complicato;&lt;br /&gt;13,00 - 13,30: question time;&lt;br /&gt;13,30 - 15,00: pausa pranzo;&lt;br /&gt;15,00 - 17,00: presentazione di casi clinici: la perdita nelle prime fasi della gravidanza; la perdita a termine;&lt;br /&gt;17 - 17,30: coffee break;&lt;br /&gt;17,30 - 19,00: discussione in piccoli gruppi; conclusione lavori prima giornata;&lt;br /&gt;20,00 - 21,30: cena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Domenica 29 marzo 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;09,00 - 11,00: i protocolli di assistenza nel lutto perinatale;&lt;br /&gt;11,00 - 11,15: coffee break;&lt;br /&gt;11,15 - 13,15: le altre "perdite", l'interruzione terapeutica di gravidanza, la poliabortivita' la sterilita';&lt;br /&gt;13-15 - 14,30: pranzo;&lt;br /&gt;14,30 - 16,00: video: la storia di Daniel un bambino terminale;&lt;br /&gt;16,00 - 17,00: l'automutuoaiuto nel lutto perinatale;&lt;br /&gt;17,30 circa: consegna attestati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Costi e modalità di pagamento:&lt;br /&gt;Il seminario ha un costo di € 160.00 (+€ 15.00 per i non soci)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il partecipante si intende iscritto quando avrà versato per intera la quota di partecipazione e sarà pervenuta in segreteria (via fax 0185-472564 o mail segreteria@beneinsieme.it) la ricevuta di pagamento allegata al modulo di iscrizione completato in ogni sua parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pagamento può essere effettuato tramite bollettino postale, bonifico bancario o assegno non trasferibile (quest'ultimo spedito con assicurata o consegnato brevi manu deve pervenire in segreteria almeno 15 giorni prima dell'evento).&lt;br /&gt;Coordinate per il pagamento con bollettino postale:c/c 83069765 intestato al Centro Studi Bene con Sé Bene Insieme.&lt;br /&gt;Coordinate per il pagamento tramite bonifico bancario Conto Corrente 000083069765 ABI 07601 CAB 01400 CIN D intestato a: Centro Studi Bene con Sè Bene Insieme Banco Posta Impresa, Agenzia Chiavari IBAN IT 32 D 07601 01400 000083069765.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per ulteriori informazioni: segreteria@beneinsieme.it oppure tel 0185 371087&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Scarica la brochure &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" href="http://www.beneinsieme.it/download/quelloche-brochure.pdf"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-1865532519441775017?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/1865532519441775017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=1865532519441775017' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/1865532519441775017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/1865532519441775017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2009/02/quello-che-ancora-si-puo-fare-ecm.html' title='Quello che ancora si può fare... ECM'/><author><name>MousyMousy</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_q5RcqRaCFw0/R-0hPyFm7OI/AAAAAAAAAQo/tgUFQ-54kFk/S220/Sardegna07Nenne.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_q5RcqRaCFw0/SZvrdLrX-VI/AAAAAAAAA8s/5O_0v8vj-ok/s72-c/Ballon+Pic.PNG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-2702301581841988465</id><published>2009-02-01T05:20:00.000-08:00</published><updated>2009-02-01T05:33:59.162-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MICHEL ODENT'/><title type='text'>La salute primale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_q5RcqRaCFw0/SYWiUBjQbpI/AAAAAAAAA7E/lqW7l_ecrFU/s1600-h/odent.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 218px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_q5RcqRaCFw0/SYWiUBjQbpI/AAAAAAAAA7E/lqW7l_ecrFU/s320/odent.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297819001568652946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Foto: Stefano Romagnano&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 128);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:Georgia,serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Programma&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 128);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:Georgia,serif;"&gt;&lt;b&gt;28 febbraio 2009&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 128);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:Georgia,serif;"&gt;&lt;b&gt;Ore 9.00    Accoglienza&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 128);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:Georgia,serif;"&gt;&lt;b&gt;Ore 9.30    Benvenuto&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 128);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:Georgia,serif;"&gt;&lt;b&gt;Ore 10.00    Bisogni di base della donna che partorisce e bisogni di base del neonato&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 128);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:Georgia,serif;"&gt;&lt;b&gt;Ore 11.30    Coffe break&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 128);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:Georgia,serif;"&gt;&lt;b&gt;Ore 11.50    Ricerche sulla salute primale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 128);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:Georgia,serif;"&gt;&lt;b&gt;Ore 13.00    Pausa pranzo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 128);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:Georgia,serif;"&gt;&lt;b&gt;Ore 14.30    Effetti comportamentali degli ormoni implicati nel parto e nella nascita&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 128);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:Georgia,serif;"&gt;&lt;b&gt;Ore 16.00    Coffe break&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 128);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:Georgia,serif;"&gt;&lt;b&gt;Ore 16.30    Domande&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 128);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:Georgia,serif;"&gt;&lt;b&gt;Ore 18.30    Conclusione&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 128);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:Georgia,serif;"&gt;&lt;b&gt;Sede del Seminario&lt;br /&gt;presso la Serra Limonaia di Villa Castiglioni&lt;br /&gt;Hotel Ristorante&lt;br /&gt;Via Castiglioni, 1 - 21056 Induno Olona (Varese)&lt;br /&gt;Tel 0332/ 200.201&lt;br /&gt;Fax 0332/201.269&lt;br /&gt;www.hotelvillacastiglioni.it&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 128);"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia,serif;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);font-size:100%;" &gt;Segreteria organizzativa: ANEP Italia&lt;br /&gt;Tel (+39) 348/ 2783000&lt;br /&gt;E-mail: anepitalia@libero.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-2702301581841988465?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/2702301581841988465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=2702301581841988465' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/2702301581841988465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/2702301581841988465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2009/02/la-salute-primale.html' title='La salute primale'/><author><name>MousyMousy</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_q5RcqRaCFw0/R-0hPyFm7OI/AAAAAAAAAQo/tgUFQ-54kFk/S220/Sardegna07Nenne.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_q5RcqRaCFw0/SYWiUBjQbpI/AAAAAAAAA7E/lqW7l_ecrFU/s72-c/odent.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-6607622237736670589</id><published>2008-12-28T12:20:00.000-08:00</published><updated>2008-12-28T12:24:11.161-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ANEP CHIAVARI'/><title type='text'>Giorgio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_q5RcqRaCFw0/SVff1aoD2xI/AAAAAAAAA4U/cHWuS7PdUXw/s1600-h/giorgio.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_q5RcqRaCFw0/SVff1aoD2xI/AAAAAAAAA4U/cHWuS7PdUXw/s320/giorgio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284938796515973906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il 7 dicembre 2008 è nato il mio cucciolo...un "anepino" a tutti gli effetti...&lt;br /&gt;Ha deciso tutto lui, tempi e luogo, e non poteva scegliere meglio.&lt;br /&gt;Io ero preparata,il corso ti dona forza e sicurezza,sai cosa succederà e perchè, non devi far altro che assecondare il magnifico evento.&lt;br /&gt;Quando ci siamo guardati negli occhi non è stato subito amore...ci siamo si riconosciuti e ringraziati dei bei nove mesi passati insieme,ma l'amore sta nascendo ora giorno dopo giorno,quando ci cerchiamo con lo sguardo e quei teneri sorrisi che mai nessuno mi potrà dire che non sono rivolti a me.&lt;br /&gt;GRAZIE,   grazie di cuore a tutta l'associazione, Cristina in particolare,siete stati in grado di tirare fuori una parte di me che non conoscevo e che sono orgogliosa di essere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-6607622237736670589?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/6607622237736670589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=6607622237736670589' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/6607622237736670589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/6607622237736670589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/12/il-7-dicembre-2008-nato-il-mio-cucciolo.html' title='Giorgio'/><author><name>MousyMousy</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_q5RcqRaCFw0/R-0hPyFm7OI/AAAAAAAAAQo/tgUFQ-54kFk/S220/Sardegna07Nenne.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_q5RcqRaCFw0/SVff1aoD2xI/AAAAAAAAA4U/cHWuS7PdUXw/s72-c/giorgio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-6230480636563792945</id><published>2008-12-18T02:22:00.000-08:00</published><updated>2008-12-18T02:27:28.062-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MICHEL ODENT'/><title type='text'>THE MID-ATLANTIC CONFERENCE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;PRIMAL HEALTH RESEARCH&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A NEW ERA IN HEALTH RESEARCH&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Published quarterly by Primal Health Research Centre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Charity No.328090&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;72, Savernake Road, London NW3 2JR&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;modent@aol.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                             WINTER 2008                                 Vol 16. No3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**************************&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.primalhealthresearch.com &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Free access to the Primal Health Research Data Bank&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.wombecology.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.michelodent.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SPECIAL ISSUE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;THE MID-ATLANTIC CONFERENCE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ON BIRTH AND PRIMAL HEALTH RESEARCH&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;26th- 28th February 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The Canary Islands Convention Centre. Las Palmas&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;~ latitude 28º! ~&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The main objective of this conference is to phrase new questions at a time when rapid technical and scientific advances are leading to a crossroads in the history of childbirth and the history of humanity.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;According to plausible extrapolations, within some decades the majority of human beings will be born by the abdominal route. And in the case of vaginal births, the replacement of natural hormones with pharmacological substitutes will almost be the rule. Since the behavioural effects of hormones involved in childbirth have been recently clarified, we can interpret and summarise this new situation by claiming that human ingenuity has made "love hormones" useless in a highly critical period of reproductive life.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The participation of Prof Michael Stark from Berlin - as the "father" of the simplified, fast and easy technique of caesarean, and as the founder of the "New European Surgical Academy" - will symbolise the ascendancy of technical advances.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The participation of Prof Kerstin Uvnäs-Moberg, from Stockholm – as an expert in the behavioural effects of oxytocin – will symbolise the most significant recent scientific advances.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The participation of Anthony Costello, Professor of International Health at the London Institute of Child Health, will underline the need for questions raised at a global level.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The participation of Dr Mario Merialdi, coordinator for maternal and perinatal health at WHO, will suggest the importance of "global action" as a new watchword.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The location of the conference in the middle of the ocean is a way to encourage participants to come from all continents.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The term "Primal Health Research" is used to favour long-term thinking. "Primal Health Research" is a developing branch of epidemiology that brings together studies exploring correlations between what happens during the "Primal period" (fetal life, perinatal period and year following birth) and what occurs later on in life in terms of health and personality traits. Such studies are compiled in the "Primal Health Research Database" (www.primalhealthresearch.com).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This conference is open to all health professionals interested in the future of humanity.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Registration at&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.obstare.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ridiculously low fare until December 31, 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Friday 26  (20:00)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Opening session with a renowned authority as our guest speaker.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PLENARY SESSIONS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(In the prestigious Symphony Hall: seating capacity 1,656)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saturday 27.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9:00   Welcoming address. Prof Garcia Hernandez (Las Palmas), Heloisa Lessa (Brasil), Dr Michel Odent (France-UK).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9:30  Prof Michael Stark (Germany) : "The Misgav Ladach Caesarean Section – Method and 15 Years of International Experience".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10:45  Prof Uvnäs-Moberg (Stockholm) : "oxytocin, the inner guide to motherhood"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12:00  coffee break. Visit of stands.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12:30: Dr Michel Odent (France-UK): "New criteria to evaluate the practices of obstetrics/midwifery".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13:45: lunch break. Visit stands.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15:15  Prof Anthony Costello (UK): "Progress in maternal and newborn care in developing countries".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16:30  Prof Sylvie Odent (France): "A new era in prenatal medicine".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;17:30: Heloisa Lessa. Closing remarks.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18:00: Visit stands&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sunday 28&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9:30  Dr Mario Merialdi (WHO Geneva - Italy). "Global action: a twenty first century watchword".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10:45  Dr Michel Odent (France - UK): "The prime Inconvenient Truth".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11:45  coffee break. Visit stands.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12:15  Round table: "Childbirth in 2050". Prof Michael Stark, Prof Uvnäs-Moberg, Prof Anthony Costello, Dr Mario Merialdi, Jan Tritten, Ina May Gaskin, Isabel Castillo, Peggy O'Mara, Naoli Vinaver, Robbie Davis-Floyd, Sheila Kitzinger. Moderator : Laura Uplinger.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13:45  Closing remarks. Prof Garcia Hernandez, Heloisa Lessa, Dr Michel Odent.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WORKSHOPS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Friday 26 (10 :00 to 13 :00 and 14 :30 to 17 :30)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;About 30 workshops on a great diversity of topics such as:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         To cut or not to cut, that is the question – Episiotomy in the age of evidence-based obstetrics? (with Michael Stark, as the founder of the New European Surgical Academy).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         How do ward routines influence behaviour/health of mother, infant, and coming generations (with Kerstin Uvnäs-Moberg), as Professor of physiology at the Karolinska Institute in Stockholm).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         Writing about mothering (roundtable with Jan Tritten, Peggy O'Mara, Sheila Kitzinger, Isabel Castillo, Ina May Gaskin).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         Birth, infant feeding, and international health (with Anthony Costello, as Professor of International Health).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         The priorities of "Improving Maternal and Perinatal Health WHO team" (with Mario Merialdi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         The anthropology of childbirth (with Robbie Davis Floyd).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         Medical genetics for dummies (with Sylvie Odent, as Professor of medical genetics).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         Normal Birth matters (with Maria Helena Bastos, as an obstetrician with a PhD in midwifery).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         More details will be provided in the future on workshops about colostrum, infant feeding, initiation of lactation, birth around the world, midwifery, primal health research, childbirth in the Canary Islands, ecstatic/orgasmic states associated with different episodes of human sexual life, etc.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-6230480636563792945?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/6230480636563792945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=6230480636563792945' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/6230480636563792945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/6230480636563792945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/12/mid-atlantic-conference.html' title='THE MID-ATLANTIC CONFERENCE'/><author><name>MousyMousy</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_q5RcqRaCFw0/R-0hPyFm7OI/AAAAAAAAAQo/tgUFQ-54kFk/S220/Sardegna07Nenne.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-4263671639781397178</id><published>2008-11-14T11:13:00.000-08:00</published><updated>2008-11-14T11:18:21.167-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CICLO MESTRUALE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EDUCAZIONE PRENATALE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RIFLESSIONI'/><title type='text'>CICLO FEMMINILE E CICLO LUNARE</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Riflettevo oggi sul legame, presunto o reale, tra la donna e la luna, tra il ciclo lunare e quello mestruale, tra le fasi lunari e le fasi del ciclo femminile.&lt;br /&gt;Pensavo all’identificazione della donna con la luna, che muta, che cambia, che è sempre diversa e all’identificazione dell’uomo con il sole, immutabile, sempre uguale, lineare.&lt;br /&gt;Non parlo di influenze lunari sul ciclo femminile, ampiamente smentite dal mondo scientifico, ma di quell’analogia, poetica e affascinante, tra il mondo femminile e l’astro d’argento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://mammaimperfetta.iobloggo.com/archive.php?eid=155"&gt;Leggi tutto&lt;/a&gt; lo splendido articolo di &lt;a href="http://mammaimperfetta.iobloggo.com/archive.php?eid=18"&gt;Silvia Sacchetti&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da non perdere...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-4263671639781397178?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/4263671639781397178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=4263671639781397178' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/4263671639781397178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/4263671639781397178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/11/ciclo-femminile-e-ciclo-lunare.html' title='CICLO FEMMINILE E CICLO LUNARE'/><author><name>MousyMousy</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_q5RcqRaCFw0/R-0hPyFm7OI/AAAAAAAAAQo/tgUFQ-54kFk/S220/Sardegna07Nenne.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-7473341385325551516</id><published>2008-11-12T04:23:00.000-08:00</published><updated>2008-11-12T04:24:48.731-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MICHEL ODENT'/><title type='text'>VACCINATIONS FROM A PRIMAL HEALTH RESEARCH PERSPECTIVE</title><content type='html'>Studies detecting in the pre- and perinatal periods risk factors for a great diversity of medical conditions predominate in The Primal Health Research Database. This is why one can conclude today that our health is to a great extent shaped in the womb and that ‘womb ecology’ is the most vital aspect of human ecology. &lt;br /&gt;However, our definition of the ‘Primal period’ also includes the year following birth: we had assumed originally that any event occurring between birth and the age of one year might also have life-long consequences, although occurring comparatively late in the formation of a human being.1 This is why we must raise questions about possible life-long effects of early vaccinations. &lt;br /&gt;The efficacy of the dozen vaccines offered to modern infants is well documented. It is evaluated by clinical studies and also by immunological responses: for example it is indisputable that tetanus vaccine is highly effective, compared with whooping cough vaccine or tuberculosis vaccine (BCG). The short-term side effects of different vaccines have also been seriously investigated and reported. Our main interest is in the possible long-term health consequences of the multiple vaccines currently given to babies. For this purpose we’ll explore the Primal Health Research database using the keyword ‘vaccination’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Randomised controlled trials&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;It is well accepted that the golden method to evaluate the ratio of benefits to risks and possible long-term consequences of any medical intervention is through randomised controlled trials. Let us first emphasise that, in general, this golden method is not used for early vaccinations. This is one of the reasons why our database has so few valuable studies in this field of research.&lt;br /&gt;However, we must keep in mind that, historically speaking, the first randomised controlled trial was not, as it is commonplace to claim, an evaluation of streptomycin treatment of pulmonary tuberculosis published in British Medical Journal in 1948.2  In fact the first one explored the effects of tuberculosis vaccine (BCG). Details of this original trial were published as early as 1942. 3  Between December 1935 and February 1938, 3,025 American Indian and Alaska Native children aged one month or more who had normal chest radiography and who did not react to tuberculin were allocated to receive either a single intracutaneous dose of BCG or a placebo. The trial was conducted in southeast Alaska, Arizona, North Dakota, South Dakota, and Wyoming. Two strains of BCG were used.  The pre-1948 analysis of this trial showed that efficacy was slightly higher among women than men (79% vs 68%).4  In this analysis the efficacy of BCG to prevent tuberculosis was the only outcome measured.  &lt;br /&gt;Interestingly, the last follow-up of this trial took place from 1992 to completion of data collection in 1998.5 The abstract of the relevant article mentioned only the overall incidence of tuberculosis, which was 66 and 138 cases per 100,000 person-years in the BCG vaccine and placebo groups, respectively, for an estimate of vaccine efficacy of 52%. Adjustments for age at vaccination, tribe, subsequent BCG vaccination, chronic medical illness, isoniazid use, and bacille Calmette-Guérin strain did not substantially affect vaccine efficacy. There was a slight but not statistically significant waning of the efficacy of BCG vaccination over time, greater among men than women. &lt;br /&gt;In fact, the most valuable data from a primal health research perspective are not found in the abstract of the JAMA article, but only in the full text. The overall mortality rates were higher in the non-vaccinated group; furthermore the rates of deaths unrelated to tuberculosis were also higher in the non-vaccinated group (4.07% versus 3.0%), and there was a slightly higher prevalence of diabetes in the placebo group, at 25.7% versus 21.8% in the BCG vaccine group (P = .02). From this unique 60-year follow-up study one can conclude that in this population BCG had a positive non-specific effect on health.&lt;br /&gt;  There have been other randomized trials regarding the effects of BCG. The only outcome measures were always efficacy of the vaccine to prevent tuberculosis. This was the case of the huge Madras study, in South India, that involved 260,000 individuals (at age 7 and a half there was no evidence of a protective effect of the BCG vaccine).6 This was also the case of a review of 10 randomised trials (the average efficacy more than 10 years after vaccination was 14%)7 and a meta-analysis of BCG in neonates and infants in 3 controlled trials and 6 case-control studies (it indicated that BCG vaccine efficacy in this age group may persist through 10 years after vaccination).8&lt;br /&gt;We should not be surprised by the possible long-term non-specific effect on health of BCG. Such effects have also been suggested by a study in Guinea-Bissau, one of the world’s poorest countries, with one of the highest childhood mortality rates. In such a context child survival can be used as a criteria of health. A Danish team of researchers looked at child survival in order to study the non-specific effects on health of different vaccines.9 The study involved 15,351 women and their children born during1990 and 1996. The mortality incidence over 6 month periods was evaluated.   &lt;br /&gt;  The findings show that both BCG (and measles) vaccines halved child mortality. The significant reduction in mortality was unrelated to deaths from tuberculosis (or measles): it appears that BCG (and measles vaccines) have a non-specific beneficial effect on health. On the other hand, children who received the combination of diptheria, pertussis and tetanus (DPT) and polio vaccines had a risk of death multiplied by 1.84.&lt;br /&gt;  The authors interpreted their findings with caution because the research was performed in difficult circumstances. However, selection biases were unlikely, because different vaccines were associated with opposite tendencies. The report of this study should be instrumental in conveying the concept of non-specific effects on health of early multiple vaccinations in infancy. It is noticeable that other studies in developing countries with high infant mortality rates seem to confirm that BCG has positive effects on health.10&lt;br /&gt;There are also theoretical reasons to explore such non-specific effects of BCG. In the age of tap water and bathrooms, the immune system of human babies is not exposed to mycobacteria and therefore tends to be culturally locked into a particular state (state of ‘T-helper-2-bias’). This tendency is reinforced by all vaccines used in infancy, except BCG, which tends—on the contrary—to deviate the immune system to toward the opposite direction (Th2). This is why the interactions between BCG and other vaccines commonly used in infancy are a possible avenue of research. &lt;br /&gt;Our three-step inquiry suggests that these interactions may influence in particular the risk of asthma in childhood. We first analysed health criteria in a population of 446 children (mean age 8 years) who were homogeneous in terms of infant feeding. All children had been breastfed more than 1 year and had received only breast milk during the first 6 months. None of them had received BCG in infancy. In this particular population whooping cough vaccination appeared as a significant risk factor for asthma in childhood.11 (at the time of our enquiry the whole cell vaccines were in use). Similar correlations were obtained among the pupils of Rudolf Steiner schools in Great Britain. However, whooping cough vaccination was not a risk factor among the pupils of a French Steiner school. None of the 17 pupils who had whooping cough vaccination and BCG were diagnosed as asthmatic (British and French pupils of Steiner schools share the same anthroposophic lifestyle). It is plausible that BCG can protect whooping cough-immunised children against asthma. We must add that, apart from the protective effects of BCG against leprosy and Buruli ulcer, BCG is associated with a reduced prevalence of nematode infestation and has been used as an adjuvant in the treatment of diseases as diverse as bladder cancers, interstitial cystitis, prostate cancers, malignant melanomas, small-cell lung cancers, visceral leishmaniasis, and chronic hepatitis B infection. This led us to conclude that BCG might have a future, although it is not very effective to prevent tuberculosis.12&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The Danish Civil Registration System&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Some of the studies available in our database have great scientific value, although they are not randomised controlled trials. Most of these studies—typically Scandinavian—involve huge numbers (hundreds of thousands of cases). A Danish series about childhood vaccination has been possible thanks to the data from the Danish Civil Registration System, which assigns a unique identification number to every live-born infant and new resident in Denmark. &lt;br /&gt;  The objective of the most recent study in this series was to explore a possible link between childhood vaccinations and the development of insulin-dependent diabetes.13 The authors evaluated a cohort comprising all children born in Denmark from January 1, 1990, through December 31, 2000, for whom detailed information on vaccinations and diabetes was available. Insulin-dependent diabetes was diagnosed in 681 children during 4,720,517 person-years of follow-up. The rate ratio for diabetes among children who received at least one dose of vaccine, as compared with non-vaccinated children, was 0.91 (95 percent confidence interval, 0.74 to 1.12) for Haemophilus influenzae type B vaccine; 1.02 (95 percent confidence interval, 0.75 to 1.37) for diphtheria, tetanus, and inactivated poliovirus vaccine; 0.96 (95 percent confidence interval, 0.71 to 1.30) for diphtheria, tetanus, acellular whooping cough, and inactivated poliovirus vaccine; 1.06 (95 percent confidence interval, 0.80 to 1.40) for whole-cell whooping cough vaccine; 1.14 (95 percent confidence interval, 0.90 to 1.45) for measles, mumps, and rubella vaccine; and 1.08 (95 percent confidence interval, 0.74 to 1.57) for oral poliovirus vaccine. The development of diabetes in genetically-predisposed children (defined as those who had siblings with diabetes) was not significantly associated with vaccination. Furthermore, there was no evidence of any clustering of cases two to four years after vaccination with any vaccine. It is clear that these results do not support any causal relation between childhood vaccination and insulin-dependent diabetes.&lt;br /&gt;A previous study of this series looked at a possible association between vaccines containing a mercury derivative (thimerosal) and autism.14  The authors studied the 467,450 children born in Denmark from January 1, 1990, until December 31, 1996, comparing children vaccinated with a thimerosal-containing vaccine with those vaccinated with a thimerosal-free formulation of the same vaccine. During 2,986,654 person-years, they identified 440 autism cases and 787 cases of other autistic-spectrum disorders. The risk of autism and other autistic-spectrum disorders did not differ significantly between children vaccinated with thimerosal-containing vaccine and children vaccinated with thimerosal-free vaccine (relative risk 0.85 [95% confidence interval 0.60-1.20] for autism; relative risk 1.12 [95% confidence interval 0.88-1.43] for other autistic-spectrum disorders). Furthermore, there was no evidence of a dose-response association for autism and other autistic-spectrum disorders.  Such results do not support a causal relationship between childhood vaccination with thimerosal-containing vaccines and development of autistic-spectrum disorders. Of course, we might claim that this study has a purely historical interest, since the use of thimerosal-free vaccines is now the rule. In fact, such negative findings are important, because they reinforce the main conclusions of an overview of the studies accessed in our databank via the keyword autism. Let us recall that such an overview suggests that the critical period for genes-environment where autism is concerned is situated in the perinatal period, before the age of infant vaccinations.&lt;br /&gt;  Although measles, mumps, and rubella vaccination (MMR) is given to babies after the end of the primal period, we’ll mention a study about the possible links of this vaccine with autism.15    This information was found in a retrospective study of all children born in Denmark from January 1991 through December 1998. Of the 537,303 children in the cohort (representing 2,129,864 person-years), 440,655 (82.0 percent) had received the MMR vaccine. The authors identified 316 children with a diagnosis of autistic disorder and 422 with a diagnosis of other autistic-spectrum disorders. The relative risk of autistic disorder in the group of vaccinated children, as compared with the unvaccinated group, was 0.92 (95 percent confidence interval, 0.68 to 1.24), and the relative risk of another autistic-spectrum disorder was 0.83 (95 percent confidence interval, 0.65 to 1.07). There was no association between the age at the time of vaccination, the time since vaccination, or the date of vaccination and the development of autistic disorder. This study provides strong evidence against the hypothesis that MMR vaccination causes autism. This study has been instrumental in putting an end to the ‘MMR fuss’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**********************************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This review of the comparatively small number of valuable studies found in our database indicates that vaccinations are not widely investigated from a primal health perspective. At a time when babies are often given a mixture of up to a dozen of vaccines, we should be more curious about the possible lifelong non-specific effects on health of the current practices. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                &lt;br /&gt; Michel Odent   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;References:&lt;br /&gt;1 – Michel Odent. Primal Health. Century-Hutchinson 1986. &lt;br /&gt;2 - MRC Streptomycin in Tuberculosis Trials Committee. Streptomycin treatment of pulmonary tuberculosis. BMJ. 1948;ii:769–783. &lt;br /&gt;3 -Townsend JG, Aronson JD, Saylor R, Parr I. Tuberculosis control among North American Indians. Am Rev Tuberc. 1942;45:41-52. Aronson JD, Aronson CF, Taylor HC. A twenty year appraisal of BCG vaccination in the control of tuberculosis. Arch Int Med 1958; 101: 881-893.  &lt;br /&gt;5 - Naomi E. Aronson NE, Mathuram Santosham M, Comstock GW, et al. Long-term Efficacy of BCG Vaccine in American Indians and Alaska Natives. A 60-Year Follow-up Study. JAMA. 2004;291:2086-2091. &lt;br /&gt;6 - Tuberculosis Prevention Trial, Madras. Trial of BCG vaccines in south India for tuberculosis prevention. Indian J Med Res. September 1979;70: 349-363. &lt;br /&gt;7 - Sterne JAC, Rodrigues LC, Guedes IN. Does the efficacy of BCG decline with time since vaccination? Int J Tuberc Lung Dis. 1998;2:200-207. &lt;br /&gt;8 - Colditz GA, Berkey CS, Mosteller F, et al. The efficacy of bacillus Calmette Guérin vaccination of newborns and infants in the prevention of tuberculosis: meta-analysis of the published literature. Pediatrics. 1995;96:29-35. &lt;br /&gt;9 - Kristensen I, Aaby P, Jensen H. Routine vaccinations and child survival : follow up study in Guinea-Bissau, West Africa. BMJ 2000 ; 321 : 1435-9. &lt;br /&gt;10 - Hall AJ. Vaccination and child mortality. Lancet 2004;364: 2156-2157. &lt;br /&gt;11 - Odent M, Culpin E, Kimmel T. Pertussis vaccination and asthma: is there a link? JAMA 1994;272:592-593. &lt;br /&gt;12 - Odent M. Future of BCG. Lancet 1999; 354: 2170. &lt;br /&gt;13 - Hviid A, Stellfeld M, Wohlfahrt J, Melbye M. Childhood vaccination and type 1 diabetes. N Engl J Med. 2004 Apr 1;350(14):1398-404 &lt;br /&gt;14 - Hviid A Stellfeld M Wohlfahrt J Melbye M. Association between thimerosal-containing vaccine and autism. JAMA. 2003 Oct 1;290(13):1763-6 &lt;br /&gt;15 - Madsen KM, Hviid A, Vestergaard, M Schendel D, et al. A population-based study of measles, mumps, and rubella vaccination and autism. N Engl J Med 2002 Nov 7;347(19):1477-82.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-7473341385325551516?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/7473341385325551516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=7473341385325551516' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7473341385325551516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7473341385325551516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/11/vaccinations-from-primal-health.html' title='VACCINATIONS FROM A PRIMAL HEALTH RESEARCH PERSPECTIVE'/><author><name>MousyMousy</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_q5RcqRaCFw0/R-0hPyFm7OI/AAAAAAAAAQo/tgUFQ-54kFk/S220/Sardegna07Nenne.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-6613389958873317705</id><published>2008-10-28T07:48:00.000-07:00</published><updated>2008-10-28T07:52:00.870-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONVEGNI CORSI SEMINARI'/><title type='text'>La parola all'embrione</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La parola all’embrione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’esistenza prenatale in una prospettiva biodinamica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con Jaap van der Wal, Ph.D&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma - dal 30 ottobre al 2 novembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché un corso sull’embrione?&lt;br /&gt;Nel corso degli ultimi decenni, la scienza ha portato alla luce molti nuovi dati e scoperte a proposito della nostra esistenza prenatale. Inoltre sono state sviluppate tecniche che ci hanno permesso sempre più di “manipolare” e “creare” l’embrione umano (a.o., IVF, la clonazione, l’ingegneria genetica). Quei dati e quelle tecniche evocano domande su ciò che può o non può essere consentito e ammesso riguardo agli embrioni. Comunque, al di là di tutta queste nuove conoscenze e di tutti questi nuovi risultati, l’embrione per molti resta ancora una “storia molto lontana”. Esiste molta ignoranza su come sia fatto un embrione, in che maniera esista, cosa in effetti sia. Da parte della cosiddetta biologia e medicina “regolare” di solito viene data una visione molto specifica sull’embrione, principalmente “colorata” dall’immagine predominante dell’uomo e della natura nel campo della scienza e degli scienziati. In quest’ultima visione l’embrione è solitamente considerato in maniera riduttiva, cioè come una questione di cellule, tessuti, geni e così via. In quella visione non c’è spazio per la curiosità di sapere e per le domande sul significato ed il senso più profondo di questa fase dell’esistenza umana. Invece l’embrione ha molto da dire (“al saggio”) sul senso “vero” del nostro essere umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di cosa si tratta?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Partendo dai grandi temi della nascita e della morte, del concepimento e dell’ “inizio della vita”, lo sviluppo umano embrionale nelle prime settimane verrà seguito attraverso immagini, storie, letture e riflessioni. A partire da ciò l’embrione è considerato un essere umano che si fa persona, che mostra il comportamento umano in termini di crescita e metamorfosi dal primo momento del concepimento in poi. La metodologia (scientifica) applicata in questo tipo di approccio è la cosiddetta fenomenologia. Per questa impostazione è più o meno importante venire a contatto con l’embrione piuttosto che guardarlo o pensarlo con l’atteggiamento distaccato dello spettatore scientifico. Sentire, entrare in contatto con la meraviglia, per così dire, passando attraverso la sensibilità del tuo cuore, senza “perdere la testa”! Perché la realtà e i dati biologici devono rimanere la base di un approccio scientifico. Ci sarà la ricerca del senso e del significato del “linguaggio del segno” che parla a partire dalle dinamiche e dai cenni di crescita e sviluppo nell’embrione umano: COSA stiamo di fatto FACENDO quando siamo (ancora) un embrione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il corso è costituito da brevi letture, storie, riflessioni e discussioni interrotte da piccole sessioni durante le quali i partecipanti stessi “si mettono in movimento”. Quest’ultima cosa avverrà attraverso osservazioni, il disegno e il modelling mediante il “body work”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggi l’estratto de "La parola all’embrione", di Jaap van der Wal&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Contenuti in breve&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Da dove veniamo? Da nostra madre? Da un uovo? Dal paradiso forse?&lt;br /&gt;Cosa succede in pratica e fondamentalmente durante un concepimento umano?&lt;br /&gt;Cosa si può dire su “mente (spirito) e corpo” durante il processo del concepimento e durante lo sviluppo embrionale?&lt;br /&gt;Esiste una relazione tra venire al mondo e morire?&lt;br /&gt;Cosa FA una persona durante il periodo in cui lui/lei esiste sottoforma di embrione?&lt;br /&gt;Cosa si può dire circa i valori etici e la dignità umana di un embrione?&lt;br /&gt;L’idea di incarnazione è in linea e in armonia con le realtà e i dati biologici?&lt;br /&gt;Cosa potrebbe raccontare un embrione umano sull’evoluzione umana?&lt;br /&gt;Cosa potrebbe “far notare” l’embrione circa la visione secondo cui l’evoluzione umana è solo una questione di imprevisto e di caso fortuito?&lt;br /&gt;Che tipo di approccio o ho bisogno di sviluppare riguardo all’aborto, la IVF, la manipolazione genetica, la clonazione degli embrioni e così via?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos’è la vita embrionale umana?&lt;br /&gt;Cosa facciamo concretamente in qualità di embrione? L’embrione come esistenza “introversa”. Un approccio fenomenologico (morfologia dinamica) rivela l’embrione come essere umano, che svolge un comportamento umano nei movimenti di formazione e di crescita del suo corpo. L’individuazione del movimento prenatale, con un’enfasi sui processi della prima settimana embrionale e su quelli della nascita. I “due corpi” prenatali: il significato delle membrane fetali come “corpo originale di origine cosmica”. La nascita come un processo di “emancipazione morente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cielo e terra? Il concepimento come polarità primordiale&lt;br /&gt;Da dove veniamo? Familiarizzare col metodo e l’approccio della “morfologia dinamica” nel senso di incontrare i meravigliosi processi di fecondazione e di concepimento. Come la visione fenomenologica di Goethe può aprire gli occhi e la mente verso qualità più spirituali e “supersensibili” (trascendentali) in questo processo di “venire al mondo”. Polarizzazione e contrasti visti come strumenti. Il concepimento come immagine della cosiddetta crescita tra due polarità con il “ruotare tra dentro e fuori” come tratto distintivo. La biologia dell’incarnazione? Avere bambini o crearli? Riproduzione o “Dare la vita”? L’ovulo fecondato come corpo umano non diviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal cielo alla terra. Incarnazione e individualità&lt;br /&gt;I processi della prima settimana di vita embrionale, quando è presente solo la dimensione spaziale. Dal “modo fisico di essere in vita” all’”uomo pianta” (che germina e cresce) nella seconda settimana. Il primo orientamento nello spazio: la polarità dorsale e ventrale come inconscio che entra rispetto alla coscenza che esce. Nella seconda settimana compare la dimensione temporale. L’uomo ancora non “c’è”, l’embrione come essere non individualizzato. Il processo di incarnazione del cuore: l’uomo sta per “sopraggiungere”. Nella terza, quarta settimana da un essere con solo l’”involucro esterno” a un essere con un “involucro interno” (la cavità corporea).&lt;br /&gt;Il corpo umano come equilibrio di polarità&lt;br /&gt;La fase dell’”uomo animale”. Le dinamiche dell’incarnazione con I processi di delaminazione e individualizzazione della quarta settimana come il culmine. L’uomo e le sue membrane fetali, che riflettono il macrocosmo dell’ambiente nel microcosmo dell’organizzazione del corpo. Lo sviluppo delle articolazioni. La polarità tra braccia e piedi, testa e articolazioni con la colonna vertebrale come immagine di libertà nel mezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’embriologia della libertà&lt;br /&gt;Nella quarta fase con l’emergere e il sollevarsi e lo sviluppo della posizione eretta umana. Con la polarità craniale e caudale, testa e periferia ora la tripartizione appare in tutte le direzioni e dimensioni. L’uomo come mediatore. Ritardare e conservare l’asse corporeo eretto come caratteristiche della qualità umana atta a mantenere libertà ed equilibrio. L’uomo come “embrione adulto” e creatura “primogenita”. Uomo e animale – differenza o polarità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A chi si rivolge&lt;br /&gt;Il corso è diretto a tutti coloro a cui piace farsi una visione ed un giudizio sul senso di questa fase “nascosta” dell’esistenza umana. Esso è destinato ai profani interessati tanto quanto a coloro che hanno a che fare con l’embrione da una prospettiva più professionale come medici, ostetriche, terapisti paramedici, operatori della riabilitazione ed insegnanti. Il “livello” del corso può facilmente adattarsi al background dei partecipanti e può anche essere adattato specificamente a gruppi con obiettivi prestabiliti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jaap van der Wal&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Jaap van der Wal Ph.D. è medico e professore associato in Anatomia ed Embriologia all’Università di Maastricht, Paesi Bassi. Dopo la laurea in medicina nel 1973 si è specializzato in anatomia funzionale e sviluppo dell’apparato locomotore con riguardo particolare alla propriocezione ovvero il senso di percezione della locomozione e della posizione corporea. In seguito si è dedicato all’insegnamento in Filosofia della Scienza e Antropologia medica. “La mia passione tuttavia era e tuttora rimane l’embriologia umana. Il corpo umano è un processo, che si sviluppa e funziona nel tempo. L’embrione si muove, si comporta in forme. E’ in quest’area che ho incontrato l’antroposofia. L’approccio fenomenologico di Goethe, che qui individuo, appare essere l’anello di congiunzione tra i campi della “scienza naturale” e della “scienza spirituale”, o persino la religione. Applico il metodo della morfologia dinamica per comprendere quello che realmente facciamo come esseri umani allo stadio embrionale. Con questo approccio ho scoperto che per me scienza e religione, materia e spirito, macrocosmo e microcosmo, creazione ed evoluzione s’incontrano l’un l’altro nel processo fenomenale del divenire umano. Rispetto a ciò trovo nell’embrione significative risposte a domande circa il significato dell’esistenza umana”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sede del corso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Istituto Suore Pallottine, Via di Porta Maggiore 34, Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il pernottamento presso l’Istituto telefonare al numero 06/7027809&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Costi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il costo del corso “La parola all’embrione” è di euro 350,00 più quota di iscrizione ITCS di e 49,00.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il corso “Dinamiche morfologiche ed embrionali” è aperto solo a coloro che hanno frequentato il primo seminario e ha un costo di euro 350,00. Questo comprende le guide di studio e il materiale didattico, la quota associativa all’ITCS che consente l’accesso allo spazio riservato agli allievi sul sito www.craniosacrale.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;altre info: &lt;a href="http://www.craniosacrale.it/La-parola-all-embrione-con-Jaap"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-6613389958873317705?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/6613389958873317705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=6613389958873317705' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/6613389958873317705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/6613389958873317705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/10/la-parola-allembrione.html' title='La parola all&apos;embrione'/><author><name>MousyMousy</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_q5RcqRaCFw0/R-0hPyFm7OI/AAAAAAAAAQo/tgUFQ-54kFk/S220/Sardegna07Nenne.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-7495121524921341292</id><published>2008-09-22T09:16:00.001-07:00</published><updated>2008-09-22T09:26:29.183-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SCUOLA ISPPE'/><title type='text'>Scuola ISPPE</title><content type='html'>Ultimi giorni utili per iscriversi alla scuola ISPPE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;contatta la segreteria ANEP:&lt;br /&gt;presso Studio Zenith Poliambulatorio Viale Valganna , 190 – 21100  Varese&lt;br /&gt;Tel. (+39)  348 2783000        Fax (+39) 0332 247721&lt;br /&gt;Sito Internet: www.ANEP.org - E-mail: ANEPitalia@libero.it&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Richiedi il programma in dettaglio: anepitalia@libero.it oppure scaricalo &lt;a href="http://www.cavisportclub.it/Scuola/programma%20definitivo.pdf"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre informazioni pratiche circa costi, alloggio, ecc: &lt;a href="http://www.cavisportclub.it/Scuola/info.pdf"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-7495121524921341292?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/7495121524921341292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=7495121524921341292' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7495121524921341292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7495121524921341292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/09/scuola-isppe.html' title='Scuola ISPPE'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-5659855189777549674</id><published>2008-07-29T02:48:00.000-07:00</published><updated>2008-08-06T01:12:55.259-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EDUCAZIONE PRENATALE'/><title type='text'>nove mesi e un giorno - Dr. Paloma Boni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Dxq0zfEIcjg/SJlc_k7HDBI/AAAAAAAAADY/Vy6YduyBGIY/s1600-h/paloma+boni.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Dxq0zfEIcjg/SJlc_k7HDBI/AAAAAAAAADY/Vy6YduyBGIY/s200/paloma+boni.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5231314689480657938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL DIALOGO PER 9 MESI E UN GIORNO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un atto d’amore! Dicono che l’origine della mia vita è stata proprio in quel breve ma interminabile incontro: tra mia madre e mio padre. Il concepimento. Inizia cosi la mia avventura in partenza per la vita! E proprio da qui questo caldo e accogliente grembo, divenuto il mio primo palcoscenico per nove mesi e dieci lune. La fecondazione è stata una corsa folle! Per capire cosa accade in quel fatidico momento, bisogna immaginare un fuoco d’artificio che esplode senza rumore nella notte. Le faville svolazzanti degli spermatozoi che non perdono un secondo per dirigersi verso l’ovulo, come lucciole danzanti intorno ad una lampada di sera. Nelle dodici ore seguenti quella folle corsa i nuclei finalmente fondendosi hanno formato me e il  buffo nome di Zigote, lungo solamente un decimo di millimetro. Spinto fino nelle Tube di Falloppio e per una settimana esitando nella mia migrazione, trasformato in una Morula (questo è un nome decisamente più dignitoso!) sono poi approdato sulla parete dell’utero: la mia prima casa. Annidato, agganciato saldamente alle sue pareti ho poi trovato il primo nutrimento accompagnato e cullato da milioni di leggere vibrazioni. Questo è il momento del primo grande Sì ricevuto da mia madre, la prima comunicazione direttamente connessa con lei attraverso un “dialogo” chimico. Mi trasformo in Blastocisti riempita da nutritivi provenienti dall’utero. La parete uterina è ora divenuta cosi morbida, gonfia e accogliente grazie al progesterone con tutte le condizioni necessarie affinché possa favorire e non ostacolare il mio grande, invisibile lavoro per la vita. Con tutta probabilità la mia mamma non è ancora consapevole della mia presenza e che il suo corpo sta silenziosamente creando un mondo protettivo per tenermi qui, fermo fermo ancorato a lei. Ancora non lo sa, non ha fatto alcun test o esame altrimenti avrei sentito molto trambusto da queste parti. Un segnale solamente uno e molto presto saprà di me, un piccolo Embrione silenzioso ma con tanta voglia di farsi sentire mentre la Mamma Biologica si occupa di me avvolgendomi e scaldandomi in attesa della tua reazione ed emozione alla notizia che stai aspettando un bambino!  D’ora in avanti avrò bisogno di avere tanto nutrimento che non è solo fisico ma emotivo, e ancor di più relazionale. Ma non preoccuparti, mamma, presto ti racconterò di me e dei miei bisogni durante i nove mesi e anche più non appena avrò le competenze per poterlo fare...e prima di quanto tu possa immaginare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In Africa vive una tribù che crede che il bambino nasca nel momento in cui si fa presente alla mente della madre. Quando la madre è conscia della propria intenzione di concepire il figlio, va nella boscaglia e si siede sotto un grande albero. Rimane seduta finchè ode la canzone del bambino. Quando torna al villaggio la insegna al padre con cui la canta durante il concepimento, poi la insegna alle levatrici e man mano a tutte le donne del villaggio. Non ci sarà evento che riguarderà quella persona che non sarà accompagnato dalla sua canzone, per sempre.&lt;br /&gt;Nelle prime fasi del concepimento predomina il programma genetico ed insieme ad esso anche il primo forte imprinting d’amore che la coppia dona al neo-concepito durante l’incontro fusionale. Man mano che la gravidanza prosegue e fino al primo anno di vita del bambino gli stimoli ambientali avranno invece un peso determinante nello sviluppo cognitivo e relazionale del bambino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dr.ssa Paloma Boni&lt;br /&gt;www.9mesieungiorno.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-5659855189777549674?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/5659855189777549674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=5659855189777549674' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/5659855189777549674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/5659855189777549674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/07/nove-mesi-e-un-giorno-dr-paloma-boni.html' title='nove mesi e un giorno - Dr. Paloma Boni'/><author><name>Bene con Sè Bene Insieme</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03779291269320807719</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_77tXq8eRNw4/R2fyjn51e0I/AAAAAAAAAEM/kfTdeAi7qoc/S220/logocripiccolo1.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Dxq0zfEIcjg/SJlc_k7HDBI/AAAAAAAAADY/Vy6YduyBGIY/s72-c/paloma+boni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-2987134436769259312</id><published>2008-05-08T01:16:00.000-07:00</published><updated>2008-05-08T01:17:42.549-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CESAREO'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GRAVIDANZA E PARTO'/><title type='text'>Chiedere il cesareo ignorandone i rischi</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt; Sempre piu' italiane preferiscono il parto cesareo, a quello naturale. Le donne del nostro Paese che scelgono il ricorso alla chirurgia per far venire alla luce il proprio bambino sono, infatti, oggi il 38% (rispetto all'11% della nascite totali degli anni '80) piu' del doppio della soglia stabilita dall'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms), che e' del 10-15% e della media presente in altri paesi (dati Iss). &lt;/span&gt;    &lt;div align="justify"&gt; &lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Grandi le differenze di percentuali tra le Regioni:&lt;strong&gt; 23% a Bolzano, 60% in Campania&lt;/strong&gt;. Dei motivi di questo trend in salita e delle differenze geografiche si e' parlato oggi al Forum organizzato dall'agenzia Dire sul tema 'Troppe cicogne con il bisturi?'.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;span style="font-size: 10pt;"&gt; All'incontro hanno partecipato &lt;strong&gt;Giorgio Vittori, presidente della Societa' italiana ginecologi e ostetric&lt;/strong&gt;i (Sigo), &lt;strong&gt;Massimo Moscarini, presidente dell'Associazione italiana ginecologi universitari italiani&lt;/strong&gt; (Agui), &lt;strong&gt;Maria Vicario, Federazione nazionale dei collegi delle ostetriche&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Francesca Anzidei, specialista in psicologia della salute &lt;/strong&gt;e F&lt;strong&gt;rancesca Moccia, del coordinamento del Tribunale del malato.  &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;"Assistiamo sempre piu' ad un aumento dei cesarei su richiesta della paziente- spiega &lt;strong&gt;Giorgio Vittori&lt;/strong&gt;, presidente Sigo-, un boom di consumo con grandi differenze tra regione e regione, indotto dal contesto sociale, con richieste alle quali il ginecologo non si sottrae, pena contenziosi non facili da gestire e dagli esiti imprevedibili". &lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Ma quali sono le ragioni di queste differenze geografiche? &lt;strong&gt;Strutture e modelli culturali hanno la loro responsabilita'. "Basterebbe prendere un napoletano e portarlo a Torino- sottolinea Maria Vicario, rappresentante delle ostetriche-, cambierebbe idea, e farebbe tranquillamente un parto naturale.&lt;/strong&gt; E' il modello culturale che va rivisto.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;strong&gt; Le ultime indagini dell'Istituto superiore di sanita' indicano che le donne che seguono un corso di preparazione alla nascita sono meno esposte alla scelta del cesareo".&lt;/strong&gt; Il momento del parto, aggiunge Vicario, "oggi unico nella vita di una donna, perche' la media e' di 1,4 figli a testa, e' critico e deve essere premiante, per questo e' fondamentale lavorare su una maggiore integrazione tra territorio e ospedale e sulla continuita' assistenziale".&lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;span style="font-size: 10pt;"&gt; Per &lt;strong&gt;Massimo Moscarini&lt;/strong&gt;, presidente dell'Agui, &lt;strong&gt;la scelta del cesareo e' sbagliata a priori, perche' "la donna non viene posta nelle condizioni di poter dire che il cesareo e' meglio"&lt;/strong&gt;. La scelta avviene "su influenze esterne, e non possiamo colpevolizzare le donne che lo richiedono". &lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;P&lt;strong&gt;erche' il cesareo, aggiunge Moscarini, "ha la sua prescrizione medica e se il 15-30% del ricorso al bisturi puo' essere accettabile al di sopra di questa percentuale significa che c'e' qualche altro problema". &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Per la psicologa Anzidei, la donna predilige il bisturi "perche' ha bisogno di essere aiutata a partorire, ma di mantenere il controllo sull'evento. E, con il cesareo, mantiene il rapporto di fiducia con il suo medico, ma sceglie dove farlo, quando e con chi".&lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;span style="font-size: 10pt;"&gt; Per Moscarini, il problema e' delle strutture, della formazione dei medici, ma anche della non sufficiente informazione: "Continuare a far vivere reparti con meno di 500 parti all'anno e' un errore. Nelle piccole strutture- sottolinea Moscarini- le carenze sono tante e i medici non si possono formare nella maniera adeguata. L'eperienza invece e' fondamentale, se paragonata con quella che si accumula in ospedali dove si effettuano 5-6 mila parti all'anno". &lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Francesca Moccia del Tribunale del malato pone l'accento sulla necessita' di dare un'informazione corretta alla donna: &lt;strong&gt;"E' giusto che la donna sappia che con il cesareo corre piu' rischi rispetto al parto naturale: nel 2007- sottolinea Moccia- 1 persona su 5 ci ha segnalato un errore medico e tra gli errori al 4°posto ci sono i problemi nati in seguito ad interventi di ginecologia ed ostetricia, aumentati del 14% dal 2006 al 2007. &lt;/strong&gt;Tra quelli seguiti a parto cesareo si indicano complicazioni quali garze dimenticate, emorragie interne o del neonato".  &lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;strong&gt;Il parto cesareo&lt;/strong&gt;, aggiunge a questo proposito il presidente Sigo "non determina un miglioramento della morbilita' e mortalita' del neonato. Anzi- sottolinea Vittori-, ci sono rischi maggiori per il neonato, ma soprattutto per la madre.&lt;strong&gt; Aumenta il rischio, per esempio, di isterectomia e di emorragie nella partoriente&lt;/strong&gt;. Il cesareo, un tempo, era un intervento di salvataggio, ora si e' trasformato in una procedura fisiologica che tale non e' per niente. Anche Vittori, inoltre, pone l'accento sulla necessita' dell'informazione: "Le variabili che portano ad una richiesta del cesareo sono tante, una e' la qualita' dell'informazione: se non viene data non e' possibile convogliare i giusti messaggi. E il concetto dell'informazione e' un valore tutto da raggiungere nella formazione di medici e ostetriche e nella prassi".  Per affrontare il problema nella giusta dimensione basterebbe che le Regioni, conclude il presidente Sigo, "facessero riferimento, come gia' accade nella Regione Lazio, ai criteri scientifici, per capire cosa porta al cesareo messi a punto nel 2001 dal ricercatore clinico di Dublino Michael Robson. E' un'evidenza scientifica di cui si tiene conto molto poco. Perche' invece- conclude Vittori- questi criteri non si possono tradurre in buone azioni quotidiane? Dobbiamo impegnarci tutti in questa direzione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da: &lt;a href="http://www.clandestinoweb.com/sondaggi-da-tutto-il-mondo/il-38-delle-donne-chiede-il-parto-cesareo-ma-ne-gnora-i-r-2.html"&gt;il clandestino web&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-2987134436769259312?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/2987134436769259312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=2987134436769259312' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/2987134436769259312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/2987134436769259312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/05/chiedere-il-cesareo-ignorandone-i.html' title='Chiedere il cesareo ignorandone i rischi'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-5782391241516602515</id><published>2008-04-29T00:40:00.000-07:00</published><updated>2008-04-29T00:41:52.493-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DEPRESSIONE'/><title type='text'>Su depressione post parto 9 italiane su 10 poco informate</title><content type='html'>Roma - Italiane poco informate sulla depressione post parto: il 90% delle donne, infatti, ne sa molto poco, mentre i ginecologi, convinti che &lt;span class="span" id="U102107199911uaG" style="font-weight: bold;"&gt;serva più informazione per vincere questa sindrome&lt;/span&gt;, chiedono campagne di sensibilizzazione e corsi di aggiornamento. Anche perchè, oggi, il rischio di sviluppare una depressione dopo la nascita del bambino è valutato, di routine, solo dal 30% dai ginecologi, che in gran parte (84%) dichiarano di non disporre nemmeno di materiali informativi da consegnare alle pazienti, mentre ben il 93% li riterrebbe estremamente utili. Questi alcuni dati della 'fotografia' realizzata attraverso un sondaggio promosso dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), il primo realizzato su questo tema, che ha coinvolto la metà delle Unità operative di ginecologia del nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E "per&lt;span class="span" id="U1021071999115wF" style="font-weight: bold;"&gt; rompere l'isolamento in cui sono costrette le donne &lt;/span&gt;e costruire attorno a loro una rete protettiva abbiamo lanciato 'Non lasciamole sole', una campagna nazionale con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri, ministero per i Diritti e le Pari Opportunità", annuncia Giorgio Vittori, presidente Sigo. Secondo l'indagine dei ginecologi italiani, dopo il parto solo nel 45% delle strutture è previsto un monitoraggio delle mamme 'a rischio' e il tempo dedicato all'informazione prima della dimissione è inadeguato per il 72% dei ginecologi. La depressione post parto colpisce, secondo i dati scientifici più aggiornati, circa il 10% delle donne. Mentre, dal sondaggio Sigo, per il 55% dei ginecologi la sviluppa meno del 5% delle donne, per il 30% dal 5 al 10%, per il 15% oltre il 10%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="span" id="U1021071999119rF" style="font-weight: bold;"&gt;Si tratta di circa 50 mila donne solo nel nostro Paese&lt;/span&gt;. Ma quali sono i campanelli d’allarme? Per gli specialisti al primo posto si trovano episodi di ansia o depressione durante la gravidanza o una storia personale o familiare di depressione (81%). A seguire, precedenti episodi di depressione post partum (78%), isolamento o condizioni socioeconomiche svantaggiate (63%) e problemi con il partner (58%). "Dalla nostra indagine – afferma Emilio Arisi, consigliere della Sigo – si intuiscono ampi margini di miglioramento, sia dal punto di vista della formazione, che dell'organizzazione delle strutture, per dedicare più tempo e attenzione al problema. Non solo fra gli specialisti: se il ginecologo si afferma come prima figura di riferimento (molto importante per il 63%), rivestono un ruolo chiave anche lo psicologo (59%), l'ostetrica (52%), il medico di famiglia (30%) e il pediatra (24%)". Tutte figure che la Sigo ha fin da subito coinvolto nel progetto, allargando la campagna ad altre società scientifiche ed istituzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span class="span" id="U102107199911MQD" style="font-weight: bold;"&gt;L'adesione ideale al progetto è il primo passo&lt;/span&gt; per costruire quella rete di tutela cui aspiriamo – continua Vittori – a questo deve però immediatamente seguire una presa in carico del problema da parte dei singoli professionisti, un concreto impegno delle autorità nazionali e locali, anche dal punto di vista organizzativo-gestionale, e una stretta collaborazione con le donne e i loro familiari, che devono poter imparare a decifrare per tempo i segnali di allarme. È questa infatti la chiave di volta per evitare che si ripetano episodi drammatici, ben noti alle cronache, che segnano per sempre la vita di chi li subisce".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da: &lt;a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Altro/?id=1.0.2107199911"&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-5782391241516602515?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/5782391241516602515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=5782391241516602515' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/5782391241516602515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/5782391241516602515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/04/su-depressione-post-parto-9-italiane-su.html' title='Su depressione post parto 9 italiane su 10 poco informate'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-7295688366798138968</id><published>2008-04-15T08:48:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T09:08:57.993-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GRAVIDANZA E PARTO'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PSICOTERAPIA'/><title type='text'>Encouraging care during pregnancy</title><content type='html'>Rupert Linder&lt;br /&gt;Psychotherapeutic Care in Pregnancy:&lt;br /&gt;Encouraging care during pregnancy -- An example of the integrating linkage of Psychotherapy and Obstetrics&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Lecture at the Congress of the ISPPM in Heidelberg, 4. 6. 2005&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;For over 18 years I have been practising gynaecology, psychotherapy and Mayr therapy in Birkenfeld. The integration of the different fields hereby is of particular importance.&lt;br /&gt;10 years of clinical practice in obstetric, gynaecological and psychosomatic clinics, personal experience in analytical individual and group therapy, physical psychotherapy, different schools of solution-oriented and salutogenetic methods of therapy provided the background experience. The synopsis of the interactions between the physical and emotional development of mother, child and couple during pregnancy and birth aroused my interest in the ISSPM. I have been interested in and have been involved in the areas of research of non-clinical obstetrics, encouraging care during pregnancy, the prevention of premature birth and psychosomatic accompaniment in pregnancy. I would like today to describe a few examples to you.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pregnancy, of course with procreation and conception, builds the key point between the generations. They lie exactly at the junction between woman and man and between the levels of parents and children which, however, revives and recreates all the emotions of the parents with respect to their own origins.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;It is in the nature of things that this entails great changes, as this picture of the still flat stomach of a pregnant teenager against which she's holding her small teddy bear lets us assume, in the physical and emotional sphere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Many are normal changes! Pregnancy is growth. It is an unbelievably dynamic situation. It is therefore very important for all those who are concerned with the topics of pregnancy and birth to become familiar with all the normal physical and emotional changes that take place during this time. With luck everything will run in the "green area". Not every deviation from the norm is pathological. A profound knowledge of what is normal makes it possible to recognise individual variations and to understand them as an expression of the personal development process.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A 'green' area implies the existence of a 'yellow' area in both physical and emotional spheres. The task of the people caring for pregnant women is to guide the pregnancy as early as possible out of the yellow area back to the green.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This gives rise to questions for those who are responsible for maternity care: where are there deviations, where are there imbalances in this dynamic, sometimes also tension-filled, developmental process?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;What kind of imbalances are possible?&lt;br /&gt;e.g.&lt;br /&gt;the woman and herself&lt;br /&gt;the woman and the unborn child&lt;br /&gt;the woman and the man&lt;br /&gt;the woman and her other children&lt;br /&gt;the woman and her work and&lt;br /&gt;the woman and her family of origin&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The dynamics of these pairings of relationships is of course to be understood to work in both directions!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;But, and this is the good news, where there are risks there is also the chance of development - and these have to be used:&lt;br /&gt;overreaction, feelings of desertion, self-doubt, fear of development, strong ambivalence etc. can disappear through appropriate therapeutic help and become integrated into a healthy personal development. Yellow turns to green: illness, or red, can be so avoided.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;It is possible to differentiate between two forms of psycho-therapeutic intervention in pregnancy:&lt;br /&gt;1. Primary prevention, i.e. the prevention of illness and&lt;br /&gt;2. Secondary prevention in the case of pathological disturbances.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Which illnesses can be helped in this way?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Threatened premature birth&lt;br /&gt;• Repeated miscarriages&lt;br /&gt;• Morning sickness&lt;br /&gt;• Premature contractions / Threatened premature birth&lt;br /&gt;• Gestosis&lt;br /&gt;• HELLP-Syndrome&lt;br /&gt;• Overdue birth&lt;br /&gt;• Inflammation of the breast (mastitis?) (after birth)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In the ensuing discussion were added the breech presentation and the intrauterine growth retardation.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;With respect to the second point (repeated miscarriages) I would like to thank my colleague Zeeb from the UWH Tübingen for three literature sources which demonstrate the extremely strong healing effect of supportive medical treatment (not expert psychotherapy!)  with success rates of 70 to 86 percent (Stray-Pederson et al. 1984, Lidell et al. 1991 and Clifford et al. 1997).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The requirements for this are:&lt;br /&gt;Good medical&lt;br /&gt;and&lt;br /&gt;psychodynamic  assessment&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Case History 1:&lt;br /&gt;A 41-year-old woman (5. gravida, 2. para - four previous pregnancies had not gone well (three times ending in abortion, once in a dead birth in the 29th week of pregnancy)) filled in the following questionnaire about her previous history when applying for short-term psychotherapy:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/SATP5iOadNI/AAAAAAAAAC4/8LyXwG0j-gY/s1600-h/01.bmp"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/SATP5iOadNI/AAAAAAAAAC4/8LyXwG0j-gY/s200/01.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189501257984406738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Emotional problems?&lt;br /&gt;2. Can you see anything that caused them?&lt;br /&gt;3. Professional situation?   very tense&lt;br /&gt;4. Situation of the partnership?   very problematic&lt;br /&gt;5. Children?     /&lt;br /&gt;6. Attitude towards father?   dead&lt;br /&gt;7. Attitude towards mother?   stepmother - no contact&lt;br /&gt;8. Have you got brothers or sisters?   1 stepsister&lt;br /&gt;9. Unusual features of your development in&lt;br /&gt;childhood and youth?    long stays in hospital - boarding school&lt;br /&gt;10.  What improvement is wished for?  everything, with the birth of my child&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This situation would probably set the hair of any psychotherapist or obstetrician (midwife) on end.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;She was a very high-powered, dynamic and deceptively young-looking and attractive women, who was however totally focussed on conflict: in her working sphere and her relationship - her business partner was also her social partner, the relationship however was virtually at a end, if not ended. Legal rows were carried out with vehemence.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;It was possible during the therapy to reduce most of her tensions. This took quite some time. Such problem patients are usually treated once a week in the practice. A part of the process of reassurance lies in the regular informing about the normal findings in the course of the pregnancy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;What kind of therapeutic attitudes are helpful in such a situation? It is important to recognise that small improvements do constitute an improvement. Many small steps also make up a path. It is not possible to anticipate the problems of the next 20 years in a therapy. The goal here was to consider how this woman was to get through this pregnancy as best as possible.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;She managed surprisingly well. She acquired resources from friends of both sexes. She was able to accept the pregnancy and the coming child. Of course, there was the odd crisis. She had premature labour pains and often suffered from severe abdominal pains, but she got over them all. She even had to put up with the pain of losing her dog during the pregnancy. But she managed to guide her otherwise aggressive and destructive energy away from her people around her into other directions. Around the expected birth date she underwent a secondary caesarean operation; that is, the decision to operate was made on the basis of the drawn-out progress of labour. Mother and child were both well after the operation.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The method of dealing with pathological results is a particularly important topic, as it is unavoidable: during pregnancy there are many findings, and they are not always normal. How are they to be classified? It depends on taking an overview and considering to which of the previously described colour areas in the end they belong. This then allows the decision as to how to proceed therapeutically. This sometimes means that a pathological result is not that important and doesn't have to be given very much emphasis. At another time it must be taken seriously but offers the chance to be understood as a physical symptom which can give therapeutic hints as to possibilities for improving the living situation, internal attitudes or some other psycho-dynamic factors. These can then be pursued as part of the therapy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Case history 2:&lt;br /&gt;Here you can see the ultrasound picture&lt;br /&gt;of a woman in the 19th week of pregnancy&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/SATRVyOadOI/AAAAAAAAADA/WnHPkjzzNJw/s1600-h/02.bmp"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/SATRVyOadOI/AAAAAAAAADA/WnHPkjzzNJw/s200/02.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189502842827338978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;with an obvious crater (funnel)-formation of the cervix (neck of the uterus). The closed cervix is 19mm long, normal, according to the literature, would be at least 30 mm. It shows shortening and softening of the lower occlusion of the uterus which demonstrates the danger of the amniotic sac pressing down and causing a premature  breaking of the waters. She came to my practice with a pink hospital admission form. A friend of hers who had previously worked in my practice was aware of this concept of dealing with threatened premature birth and had told her, "go to him, maybe he can do something about it". The ultrasound examination was done at the second consultation. At the first consultation she first of all related her story in detail and described her troubles. At this point she was panicking, and wasn't really with it, floating, as it were, 10 cm above her chair. The ensuing examination produced not too alarming results, and her condition  had already improved by the next consultation  two days later when the ultrasound picture was taken. The palpable length of the ectocervix had already increased by half a centimetre and she was more with it, floating, as it were, only 8 cm above the chair. We agreed that, in view of the improvement in the cervical findings, it was possible to wait for a while. In addition, she was prescribed a tried and tested natural healing aroma oil to apply to her abdomen twice a day as well as a sickness certificate and the advice to take things easier.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In the film „The first of all worlds“ from Ernst-August Zurborn the concept of the womb was used in connection with the Parisian Obstetrician and Haptonomist Dr. Catherine Dolto-Tolitch. Perhaps this phrase should be revived to illustrate how pregnant women can carry their children in the 'bowl of their pelvis'. I am convinced that, with practice and sharpening of their powers of observation, those responsible for maternity care can develop this feeling and ascertain the progress of the abilities of women in this respect in the emotional and physical spheres.&lt;br /&gt;This development was very marked in Mrs. P. The clinical findings and her state of health improved steadily, she developed an better feeling for her abdomen and her limitations and four weeks later she was even able to work part-time on the basis of a gradual integration, and she gave birth to her child absolutely normally 10 days before the estimated date.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Case history 3:&lt;br /&gt;This picture shows an early stage in a twin pregnancy; it is possible to see on both pictures one embryo below, above the amniotic sac of the other embryo, which would have been visible at a different level of the ultrasound picture.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/SATRtSOadPI/AAAAAAAAADI/BK-xLiBBV_E/s1600-h/03.bmp"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/SATRtSOadPI/AAAAAAAAADI/BK-xLiBBV_E/s200/03.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189503246554264818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I knew the woman from two previous pregnancies and (home) births, neither of which had been without complications (in both cases a difficult detachment of the placenta, the second of which had required hospitalisation).&lt;br /&gt;The first ultrasound examination in this third pregnancy (in the 7th week) gave rise to the suspicion of a twin pregnancy. The "second amniotic sac“ could at this early stage have been simply a small haematoma beside the amniotic sac so that it seemed to be better not to mention the suspicion of twins to her at that point of time. Sometimes, it is better to wait until a finding is clear. It isn't always helpful to mention something that is not yet proven to be the case. Therapeutically it makes more sense not to tell everything unnecessarily, especially when it is of no significance.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Here, a few weeks later, the findings were obvious, and it was possible to inform the patient of the relieving presence of two placentas. This meant that they were non identical twins and the danger of a feto-fetal transfusion syndrome (that is, the blood of one twin is pumped through the other twin thus bringing itself in danger) was virtually out of the question. In the meantime she gave birth normally to two boys (this time in hospital). She got through the pregnancy very well, having worked for most of the time. There was one critical situation when, due to illness and holidays, she had to run her department on her own. However, she had the courage to speak to her boss, who was prepared to arrange a fast improvement of the situation and evidently appreciated her great willingness to act. Maybe the knowledge that a sickness certificate would have been issued in case of need also played a positive role. She really is a high-powered career woman, to whom her professional work and her independence are very important, but who nonetheless possessed the necessary feeling for her perception of being pregnant. The support from her sensitive and ever present husband in looking after the family also had a positive effect.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Case history 4:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/SATSkyOadQI/AAAAAAAAADQ/wZFtGSGy6ro/s1600-h/04.bmp"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/SATSkyOadQI/AAAAAAAAADQ/wZFtGSGy6ro/s200/04.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189504200037004546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mrs. B. already had two children of five and two-and-half years old. She is a powerful, temperamental woman who likes doing social- and part-time work. This was also a case of a twin pregnancy, although at more advanced stage. Multiple pregnancies are always special in that they carry the inherent danger of premature birth.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This (table) demonstrates the function of the (apparent) somatic area of care.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;You can see in this table, which was specially developed for twins, the data of both children. The frequency of the ultrasound-examinations was certainly not overdone: at the beginning there was a six-week interval between the examinations, and then a three-week interval, which is allowable in the face of the good and even development of both children. It was, however, necessary to confirm this, as only exact knowledge that is based on exact measurement of the relevant data can provide the necessary certainty that no further action (Doppler-ultrasound, hospitalisation) is required. The woman certainly had to struggle to carry two such large children to term, it was really hard and the final days were often difficult. Encouragement was necessary here. But she managed very well, both children being normally delivered at term, both with a weight of over 2800 grams. The greatest stress came for her after the birth. After a couple of weeks she came totally beside herself, but suffering particularly from strain. It was obvious how aggressive she was, and how readily she poured all her negative emotions over her husband when he came home from work. And there was the problem: if it seems to be necessary to wage a marital war, then better not when three-month-old twins and two further children of two-and-a-half and five years were present. A year later would have been much better. Both partners then took part in counselling. It was possible to achieve a relatively speedy de-escalation of the situation. They managed gradually to again become a couple that was able to manage its responsibilities together. This developed into regular therapy which allowed both sides to come to terms with the different personal contributions from their families of origin and their interaction.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In summary:&lt;br /&gt;Pregnancy is a phase of great and really deep-reaching changes. These can, of course, be very disquieting.  However, the possibility of development, the prospects for further emotional development  and growth during pregnancy are simply extremely large. Here relationship-oriented somatic psychotherapeutic care can substantially improve the physical progress and considerably support resilience and the required developmental processes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discussion:&lt;br /&gt;Sven Hildebrand: Two illnesses should be added to the catalogue mentioned.&lt;br /&gt;1. Intrauterine growth retardation?&lt;br /&gt;is as seldom as are premature births in my experience, but it only came to my notice  after some time.&lt;br /&gt;2. Positional anomaly&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NN: What about support from the male partners?&lt;br /&gt;There are different aspects: externally, psycho-dynamic.&lt;br /&gt;of especial importance: is the mutual esteem of both partners and respect.&lt;br /&gt;Naturally is also: looking for getting help ...&lt;br /&gt;These questions are for discussion at every level.&lt;br /&gt;One resource is also that the psychotherapist or gynaecologist takes an hour's time.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ludwig Janus: it is necessary during pregnancy to have scope for support, in school, even earlier. Society has to provide more support here. If that is omitted, there are life-long consequences and also costs.&lt;br /&gt;Scope as social scope...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NN: 1./2. Vertex presentation as a positional anomaly?&lt;br /&gt;In my experience one cannot say that the second vertex presentation is more difficult that the first.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reinhold Hildmann: In 1990 the statement by an African midwife impressed me very much: the breech presentation is not a positional anomaly.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NN: What role does the father have in your concept of pregnancy accompaniment?&lt;br /&gt;He is in pregnancy included, acts in some way as a social uterus for his wife.&lt;br /&gt;As I see it, the father is always present, whether he is there once, occasionally, or every time. However: always when there is a difficulty in the pregnancy - then I tell the woman to bring her husband along, so that both can give their opinions and take active measures&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gisela Wallbruch: Parenthood gives one the chance to see how unbelievably large a pregnant abdomen can be. Men can never experience this. This fact can also create tension between the parents. As a man obstetrician, this gives you the chance to keep tabs on this transformation. The men are going to acquire many responsibilities, in the face of the isolation of the pregnant couple in our society.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reinhold Hildmann: There is such a thing as an extra-uterine pregnancy. I know a man who was born so. Perhaps it is possible that things will develop so that men can also bear children?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dorothea Heidorn: as to the question of man or woman; sometimes men midwives are in a positive sense more feminine than some 'wenches' - midwives in a negative sense.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reinhold Hildmann: Many thanks that you managed to remain within the alloted time, in spite of the discussion.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Final comment Linder: All these questions are also a research project for me to discover more about all the conceivable forms of help that exist. It is also my great desire to bring this to the notice of various experts, including the gynaecologists, which is why the founding of a high-quality circle of overlapping professions in obstetrics and psychosomatics is of prime importance. Once again, thank you for your attention.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Literature:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clifford K, Rai R and Regan L, Future pregnacy outcome in unexplained recurrent first trimester miscarriage,&lt;br /&gt;Hum Reprod, 12 (2): 387-9, 1997&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lidell HS, Pattison NS and Zanderigo A, Recurrent miscarriage – outcome after supportive care in early pregnancy&lt;br /&gt;Aust N Z J Obstet Gynecol, 31: 320-22, 1991&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Linder, R, Psychosoziale Belastung und Frühgeburt --&lt;br /&gt;Erfahrungen mit einem psychosomatischen Konzept in der Praxis&lt;br /&gt;Arch. of Gynecology and Obstetrics, Vol. 260, 1-4, S. 71-78, 1997&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Linder R, Psychosomatic Aspects of impending Premature Delivery, Int J Prenat Perinat Psychol and Medicine 8(3): 341 – 345, 1996&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lockwood CJ, Kucszynski E, Risk stratification and pathological mechanisms in preterm delivery. Paediatr Perinat Epidemiol 15 Suppl. 2: 78-89, 2001&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Papiernik E, Prevention of preterm labour and delivery. Baillieres Clin Obstet Gynaecol 7: 499-521 (1993)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prill HJ, Psychosomatik der vorzeitigen Wehentätigkeit. In: Großpietsch GKW (Hrsg.) Tokolyse mit Betastimulatoren. Thieme, Stuttgart, S.10-27, 1983&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rauchfuß M: Bio-psycho-soziale Prädiktoren der Frühgeburtlichkeit und Differentialdiagnose zur intrauterinen fetalen Retardierung – Ergebnisse einer prospektiven Studie - Habilitationsschrift für das Fach Psychosomatische Frauenheilkunde und Geburtshilfe, Medizinische Fakultät Charité der Humboldt-Universität zu Berlin, 2002&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Schulz-Züllich C, Neue Wege im Umgang mit vorzeitigen Wehen in der geburtshilflichen Praxis, Int J Prenat Perinat Psychol and Medicine 8(2): 219 – 226, 1996&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stray-Pederson B, Stray-Pedersen S, Etiologic factors and subsequent reproductive performance in 195 couples with a prior history of habitual abortion, Am J Obstet Gynecol, 148: 140-6, 1984&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wadhwa PD, Culhane JF, Rauh V, Barve SS, Hogan V, Sandman CA, Hobel CJ, Chicz-DeMet A, Dunkel-Schetter C, Garite TJ and Glynn L, Stress, infection and preterm birth: a biobehavioural perspective. Paediatr Perinat Epidemiol 15 Suppl. 2: 17-29, 2001&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-7295688366798138968?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/7295688366798138968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=7295688366798138968' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7295688366798138968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7295688366798138968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/04/encouraging-care-during-pregnancy.html' title='Encouraging care during pregnancy'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/SATP5iOadNI/AAAAAAAAAC4/8LyXwG0j-gY/s72-c/01.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-7955313374763865528</id><published>2008-04-15T08:43:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T08:44:46.803-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PADRE'/><title type='text'>Psychodynamic aspects of the role of the father and their roots in prenatal life-time</title><content type='html'>Heiner Alberti&lt;br /&gt;Psychodynamic aspects of the role of the father and their roots in prenatal life-time&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;For most part of the 20th century psychodynamic concepts stressed one-sidedly the importance of the mother for the first period of life of the child. Yet there is no child without a father, so that the triad should be recocgnized as the primary form of attachment of the child  from the beginning on. The conceptual neglect of the father has, contributed that fathers experience themselves as not important and superfluous.&lt;br /&gt;At the same time the expectation towards men as partners and as fathers has changed very much. Today women as equal partners expect love, care, sexual pleasure and communicative skills from men. Society and women demand a closer intimate relationship and time with the children of men. Men and women participate together in the preparation of birth. Fathers are present during birth. The holding, feeding, swathing of the baby stimulates love-  and care-feelings, which in turn stimulate ‘mothering instincts’ in men.&lt;br /&gt;Positively men calm down, are saved from burn-out, experience happiness and feel connected to some of the essences of life. Negatively role – conflicts can arise for men, with the demands in the job and as financial provider of the family. Intrapsychically super-ego conflicts may arise (“I am not productive” ). Prenatal traumatisation can be triggered and defense mechnisms can be mobilized as strategy of survival.&lt;br /&gt;On this background this one-day workshop will deal in form of passing on information and bodypsychotherapeutic experience with the factual  father as well as with the introjection of the image of the father.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;HEINER ALBERTI is Dipl. psychologist and bodypsychotherapist. He was co-chairman of the “International Congress of Embryology, Therapy and Society 2002” and initiates courses for becoming parents. He is leading the “Lübecker Institut für tiefenpsychologische Körpertherapie”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-7955313374763865528?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/7955313374763865528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=7955313374763865528' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7955313374763865528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7955313374763865528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/04/psychodynamic-aspects-of-role-of-father.html' title='Psychodynamic aspects of the role of the father and their roots in prenatal life-time'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-7182416439654030627</id><published>2008-04-15T08:28:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T08:42:11.633-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PREMATURITA'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GRAVIDANZA E PARTO'/><title type='text'>How women can carry their unborn babies to term</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;The prevention of premature birth through psychosomatic methods&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;by &lt;st1:personname productid="Rupert Linder" st="on"&gt;Rupert Linder&lt;/st1:personname&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  class="MsoBodyText" style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Abstract:&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  class="MsoBodyText" style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;During practical work in an office for gynecology, obstetrics and psychotherapy a method has been developed which has resulted in an astoundingly low rate of premature births among the pregnant women cared for. The actual rate of premature births in the last 15 years stands at something over 1 per cent instead of about 7 per cent usual in &lt;st1:city st="on"&gt;&lt;st1:place st="on"&gt;Germany&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:city&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  class="MsoBodyText" style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;An threatened premature birth should be regarded within the entirety of physical and emotional processes. In contrast to the traditional approach, symptoms are not to be regarded as problems that have to be got rid of but are rather to be interpreted as important signals and signposts that point towards more appropriate modes of behaviour. The individual conversation strategy works from the prevailing situation and moods are captured to understand the deeper-seated emotions. Possible solutions are then developed and discussed whereby emotional resources can be mobilized. Relief and off-times not only provide the pregnant women with needed care but also give them the opportunity to listen into themselves, to observe more closely at the&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt; processes taking place within them and, if necessary,to change them. Wherever the tension arises it can be removed at this same source. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  class="MsoBodyText" style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Four case histories are given&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  class="MsoBodyText" style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Suggestions for &lt;i style=""&gt;primary prevention &lt;/i&gt;are the encouragement of the expectant mother to heed her inner emotional and physical state and to get into contact to her unborn child.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;In the course of almost 20 years of practical experience as a doctor specializing in gynaecology, obstetrics and psychotherapy, a method has been developed which has resulted in an&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt; astoundingly low rate of premature births among the pregnant women cared for in my office.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;The conventional methods used in &lt;st1:place st="on"&gt;&lt;st1:city st="on"&gt;Germany&lt;/st1:city&gt;&lt;/st1:place&gt; to prevent premature births have so far achieved little success. The premature birth rate has remained virtually unchanged for the past 20 years at 7 percent. Already during my clinical training it was not unusual to be confronted with an&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt; threatened premature birth. Various conversations with the pregnant patients produced the impression that psychosomatic factors can play an important role in this problem. It was already immediately clear that the clinical findings are reversible under favourable circumstances.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;In practice the understanding of the interactions between social situation, family circumstances, stress, frame of mind and the tendency towards threatened premature birth was considerably improved. A high level of personal continuity throughout&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;the supervision of the entire pregnancy coupled with the readiness to find time to consider subjective elements are beneficial.The observation that the reversibility of changes in the cervix and premature contractions occur parallel to changes in emotional and social conditions strengthened the impression that an&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt; threatened premature birth can be brought about by mainly psychosocial influences and is therefore treatable in the same way.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;This results in the following basic assumptions and observations : &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;An threatened premature birth should be regarded within the entirety of physical and emotional processes. At the same time, pregnancy in itself is naturally not an illness - rather the contrary, but it is a period of great changes. These affect the bodies and emotions of the woman involved, her partner and their relationship, the rest of the family situation and the entire&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;social environment.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;The child is in a state of equilibrium between forces that hold it up and forces that press it down. Internal tensions appear to be able to increase the forces that push down. It appears that an increased basic tone as well as rythmic contractions play a role. In the course of psychotherapeutic accompaniment it is possible to achieve physical relief. Occasionally there can be a temporary increase in emotional suffering. This, however, can be worked on and, in time,&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt; dispersed. At the end of this process one may achieve a new and more favourable equilibrium.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;The number of premature births which in fact occurred fell drastically parallel to the development of this treatment concept, although approximately half of the circa 80 patients treated annually in the office showed a tendency to premature birth. None the less, the actual&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt; rate of premature births in the last 15 years stands at something over 1 per cent. Hospitalization was necessary in five cases.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;The following describes the possible methods of preventing premature births in pregnant women, both with and without symptoms of threatened premature birth, from a psychosomatic viewpoint.&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;In order to demonstrate the method, the course of action in the &lt;i style=""&gt;secondary prevention&lt;/i&gt; will be dealt with first, ie during pregnancies that already display symptoms or signs of premature birth.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;What are the indications of threatened premature birth&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;in practice?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="margin-left: 35.25pt; text-indent: -35.25pt; line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt;1.&lt;span style=""&gt;                   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;obstetrical/clinical&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;findings: alterations in the cervix (palpable, or recognizable by ultrasound), contractions etc.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="margin-left: 35.25pt; text-indent: -35.25pt; line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt;2.&lt;span style=""&gt;                   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;through symptoms, to which count&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;various aches and pains in the abdomen, a feeling of down pressure, hardening of the abdomen, child movements 'down', sometimes also general tiredness and lack of energy.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;In contrast to the traditional approach, symptoms are not to be regarded as problems that have to be got rid of but are rather to be interpreted as important signals and signposts that point&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt; towards more appropriate modes of behaviour. (Competent continual assessment of clinical findings is naturally essential.) The interpretation of complaints/symptoms as signals and understanding what they have to say to the pregnant woman is an important part of the therapy. In this respect, it is prognosically favourable when pregnant women who tend to suffer from contractions take heed of the contractions and re able to draw conclusions themselves as to which physical or emotional over-exertion they follow,&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt; which frame of mind is bad for them or which circumstances are good or not so good for them.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;A further step in advance of treatment is required for those pregnant women whose tendency to premature birth only comes to light through deteriorating obstetrical findings (which is seldom the case). First of all the bodily processes which led to the deterioration, and were incorrectly interpreted as child movements, sciatical complaints or pelvic pains, have to be perceived for what they are. Experience shows that there is usually sufficient time to achieve this change&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;as&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt; several weeks elapse between the first signs of a discernible shortening of the ectocervix and an imminent opening of the mouth of the uterus and this time can be used for psychosomatic and psychosocial treatment. It is therefore neccessary to ensure that regular and conscientious compilation of obstetrical findings takes place.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;What else can be done?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Relief in varying forms: issuing a notification of sickness, having a longer after-lunch rest - if possible in bed, providing a home help - especially in the case of multiparous women. After total&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt; inability to work a phased reintegration for a few hours into the working environment.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;These measures not only provide the pregnant women with needed care but also give them the opportunity to listen into themselves, to observe more closely at the processes taking place within them and, if necessary,to change them.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Where do tension and stress&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;originate?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Obviously pregnant women do not exist in a vaccuum but are involved in various &lt;i style=""&gt;external relationships&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center; line-height: 18pt;font-family:verdana;" align="center"&gt;&lt;span lang="DE"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shapetype id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" spt="75" preferrelative="t" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f"&gt;  &lt;v:stroke joinstyle="miter"&gt;  &lt;v:formulas&gt;   &lt;v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 1 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum 0 0 @1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @2 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 0 1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @6 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @8 21600 0"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @10 21600 0"&gt;  &lt;/v:formulas&gt;  &lt;v:path extrusionok="f" gradientshapeok="t" connecttype="rect"&gt;  &lt;o:lock ext="edit" aspectratio="t"&gt; &lt;/v:shapetype&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1025" type="#_x0000_t75" style="'width:381pt;" ole="" fillcolor="window"&gt;  &lt;v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\PROPRI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image001.wmz" title=""&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:oleobject type="Embed" progid="Word.Picture.8" shapeid="_x0000_i1025" drawaspect="Content" objectid="_1269785688"&gt;  &lt;/o:OLEObject&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="DE"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center; line-height: 18pt;font-family:verdana;" align="center"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/SATMSCOadLI/AAAAAAAAACo/9wZWsUqCRMc/s1600-h/LINDER1.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/SATMSCOadLI/AAAAAAAAACo/9wZWsUqCRMc/s200/LINDER1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189497280844690610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center; line-height: 18pt;font-family:verdana;" align="center"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Figure 1&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;as well as &lt;i style=""&gt;internal emotions&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;                                                                                             &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" face="verdana" style="text-align: center; line-height: 18pt;" align="center"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/SATMWSOadMI/AAAAAAAAACw/dQTeVZyvBUg/s1600-h/LINDER2.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/SATMWSOadMI/AAAAAAAAACw/dQTeVZyvBUg/s200/LINDER2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189497353859134658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="DE"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="DE"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" face="verdana" style="text-align: center; line-height: 18pt;" align="center"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Figure 2&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;All of these external relationships, as well as the influence of internal hopes and fears, can be the cause of tensions which can produce a disturbance in the equilibrium of the cervix.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Fortunately wherever the tension arises it can also be removed at this same source, whether it is of external or internal origin. This cannot be done for the pregnant woman, but suggestions, the improvement of internal perception and support in searching for possible therapeutic solutions are important means of help.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;As an illustration of this treatment concept some case histories are given in the following texts. In the first example of the manageress, who in the end forgot her watch, the obstetrical findings are given in greater detail. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Case 1&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;A thirty-two-year-old patient, a product mananageress, was pregnant with her second child. In the 24th week of pregnancy during a routine examination it was noticed that the ectocervix had shortened to one cm, the front of which was pressing gently on the cervix) and slight bleeding had occurred after coitus. In a consultation she was informed of the findings and advised to take things easier, to find peace and to reduce external stress. She should also watch out for pains in her abdomen or in the pelvic area which were a signal for increased peace.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;A week later she returned; she felt so-so. The ectocervix had shortened even more to &lt;st1:metricconverter productid="0.5 cm" st="on"&gt;0.5 cm&lt;/st1:metricconverter&gt; with continuing pressure on the neck of the uterus. She was given a week's notification of sickness, although&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;this was difficult to arrange as her direct boss and head of department was due to leave the firm&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;two weeks &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;later.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;The week after she was exhausted as her two-year-old son was ill and she herself had a cold. The abdomen was however not hard. The length of the ectocervix was still &lt;st1:metricconverter productid="0.5 cm" st="on"&gt;0.5 cm&lt;/st1:metricconverter&gt; although the abdomen had from basic muscle tone softened and extended almost to the ribcage and the pressure on the neck of the uterus had been reduced. Her sickness certificate was extended.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;After another week she felt better subjectively, her son was less demanding, and the physical findings were unchanged by normal vaginal bacteria. It was noticeable that she got considerably out of breath climbing up to the examination room, which is on the the second floor and also while dressing after the examination. During the consultation I advised her to take things even more easily and also to try to start doing things during a breathing out phase (from the functional relaxation after&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Marianne Fuchs). Her notification of sickness was extended for a further two weeks.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;At the next appointment, she was by now in the 29th week of pregnancy, she was feeling much better, and trying not to get out of breath. She had even forgotten to put on her watch! On this occasion the ectocervix was &lt;st1:metricconverter productid="1.5 cm" st="on"&gt;1.5  cm&lt;/st1:metricconverter&gt; long, the childs head was moveable above the pelvic opening. In the course of a phased return to work she was able to now work for three hours a day.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;From this point on she felt fine to very well with clinical findings in accordance with the progress of the pregnancy. During a long conversation the problems of her first delivery were discussed. She had felt very irritated by the infusion needle in her arm and finally she had had a forceps delivery peridural anaesthesia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;In the end she gave birth spontaneously in hospital three days after the calculated date in three and a half hours without induction.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;This case history demonstrates how psychosomatic intervention can bring about changes in social and interpersonal areas, which, as a result of self responsibility and self observation by the pregnant woman, can lead to improved equilibrium. In this case a deeper- seated biographical background did not make itself noticeable.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;The individual conversation strategy works from the prevailing situation and moods are captured to understand the deeper-seated emotions. Possible solutions are then developed and discussed whereby emotional resources can be mobilized.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Case 2:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;A 37-year-old midwife had been in prenatal care since the 7th week of pregnancy. In the13th week she reported that she had been suffering pains in the groin. At night she had nightmares about her first pregnancy eight years previously when she had been left by her then partner shortly before she gave birth to her first child.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;In the18th week the contractions had increased considerably, the ectocervix was visibly shortened to on1 cm, it was soft and the uterine cervical canal was wide open. In the course of a lengthy conversation we discussed her present situation, which from the partnership was good, and we also touched on her previuos experiences which had obviously affected her more than she had realized (wanted to admit). Everything was more immediate in the &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;repeated experience of pregnancy. She was professionally highly committed, and she didn't find it easy to allow herself the quiet reflection that she needed to come to terms with the experience. She received a sickness certifcate for two weeks, a prescription for Viburnum opulus D2 and an appointment in four days' time.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;As she had left the practice in tears and it was also evident that she was in an exceptional emotional situation and at a decisive point, I phoned her the naxt day to find out how she was. She was feeling considerably better. When regular check-up appointments are made, it is always understood that they only apply when there are no negative developments.In cases of severe complaints/pains or changes for the worse the patients should get in touch earlier.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Four days later the obstetrical finding had improved markedly (ectocervix was less centred), somewhat longer and less under pressure and the upper edge of the uterus was higher). Only two days earlier she had experienced strong contractions. She had felt that she needed a break. She was given a notification of sickness for a further three weeks and got a home help for twelve hour a week.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;It is usually such committed women who neglect themselves and the demands of the pregnancy and a clear break in their working lives is sometimes needed to allow internal changes to take place.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;During my absence on holiday she consulted a midwife friend and a colleague of mine. Her condition and the obstetrical findings had improved considerably, the uterus was soft, the ectocervix had further lengthened and the leading part caused no pressure at all. A gradual integration at work, at first for three hours daily, was now possible.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;She called on the afternoon of her first day back at work to say that it was not possible for her to work because she had experienced contractions after one and a half hours. The senior doctor's remark that her problems couldn't have been that bad as she had not been hospitalized had upset her greatly. The demands of work (Do this and do that&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;. . . quickly) had been too much for her.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;The next day she told me that she had felt extremely drained the previous evening. She had been affected by things that had previously not bothered her. She had been deeply upset at having to undress 12 infants and leave them screaming in their beds because the senior doctor of the children's clinic only had one hour in which to examine all of them. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;The obstetrical findings showed a deterioration (ectocervix approximately &lt;st1:metricconverter productid="1 cm" st="on"&gt;1 cm&lt;/st1:metricconverter&gt;, somewhat centred the childs head moveable. Then she told me something about her story: the rest had done her, as well as her family, good . She had enjoyed being looked after by her partner for the first time in the partnership although she had felt somewhat awkward at first. Then it had provided her with the feeling of security that she would not be abandoned, which lessened her fears, which had bordered on panic.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;There had always been stress in her own family's home. She was the fourth child of six, her father had been a minister of religion and her mother had always a lot to do as a result of being the minister's wife. Her father had died at work twelve years previously, after he had started work too early after a serious illness -- Things are often clearer during a pregnancy.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;In addition to the obvious factors contained in case 1 (social work environment and the personal inner attitude to temporal rythms) other biographical factors become clear: the severe disappointment in the partnership during an earlier pregnancy and the high demands on herself in her profession which have their origins in her family background.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Case 3&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;In the course of her second pregnancy the then 33-year-old patient, successful in an artistic profession, showed a tendency to premature birth. Despite physical rest it became necessary in the 29th week of pregnancy to insert an Arabin cerclage pessary. At the beginning of the 37th week the pessary was removed due to contractions and her daughter was born safely on the same day.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Two years after this she reported that she had been abused by her father during her childhood. Even though the external situation had been improved by physical separation, the internal proccesses of getting over the experience had only just begun.She was considering what kind of therapy could be useful when, by her next appointment, she discovered she was pregnant. Although as the pregnancy progressed more psychic openness was possible, the patient still reacted lin this pregnancy with frequent contractions, several times clearly in connection with contacts of her family members with her father, which disturbed her&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;very much.It also became necessary in the 30th week of pregnancy&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;as the ectocervix had flattened to insert an Arabin pessary. After that the emotional situation, which was easier to make contact with than in the previous pregnacies, became much more stable. Of importance to her during this time was her mother's&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;and, in particular, her husband's support. It was possible to remove the pessary at the end of the 36th week of pregnancy. On this occasion the birth did not take her immediately by surprise, the child being delivered normally at around the calculated date.As can be seen from this case history, serious biographical burdens can sometimes have an important pathogenic significance. Obviously being abused by one's own father naturally has a deep-seated emotional influence. Noteworthy here is the clear improvement in the psychological state in terms of the ability to engage in more open conversation and allowing the working out of wider emotional experiences. Also physically the pregnancy could progress as a result more "normally" and be enjoyed, despite the necessary somatic treatment.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Such serious biographical episodes are however seldom to be found even in women who who have a tendency towards premature birth. From experience the proportion is about one third. In about two thirds of such cases it suffices to intervene as in the first two cases given, ie the expectant mothers attain better internal temporal rhythms and more balanced emotions through heightened self-awareness. The third case also demonstrates that when the discussion of deeper biographical or social causes is not possible, and further therapeutic measures are necessary (eg Cerclage-pessary or hospitalization), nevertheless emotional factors can be effective although not yet at that moment able to be discussed, or, alternately the emotional suffering that is preliminarily attached to the recognition of the problem is not yet able to be coped with by the psyche.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;The elements of the therapy are given here in the following summary&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;table class="MsoNormalTable"  style="border-collapse: collapse;font-family:verdana;" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr style="page-break-inside: avoid;"&gt;   &lt;td style="padding: 0cm 3.5pt; width: 249.35pt;" valign="top" width="332"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Figure 3&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Medical intervention&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Reduction of strain &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt;                &lt;/span&gt;(notification of sickness, home-help,&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;           &lt;/span&gt;more bed rest)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Medication&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt;                &lt;/span&gt;(homeopathy, aroma therapy)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Arabin cerclage pessary   (rarely)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="DE"  style="font-size:100%;"&gt;Hospitalization (only very rarely)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="DE"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0cm 3.5pt; width: 249.35pt;" valign="top" width="332"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Figure 4&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Psychotherapy&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Relief from internal and   external &lt;span style=""&gt;           &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;          &lt;/span&gt;demands&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Helping overcome/remove fears&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Detecting internal or   external tension&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="DE"  style="font-size:100%;"&gt;Re-orientation&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="DE"  style="font-size:100%;"&gt;Improvement of socio-psychosomatic &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="DE"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt;             &lt;/span&gt;balance&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="DE"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="page-break-inside: avoid;"&gt;   &lt;td style="padding: 0cm 3.5pt; width: 249.35pt;" valign="top" width="332"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="DE"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0cm 3.5pt; width: 249.35pt;" valign="top" width="332"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 18pt;"&gt;&lt;span lang="DE"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="DE"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;After these examples of the therapeutic treatment of threatened premature birth , here follow some suggestions for &lt;i style=""&gt;primary prevention&lt;/i&gt;, ie prophylaxis in the absence of obvious symptoms or deterioration in clinical findings.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="margin-top: 12pt; line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Important is the encouragement of the expectant mother to heed her inner emotional and physical state. Even slight disturbances can be signs that indicate the need for&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;alterations in physical activity, inner tension or other&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;behavioural patterns. It is also necessary to watch out for abdominal or backpains (similar to those earlier experienced before or during menstruation) or general exhaustion. When the expectant mother feels well, the pregnancy progresses more easily, satisfactorily, in better health and more enjoyably.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;In this respect, here is a final case:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Case 4&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;A 17-year-old girl came in the 9th week of pregnancy to a prenatal checkup. She was able to speak openly about her past history and emotional situation. She had taken the pill up to the 5th week of pregnancy. Seven months earlier she had suffered a miscarriage in the third month of pregnancy in a neighbouring hospital.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;At the time she had been much upset by a remark of the senior consultant to the effect that the miscarriage was not that dreadful as she was still so young, and she didn't need to make a fuss about it. (This is a good example of how important it can be to avoid making off-the-cuff remarks. Miscarriages affect women emotionally more than is generally assumed - but that's a different topic . . .)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Without doubt her social situation was not easy: her parents had got divorced when she was six&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;years old. She had experienced a lot of stress with her father during the first pregnancy. He had been totally against the pregnancy in the first place as had also been his new partner. Her mother had been supportive of her daughter. The evening before the miscarriage she had run away from her father.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;She was now living in her own flat together with her partner. After having given up the hated apprenticeship as a gardener which she had begun to please her father, she was now unemployed. When the child arrives she would receive financial support from government sources.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;At the following examination five weeks later that she was very anxious about losing this child. She had stopped smoking but didn't know how to react when she was in the pub in the evening with friends who smoked. It appeared important while looking for a solution to the problem to reconcile both of her needs: that of leading a healthier way of life for herself and her child, and that of&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;a young girl's desire for&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;social contact. On the one hand it was discussed how to make it clear to those around her that she wanted to do without smoke-filled air. On the other hand it was possible to consider alternative strategies for meeting her peer group (friends), such as meeting at different times, at different places or at her flat.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;The strengthening of her own ability to make decisions promised in the long term to be more effective than an undoubtedly correct but hectoring explanation about the dangers of tobacco smoke.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;During the pregnancy there had been the occasional slight emotional and physical trouble spots but hardly anything in the way of an threatened premature birth.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;It is obvious that the inclusion of these &lt;i style=""&gt;subjective factors&lt;/i&gt; in prenatal care will present those responsible for prenatal care with new challenges. Important is that those responsible for pregnancy care are prepared to invest time and provide an open ear coupled with the will to learn from what the expectant mothers tell them. A completed course in psychotherapy is of great use, but not absolutely necessary. &lt;i style=""&gt;Balint groups&lt;/i&gt; can also increase competence, perhaps &lt;i style=""&gt;theme centered interaction&lt;/i&gt; or of course further training in prenatal psychology.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Developments in the remuneration system for the treatment of outpatients (EBM) has not been helpful in the creation of an adequate sytem of care which encompasses emotional needs. Gynaecologists are restricted in their capabilities by the narrow budgets allowed for treating the women in their care. This is bound to present an obstacle on the way towards a psychosomatic, and therefore effective, method of dealing with threatened premature births. Gynaecological and psychotherapeutic specialists‘ associations should commit themselves to bringing about&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;the correction of these problems.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;What are the limitations?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Crucial for a noticeable improvement in the psychosomatic symptoms of &lt;i style=""&gt;threatened premature birth&lt;/i&gt; appears to lie in, above all, the willingess of the pregnant women, as well as their carers, to&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;take psychosocial/psychosomatic problems seriously. However pregnant women are more prepared to learn something about their health and to use the opportunity to&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;develop emotionally. This increases the patient's sense of self-responsibility and improves the requirements for successfully mastering the next steps: birth, adapting oneself to the child, breast-feeding, alterations in the partnership.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  class="MsoBodyText" style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Sometimes additional therapy may prove necessary, eg use of Arabin cerclage pessaries, or, in rare cases, hospitalization. However it is also advisable under these circumstances to use psychosomatic methods.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 18pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Psychosomatic&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;work&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;on threatened premature births which also encompasses the subjective view of expectant mothers may at first sight appear unusual. Those who involve themselves with it will be rewarded in many different ways:&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;with more success in treatment and with interesting and varied learning experiences which reveal the ever more obvious relationship between the emotions and the body.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 12pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 12pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 12pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Address for correspondence: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 12pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 12pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;st1:personname st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="Rupert Linder" st="on"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;Rupert Linder&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt; MD&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 12pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Specialist in Obstetrics, Gynecology and Psychotherapy&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 12pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;Goethestr. 9&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 12pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;75217 Birkenfeld&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="line-height: 12pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;st1:city st="on"&gt;&lt;st1:place st="on"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;Germany&lt;/span&gt;&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:city&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  lang="EN-GB" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E-mail: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;post@dr-linder.de&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 12pt;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size:8;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-7182416439654030627?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/7182416439654030627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=7182416439654030627' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7182416439654030627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7182416439654030627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/04/how-women-can-carry-their-unborn-babies.html' title='How women can carry their unborn babies to term'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/SATMSCOadLI/AAAAAAAAACo/9wZWsUqCRMc/s72-c/LINDER1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-8655300247528831946</id><published>2008-04-15T08:26:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T08:27:27.815-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EDUCAZIONE PRENATALE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CORDONE OMBELICALE'/><title type='text'>Il cordone ombelicale: un simbolo sacro di appartenenza?</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: navy;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Il cordone ombelicale: un simbolo sacro di appartenenza?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;Gabriella A. Ferrari&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Nel corso degli ultimi decenni la Psicologia prenatale ha potuto dimostrare come l’esperienza e la&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;relazione&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;intrauterina con la madre si imprimano profondamente nel tessuto emozionale dell’essere umano a partire dal concepimento. Così, gradualmente, le relative conoscenze e terminologie si sono grandemente ampliate (ad esempio, riguardo a quelle riferiti all’utero e alla placenta oggi è di uso corrente parlare di utero “simbolico, contenitivo, buono, caldo, freddo, cattivo, respingente …etc.”, e di placenta “simbolica, psichica, nutriente, sostenitiva, distruttiva, alienante…etc.”).&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;E’ stato anche dimostrato come quelle prime esperienze, integrate agli albori della nostra esistenza influenzino la nostra vita in tutte le sue manifestazioni ed espressioni. Lo mostrano chiaramente, ad esempio, i&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;parallelismi esistenti tra immagini intrauterine e immagini tratte dall’arte. Il momento della creatività artistica rappresenta quel magico spazio temporale in cui è prioritariamente all’opera il nostro cervello emotivo-intuitivo, quello collegato alle parti più profonde di noi e che ci mette in contatto emozionale con esperienze&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;dimenticate a livello mentale razionale. Queste esperienze inconsce ricompariranno nei dipinti, nelle sculture, nelle strutture architettoniche, nella musica, nella poesia, in qualsivoglia contesto artistico, in forme e modalità simboliche. E’ interessante notare come esse appaiano particolarmente evidenti in tutte le arti collegate al sacro. Ad esempio, nell’arte&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;pittorica sacra (vd. le ricerche di L.Janus presentate in numerosi congressi mondiali), le immagini del saggio o del devoto che pregano ai piedi di un grande albero, con un’ampia chioma, attorno al cui tronco è attorcigliato un serpente, sono chiari simboli dell’esperienza fetale, del cordone ombelicale e della placenta. Per analogia, questa rappresentazione è stata recentemente abbinata ad un’altra immagine molto antica, quella dell’ “albero della vita”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Domanda: come mai l’artista, a livelli profondi e non razionali, abbina l’esperienza intrauterina ai temi religiosi e sacri della vita?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Queste nuovi chiavi di lettura delle espressioni artistiche mi sembra che rappresentino un evento molto significativo. E’&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;evidente che esiste un’evoluzione fondamentale nell’interpretazione psicoanalitica dell’opera d’arte: l’esperienza intrauterina viene inclusa nell’analisi. Ma non è tutto: nelle rappresentazioni religiose dell’arte sacra, oggi si ammette che essa possa&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;essere collegata al sacro ed inizi, così, ad essere abbinata ai grandi temi spirituali e religiosi della nostra vita. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;In effetti, nel corso degli ultimi anni, è stato da più fonti evidenziato come in ambito scientifico si stia verificando un generale orientamento verso le tematiche metafisiche collegate all’esperienza prenatale. Esse sono ovviamente proposte come ipotesi, o accenni, a corollario degli studi scientifici: è però interessante notare come queste piccole luci spirituali appaiano come logiche osservazioni conseguenti dall’evidenza degli studi stessi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Visto che questo numero della rivista è in gran parte dedicato alle tematiche relative al cordone ombelicale, consentitemi di condividere con voi alcune ulteriori osservazioni e riflessioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Molti anni fa mi capitò di pensare che quando la scienza si sarebbe maggiormente soffermata&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ad indagare sulle tematiche relative al concepimento, avrebbe finalmente scoperto tutte le immense potenzialità racchiuse nel pre-concepimento e si sarebbe infine, poco alla volta, sgretolato&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;l’ultimo diaframma che la separa dalla più alta forma esistente di conoscenza, quella che prelude all’incontro con Dio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Forse occorreranno ancora dei secoli, forse dei millenni…o forse no! Forse, dopo avere decodificato tanti messaggi legati al percorso dei nove mesi (non ultimo quello dove nel percorso che va dal concepimento al primo anno di vita del bambino, simbolicamente viene rappresentata la storia della filogenesi), ora potremmo anche riflettere sulla simbologia legata all’immagine e alla funzione del cordone ombelicale, e forse scoprirne il messaggio segreto e la sua misteriosa sacralità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Partiamo da alcune riflessioni. Esso è un unico, inalienabile e irripetibile strumento di collegamento all’universo-madre, mediante il quale il bambino riceve il nutrimento per la sua sopravvivenza, però è anche strumento di comunicazione, interazione, scambio: è simbolo di attaccamento ma anche di &lt;b style=""&gt;appartenenza &lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt;perché nel&lt;/span&gt; grembo materno il bambino vive a lungo un stato di fusione simbiotica con &lt;st1:personname productid="la madre. Si" st="on"&gt;la  madre. Si&lt;/st1:PersonName&gt; impasta di lei, del suo corpo, di ciò che mangia , che pensa, che sente, che sogna. E’ un attaccamento di natura fisica ma anche emozionale: quando c’è accoglienza, desiderio e amore da parte della madre, si tratta, per il bambino, di uno stato dell’essere presumibilmente molto simile a quello dell’innamoramento, in cui i partner non si sentono più due ma uno, &lt;b&gt;sentono di appartenersi&lt;/b&gt; reciprocamente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Grazie a questa esperienza, mi sembrerebbe logico ipotizzare che noi nasciamo con già impresso profondamente in noi il senso dell’attaccamento, dell’appartenenza, della nostra capacità di&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;interazione con qualcosa di immensamente più grande, del quale, fino a pochi istanti prima della nascita, abbiamo sentito di essere parte integrante e costitutiva allo stesso tempo: la madre, che per noi è stata tutto l’universo, fonte di vita e di ogni emozione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Dopo il taglio del cordone, trascorreremo tutto il resto della nostra vita a ricercare quel senso di appartenenza&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e di pienezza. Lo cercheremo nell’amore e nelle relazioni umane e cercheremo di riempire quel vuoto “viscerale”con una infinità di cose. Questa tensione verso una sempre deludente ricerca&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sarà il motore della nostra esistenza. Peraltro tutto ciò è un’evidenza confermata da numerosi studiosi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Ora anche gli studi sul pre-concepimento stanno moltiplicandosi. Si parla sempre di più, persino in ambienti scientifici, di imprinting bioenergetici trasmessi durante il concepimento e legati alla qualità della relazione amorosa e al desiderio di un figlio da parte dei futuri genitori anche prima del concepimento stesso. Quindi tutto ciò non andrebbe più riferito solo al “dopo”, come sino a pochi anni fa si sosteneva, quando cioè si parlava dell’importanza di una buona relazione affettiva nella coppia per costruire un nido caldo e sicuro al bambino dopo la nascita: oggi, relativamente alla qualità del concepimento, è stato accertato che amore e desiderio del bambino sono importanti e necessari non solo “durante” …ma anche “prima” del concepimento stesso. Infatti queste due componenti essenziali non si possono improvvisare nel corso di quest’ultimo, ma occorre che pre-esistano nella coppia affinché possano essere trasmessi. Un bambino armonioso nasce prima di tutto nei pensieri, nei sentimenti armoniosi e nelle emozioni dei futuri genitori ancor prima della fecondazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;E che altro sono pensieri, sentimenti ed emozioni se non forme di energia? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;In considerazione di ciò, sarebbe plausibile affermare che anche prima del concepimento possa esistere una forma di comunicazione tra i genitori e il figlio che sarà concepito?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Poiché la scienza ci conferma che il creato è un’unità bioenergetica, parrebbe logico dedurre che quando l’energia costituita dai pensieri e dalle emozioni dei futuri genitori fosse ripetutamente, e magari anche congiuntamente, convogliata sulla idea-forma di un bambino, ciò attirerà o condenserà energia: quell’energia costituirebbe l’essenza stessa di quel bambino desiderato, il quale… incomincerebbe così a nascere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;In altri termini: nell’oceano indifferenziato dell’energia cosmica, in cui il potenziale bambino è stato immerso sino a quel momento, prenderebbe il via un processo di differenziazione e di individualizzazione, al quale anche il bambino stesso potrebbe eventualmente partecipare con un suo stesso impulso di auto creazione: i casi delle gravidanze indesiderate dai genitori confermerebbero questa ipotesi. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;E’ dunque ipotizzabile che per realizzare un concepimento possano concorrere sinergicamente tre vettori bioenergetici: quello della futura madre, quello del futuro padre e quello del futuro bambino. Quanta maggiore sarà la sinergia d’amore fra i tre, tanto qualitativamente migliore sarà l’energia costitutiva del nuovo essere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Tuttavia occorrono circostanze favorevoli prima che questo processo si possa eventualmente concretizzare nell’unione di uno spermatozoo e di un ovulo ed egli possa nascere come cellula: molte coppie, ad esempio, attendono a lungo prima di riuscire a concepire. Poi occorrerà un po’ di tempo prima che possa essere sovrapposto (o aggiunto?) un cordone ombelicale di carne a quello bioenergetico che lo collega all’universo, dal quale comunque non si staccherà mai: quest’ultimo fatto semplicemente perché non è possibile staccarsi o separarsi da un insieme energetico di cui si è parte integrante e costitutiva. La Fisica, peraltro, conferma questa affermazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Il cordone ombelicale reale sembrerebbe dunque essere il simbolo di un altro cordone ombelicale, di origine bioenergetica. Se gli studi proseguiranno, come è logico che sia, credo che sarà essenziale, per la nostra evoluzione collettiva, approfondire ulteriormente le tematiche relative alla nostra provenienza, riferite cioè alla nostra matrice bioenergetica ed al mistero della sua esistenza e costituzione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Chissà, forse la scienza confermerà davvero che il nostro cordone ombelicale embrionale, niente altro è che il simbolo e il doppio di un cordone ombelicale spirituale: un cordone sacro, che da sempre ci sostiene, ci nutre e ci collega all’oceano di energia d’amore dal quale ci siamo solo differenziati senza mai separarcene davvero! In questo caso il cordone ombelicale assurgerà all’onore di simbolo sacro, per ricordarci la nostra più vera ed eterna appartenenza e per ricondurci alla nostra reale identità bioenergetica e spirituale di… anima? Spirito? Divinità?.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Se tutto ciò fosse vero, allora potrebbero trovare un’ulteriore indicazione e conferma le antiche scritture all’origine di molte grandi religioni, in cui sostanzialmente si afferma che&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;la nascita non è un processo di separazione da Dio, bensì di differenziazione: nel suo percorso di vita sulla terra, lo spirito starebbe semplicemente vivendo un’esperienza in cui si esprime in una forma umana, per potere evolvere o aiutare altri, allo scopo finale di …”tornare a casa” e&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;non differenziarsi mai più, riassorbendosi definitivamente nell’immensità infinita d’Amore della sua propria divina matrice originaria di appartenenza, di cui è componente essenziale e dalla quale si è solo apparentemente allontanato. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Molti anni &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;fa, mi è capitato di leggere il seguente articolo di &lt;st1:personname productid="Andr￩ Van Lysebeth" st="on"&gt;André Van Lysebeth&lt;/st1:PersonName&gt;, che probabilmente è all’origine di queste mie riflessioni sulla simbologia sacra del cordone ombelicale. Ne trascrivo qui sotto i punti essenziali:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h1&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;La filosofia della pianta della fragola&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText" style="text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;“La filosofia della pianta della fragola ci consentirà di capire uno dei temi favoriti – ed essenziali! – del pensiero indiano, quello, cioè, dell’UNITÀ nella, e attraverso, la molteplicità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyTextIndent"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Quando prendo coscienza del mondo che mi circonda, ciò che colpisce i miei sensi e si impone alla mia percezione è la molteplicità degli oggetti e degli esseri, la molteplicità delle forme e dei nomi Non solo gli oggetti materiali naturali sono multipli, ma anche le innumerevoli forme viventi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Centinaia di migliaia di specie di batteri, di insetti, di uccelli, di pesci, di mammiferi, di rettili, anch’essi divisi in milioni di individui separati popolano la nostra terra. Niente, di tutto questo, fa apparire un’unità qualunque ed è perciò notevole che i grandi pensatori dell’India abbiano potuto percepire, al di là di questa molteplicità un’Unità fondamentale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Ma si tratta di un tema difficile da capire, poiché è in contraddizione con tutta la mia esperienza immediata del mondo e con il mio vissuto. Mi sento un individuo autonomo, isolato dagli altri esseri umani. Dove è quindi quest’unità?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Ora chiederemo aiuto alla nostra fragola.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;È primavera, e siccome amo le fragole, ho piantato nell’angolo del mio giardino una pianta di fragola. Con un po’ di fortuna già da quest’estate, mi darà qualche fiore, poi qualche fragola.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Ma tra un anno, alla prossima primavera, sarà cresciuta; i suoi tentacoli, o meglio i suoi stoloni, si sviluppano al suolo, si allontanano dalla pianta-madre e, ad ogni estremità, delle radici penetrano nel suolo: ed ecco che nuove piante si sviluppano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Ammettiamo che la pianta-madre abbia cinque piccoli, collegati a lei tramite cinque di questi stoloni-tentacoli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Quante piante abbiamo? Una sola naturalmente poiché il tutto non forma che un’unità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Ma tra un anno i piccoli manderanno anch’essi dei tentacoli attorno a loro e forse avrò venticinque nuove piccole piante.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Quante piante avremo? Una sola poiché il tutto rimane unito e collegato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Dopo una decina d’anni potrei così avere circa diecimila pianticelle tutte unite le une alle altre che formano ancora una sola unità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3 style="text-indent: 0cm;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Sezioniamo gli stoloni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Finora nessun problema di filosofia!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Ma ora, qui e là, taglio qualche stolone ma senza separare totalmente la piantagione dalla pianta madre: ho sempre un’unica pianta, l’unità è salvaguardata. Ma se continuo a sezionare i tentacoli sino a separarli tutti e totalmente, mi trovo di fronte a 10.000 piante isolate le une dalle altre, piante che potrei eventualmente spostare e trapiantare altrove.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Dopo aver sezionato tutto, quante piante ho? 10.000 o sempre una sola? Se si riflette bene, non ci lasceremo coinvolgere dalle apparenze e risponderemo: una sola!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;L’ignorante, cioè quello che non mi avrebbe visto piantare la prima pianta-madre e tagliare gli stoloni, negherebbe che si tratta di un’unica pianta poiché con i suoi occhi le vede tutte separate!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Alcune di queste piante che si trovano in un terreno fertile, ben soleggiate, ben irrigate, protette dai venti del Nord, daranno magnifici frutti, saporiti e ben profumati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Al contrario, altre piante che non hanno questa fortuna, che hanno messo radici in un suolo arido, che devono lottare contro le erbacce, che non hanno sole a sufficienza, che sono esposte a tutti i venti, saranno gracili ed i loro frutti piccolissimi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Però tutte le piante sono delle manifestazioni dell’unica pianta madre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Ora consideriamo le piante come individui e diamo loro degli organi dei sensi, una coscienza che permette loro di prendere conoscenza del loro ambiente. Le piante da fragola ben sviluppate, considerando con commiserazione le pianticelle gracili, si crederanno superiori e diranno: ma quelle sono fragole?!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Non sapranno che in ogni singola pianticella, non solo l’essenza della stessa pianta si manifesta, ma che &lt;b&gt;ogni pianta-individuo&lt;/b&gt;, che sia bella o brutta, rigogliosa o striminzita, &lt;b&gt;è la stessa pianta&lt;/b&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3 style="text-indent: 0cm;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Una pianta di fragola &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Qual è il rapporto tra gli esseri umani e le piante da fragola?....................................Siamo tutti nell’errore se ci giudichiamo isolati, separati……………….torniamo alla nostra pianta da fragola cosciente. Ammettiamo che si metta a meditare, cioè a risalire al più profondo del suo essere, trascenderebbe la sua coscienza individuale e giungerebbe al piano di coscienza della pianta-madre unica. Per lei rappresenterebbe una Dea, talmente va oltre il suo individuo. Ora questa pianta madre che ho piantato, non era anch’essa che un individuo generato dalla pianta-madre originale, la prima pianta da fragola del mondo!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Da centinaia di migliaia d’anni, la stessa pianta-madre si riproduce ed essa continuerà a riprodursi nel corso dei secoli che seguiranno. Ciò significa che ogni pianta-individuo è allo stesso tempo senza importanza, poiché può sparire senza intaccare realmente la Pianta-Madre, quasi immortale, e nello stesso tempo racchiude in sé il potenziale della pianta-madre, poiché reimpiantata a sua volta genererà decine di migliaia di piante individuali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Prendere coscienza di tutto questo sarebbe un’esperienza travolgente per la nostra pianticella-individuo. Prenderebbe coscienza che lei è la Pianta-Madre, così come ogni altra pianticella attorno a lei.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;Sentirebbe che ogni particella è molto di più che suo fratello o sua sorella, sentirebbe che ognuna è un’UNITÀ REALE.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h4&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;L’esperienza essenziale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/h4&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 9pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; color: navy;"&gt;È questa infatti, l’esperienza, se non ultima, almeno essenziale………………: andare oltre, trascendere il proprio individuo, il piccolo io, l’ego, percependo l’unità fondamentale con tutti gli esseri umani che vivono sul nostro pianeta attualmente, con tutti quelli che ci hanno vissuto e con tutti coloro che ci vivranno dopo di noi. Allora si considererà il proprio vicino come se stesso, come una parte di se stesso. Ci si sentirà co-responsabili di tutti gli esseri umani presenti, passati e futuri. Non si avrà alcun complesso di inferiorità nei confronti di chicchessia né alcun complesso di superiorità; si vedrà nell’essere umano più miserabile, più che un fratello, la propria immagine, il proprio Essere profondo: è miserabile perché non ha avuto la fortuna di crescere in un suolo favorevole, ma in valore assoluto ha la stessa importanza di qualsiasi altro essere umano. &lt;b&gt;L’umanità è Una&lt;/b&gt;. Al limite, &lt;b&gt;la vita sul pianeta è Una!&lt;/b&gt; Quando gli antichi parlavano della Dea-Madre e l’adoravano, cioè ……………provavano l’amore più profondo concepibile per &lt;st1:personname productid="la Madre Cosmica" st="on"&gt;la  Madre Cosmica&lt;/st1:PersonName&gt; comune a tutti gli esseri umani e a tutta la Vita, si sentivano protetti e portati da Essa. Sentivano che &lt;b&gt;ogni pulsione della loro vita non era che una pulsione della Grande Vita&lt;/b&gt; di cui ognuno di noi non è che un’infima parte. E siccome non erano capaci di concepire qualcosa di astratto, le diedero nomi e forme……………questi nomi e rappresentazioni fungono da tramite e aiutano la mente umana a concentrarsi, a meglio percepire la Realtà, nient’altro. Sono simboli, ma è attraverso e grazie ai simboli che l’umanità può esprimere e concepire le realtà profonde.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-8655300247528831946?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/8655300247528831946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=8655300247528831946' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/8655300247528831946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/8655300247528831946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/04/il-cordone-ombelicale-un-simbolo-sacro.html' title='Il cordone ombelicale: un simbolo sacro di appartenenza?'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-1466804309371523434</id><published>2008-04-15T08:25:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T08:26:03.662-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BAMBINO PODALICO'/><title type='text'>ANALISI DEL BONDING PER IL BAMBINO PODALICO</title><content type='html'>&lt;p class="MsoSubtitle"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext;"&gt;ANALISI DEL BONDING PER IL BAMBINO PODALICO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext;"&gt;Gabriella A. Ferrari&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext;"&gt;, Presidente &lt;st1:personname st="on"&gt;Anep Italia&lt;/st1:PersonName&gt;, direttore della rivista “&lt;i style=""&gt;Educazione Prenatale”&lt;/i&gt;, coordinatore didattico dell’ ISPPE &lt;i style=""&gt;International School of Prenatal and Perinatal Education&lt;/i&gt;, autore de “Dalla Grande Madre al bambino”, “Il bonding dei nove mesi”, “La comunicazione e il dialogo dei nove mesi” (Ed. Mediterranee) &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext;"&gt;Le “levatrici” di un tempo praticavano sull’addome delle gravide, il cui bimbo era in posizione podalica, delle manovre particolari basate su spinte e compressioni, per provocarne il capovolgimento. Anche oggi, previo controllo ecografico preliminare e certamente in condizioni di miglior sicurezza, alcuni medici, pochissimi per quel che mi risulta, e qualche ostetrica, eseguono queste manovre sul feto, attraverso l’addome materno, per &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;riposizionarlo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext;"&gt;Da un punto di vista psicologico non possiamo essere altrettanto sicuri che questo tipo d’intervento sia &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;assolutamente senza danni per il bambino.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext;"&gt;Ammettiamo il caso che la posizione del bambino rifletta la conseguenza di una sua decisione e voglia esprimere un segnale di disagio. Quale risposta riceverà a questo suo preciso messaggio corporeo e come la decodificherà?&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Costringerlo a voltarsi corrisponde ad una&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;negazione, come se gli si dicesse: il tuo segnale non mi interessa, lo cancello, devi fare quello che voglio io, ti volto a testa in giù! In pratica gli stiamo dicendo che il suo problema non esiste, lo neghiamo e, allo stesso tempo, esercitiamo in modo dispotico il nostro potere su di lui.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext;"&gt;In pratica, non solo si invalidano i suoi comportamenti e ci si sostituisce a lui, ma gli si nega anche qualsiasi diritto e possibilità di esprimersi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext;"&gt;E ancora di più, oltre che ad essere un messaggio educativo già molto discutibile in se stesso sul piano della qualità, non potrebbe forse anche incidere negativamente sulla fiducia del figlio nei confronti della protezione materna? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext;"&gt;In effetti si pone seriamente il problema di chiedersi quali conseguenze potrà avere sulla personalità futura del bambino-podalico-per-scelta (e non per impedimento), un simile modello coercitivo in cui, in pratica, gli s’impone, con un intervento esterno alla sua privilegiata relazione con la madre, di mutare le sue scelte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext;"&gt;L’alternativa dell’intervento chirurgico è davvero la soluzione ottimale per il bambino podalico, come sostenuto attualmente dalla stragrande maggioranza dei ginecologi? In effetti, se considerato dal punto di vista del rischio, esso non comporta grossi rischi e, in un certo qual modo, benché esista un effettivo intervento operatorio, però quest’ultimo avviene nel rispetto della scelta del bambino di restare seduto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext;"&gt;Tuttavia, riguardo al cesareo, esistono accertate conseguenze ed effetti nocivi sia per la madre che per il bambino, sui quali è stato già detto e scritto tantissimo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext;"&gt;Dunque quali potrebbero essere le alternative per evitarlo? Come riuscire ad agire nel rispetto del bambino intrauterino, pur tutelando la sua sicurezza e la salute della madre e del&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;figlio? Che fare?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext;"&gt;Fra i tanti metodi alternativi che in questi anni sono stati proposti (agopuntura, moxa, riflessologia plantare, do-in, shiatzu, posizioni corporee etc.) c’è ancora un settore, a mio avviso fondamentale, nel quale andare a cercare un aiuto: la relazione madre-figlio, genitori-figlio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Sono accanto ai genitori da oltre 30 anni e in seguito alla straordinaria esperienza che ho avuto il dono di potere fare con loro, mi sento di affermare che una madre, ove non esistano impedimenti obiettivi alla rotazione del suo bambino, se ha stabilito un buon rapporto di comunicazione affettiva con lui prima della nascita, ha più possibilità di qualsiasi altro di indurlo a voltarsi in posizione cefalica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;In questo lungo lavoro di sperimentazione mi hanno molto aiutato l’approccio con &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;alcuni studi sull’ analisi del bonding presentati del Prof. G. Hidas, del dott. J. Raffaj, del dott. &lt;st1:personname productid="L. Janus e" st="on"&gt;L. Janus e&lt;/st1:PersonName&gt; della dott.ssa C. Imbert, nel corso dei loro seminari di formazione. Grazie a loro&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;ho aperto gli occhi sull’importanza di integrare all’analisi della relazione prenatale molto nuovi dati; così ho potuto anche trasferirli nel mio lavoro con il bambino podalico, ottenendo risultati di gran lunga migliori dal punto di vista delle applicazioni e dei risultati. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Premesso che in particolari condizioni di indispensabilità o di emergenza è ovvio che occorre accettare di attivarsi in modo drastico e risolutivo, non vedo perché non si debba tentare, nel precedente tempo a disposizione, di risolvere la situazione in modo incruento e riservare la cesareizzazione solo ai casi in cui, nonostante il lavoro svolto, il bambino proprio non voglia o non riesca più a voltarsi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Una infinità di gestanti hanno già sperimentato questo metodo, cioè parlare al loro piccolo, insegnandogli il percorso che deve fare per voltarsi a testa in giù… e ci sono riuscite. Tutto dipende dal tipo di relazione e di comunicazione che c’è tra genitori e bambino.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Ho potuto personalmente verificare, nei nostri corsi Anep di preparazione al parto, quanto sia importante cercare di potenziare gli aspetti relativi alla relazione, dando spazi più ampi alle tematiche che possano aiutare la madre a comunicare e dialogare positivamente con il suo bambino. E’ ormai noto che molto del benessere di mamma e bambino durante la gravidanza, dipende dalla qualità della loro relazione ed è risaputo che anche il parto e l’allattamento ne beneficieranno. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;A maggior ragione nel caso specifico di presentazione podalica del bambino, tutto ciò sarà particolarmente utile perchè saranno stati creati i presupposti affinchè possa intervenire la madre stessa per promuovere &lt;st1:personname productid="la rotazione.  Perch￩" st="on"&gt;la rotazione. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Perché&lt;/st1:PersonName&gt; mai non considerare prioritaria &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;quest’ottima opportunità e non intervenire solo successivamente, nel caso di insuccesso, con interventi alternativi che, sia pure a fin di bene,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sono comunque intrusivi nella relazione madre-bambino?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;UN CASO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Fra i tanti ho scelto di riportare un caso capitato proprio nell’ autunno scorso perché lo considero molto significativo. Come vedrete, si è potuto risolvere solo grazie alla qualità della relazione genitori-bambino, alla consuetudine ad una regolare e quotidiana &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;comunicazione nella triade, nel corso della quale si era evidentemente già instaurato un rapporto di fiducia e alla collaborazione del padre. Il suo ruolo è fondamentale. Raffaj sostiene che “&lt;i style=""&gt;…quande il padre è autorevole, il feto ubbidisce più a lui che alla madre”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Quando Ilaria si è iscritta al corso era nella 30a settimana di gestazione e la sua bambina, &lt;st1:personname st="on"&gt;France&lt;/st1:PersonName&gt;sca, non si era ancora girata. Nessun problema: fino alla 32°/34a settimana non è il caso di pressarsi per iniziare alcun tipo di lavoro finalizzato a provocare la rotazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Ilaria aveva precedentemente avuto altri due bambini, maschi, nati in casa. Non poteva neppure concepire che si potesse partorire in ospedale, del quale era terrorizzata &lt;i style=""&gt;“…a causa di alcune mie recenti infelici vicende famigliari” &lt;/i&gt;. Inoltre diceva di volere fare nascere in casa questo suo terzo figlio perché desiderava avesse la medesima nascita degli altri due. E’ comprensibile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Però era così pressante il suo desiderio di potere risolvere al più presto la situazione che, per accontentarla, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;acconsentii ad iniziare con lei un lavoro preliminare dialogico, almeno per capire se c’erano le premesse perché &lt;st1:personname st="on"&gt;France&lt;/st1:PersonName&gt;sca potesse avere assunto quella precisa posizione di podice&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;in reazione ad un messaggio ricevuto. La data segnata in cartella mi indica che quando ci siamo incontrate in studio era alla fine della 32a settimana di gestazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Invece nel corso dell’analisi del bonding emerse, come spesso capita, un terzo elemento nuovo: Ilaria era tanto impaurita al pensiero di &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;dovere eventualmente partorire in ospedale perché l’ostetrica alla quale si era appoggiata per i due parti precedenti si era trasferita in un’ altra città e non era ancora riuscita a reperire una figura alternativa specializzata per il parto in casa. Addirittura, le si era presentata in sogno l’ immagine della sua bambina, tutta insanguinata, estratta violentemente per i piedi dal suo addome. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Quindi la prima cosa da fare era trovare un’ostetrica nella quale Ilaria sentisse di potere riporre la propria fiducia. Le diedi l’indirizzo del gruppo di ostetriche di Futura di Parma, specializzate in parti a domicilio, si trovò bene e si tranquillizzò. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Dopo la 34a settimana, e in seguito ad un lavoro fatto insieme, &lt;st1:personname st="on"&gt;France&lt;/st1:PersonName&gt;sca si voltò cefalica. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Ilaria, una volta trovata l’ostetrica giusta per lei, continuò serenamente a seguire con molta partecipazione e interesse tutto il corso Anep, insieme al marito, fino alla data presunta del parto. Continuò a comunicare molto con la sua bambina, vivacissima, che interagiva benissimo sia con lei che con il papà. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Scade la data presunta per il parto. Contemporaneamente alla comunicazione della data in cui avrebbe dovuto recarsi in ospedale (ma solo per fare l’ultimo tracciato e le ultime analisi) notai che Ilaria era inspiegabilmente entrata in un anomalo stato di ansia. Le chiesi come mai era così agitata e mi rispose che era molto eccitata e felice per l’imminente nascita di &lt;st1:personname st="on"&gt;France&lt;/st1:PersonName&gt;sca, l’unica femmina, ma anche preoccupata per la gestione degli altri due figli sia in quel periodo che in quello successivo al parto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;In realtà, parlando più approfonditamente con lei, emerse nuovamente la paura di partorire in ospedale. Era infatti intervenuto un elemento nuovo: questa volta temeva capitasse anche a lei ciò che era appena successo ad una sua amica di infanzia, residente all’estero, alla quale era molto legata, che aveva partorito pochi giorni prima mediante cesareo. Al telefono le aveva anche raccontato dettagliatamente come si erano svolti i fatti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Quando Ilaria entrò in ospedale la sua ansia e il suo rifiuto per il contesto ospedaliero, salirono a mille, come mi disse poi. Mentre attendeva di fare il tracciato, sentì chiaramente che &lt;st1:personname st="on"&gt;France&lt;/st1:PersonName&gt;sca si stava girando e si metteva per la seconda volta di nuovo seduta, come poi dimostrato dall’ecografia. L’interpretazione del messaggio somatico della bambina mi parve &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;molto chiaro: &lt;i style=""&gt;“Non voglio uscire.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Non voglio nascere qui “.&lt;/i&gt; Disperazione di Ilaria. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Ci incontrammo e iniziammo un lavoro insieme in cui parlammo alla piccola, rassicurandola, accarezzandola a lungo e dicendole che a lei non succederà mai di nascere in ospedale. Poi le indicammo più volte, sempre parlandole con dolcezza, il percorso di rotazione invitandola a girarsi nuovamente a testa in giù. Quella stessa sera la madre ripetè a casa il lavoro fatto in studio con me e &lt;st1:personname st="on"&gt;France&lt;/st1:PersonName&gt;sca, senza farsi neanche troppo pregare, si voltò. Mi telefonò molto tardi nella stessa serata per dirmelo.Visita di controllo e gioia di Ilaria. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Però nell’incontro successivo, quello che segnava la fine del corso, la vidi&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ancora stanca e tesa: riferì al gruppo che il suo ritmo di vita era sempre più frenetico e affermò che avrebbe voluto più tempo per sé ma non riusciva a ricavarselo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Di lì a poco Ilaria tornò in ospedale per ritirare le analisi e c’era una lunga fila di persone che attendevano il loro turno: si sedette e nel corso della lunga attesa fu di nuovo colta dal ben noto senso di rifiuto e dall’agitazione. Ad un certo punto, mentre aspettava, Ilaria &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;si accorse che la piccola stava facendo gli stessi movimenti che la volta precedente l’avevano portata in posizione podalica. Panico. Riferì poi che le venne da piangere e una gran rabbia.. Ecografia: la bambina era nuovamente podalica, per la terza volta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Ilaria mi telefonò, voleva incontrarmi ma non riuscimmo a metterci d’accordo sui tempi. Le dissi di provare, nel frattempo, a fare da sola il lavoro che già ben conosceva per voltare &lt;st1:personname st="on"&gt;France&lt;/st1:PersonName&gt;sca. Passarono alcuni giorni. &lt;st1:personname st="on"&gt;France&lt;/st1:PersonName&gt;sca continuava a restare podalica. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Ilaria tornò da me in studio assieme al marito: questa volta era proprio disperata e, per giunta, era sfinita. La prospettiva del cesareo la avviliva e la terrorizzava allo stesso tempo. Inoltre diceva che gli altri due bambini la facevano arrabbiare e aggiunse “&lt;i style=""&gt;non li sopporto più&lt;/i&gt;”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Incominciammo a parlare con la bambina, accarezzandola e coccolandola. Le fu promesso che mai più, proprio mai più, la sua mamma sarebbe andata in ospedale. Le spiegammo che perché ciò non avvenisse era però necessario che lei si voltasse a testa in giù. Le mostrammo nuovamente il percorso di rotazione: niente, neanche un movimento. Era sveglia ma immobile. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;A questo punto presi la decisione di fare concretamente intervenire il suo papà. In molti altri casi era stato risolutivo. Infatti, alla fine fu proprio lui, emozionantissimo, &lt;st1:personname productid="a convincere Francesca" st="on"&gt;a convincere &lt;st1:personname st="on"&gt;France&lt;/st1:PersonName&gt;sca&lt;/st1:PersonName&gt; a voltarsi…per la terza volta. Nuova visita e conferma. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Dopo quanto era successo non si poteva più rischiare che la bambina si girasse ancora a causa dei messaggi carichi di stress che le comunicava &lt;st1:personname productid="la madre. Quindi" st="on"&gt;la madre. Quindi&lt;/st1:PersonName&gt; fu deciso che Ilaria, avendo sopratutto bisogno di stare tranquilla e serena in quegli ultimi giorni prima del parto e, soprattutto, di stare in contatto con la sua bimba senza esserne continuamente distratta dalle incombenze famigliari, sarebbe andata insieme al marito e ai figli, a trascorrere un lungo fine settimana presso la madre che abita in collina a pochi chilometri dalla città, in modo da potere riposare, essere molto più tranquilla e in contatto con la natura, mentre il marito e la madre di lei l’avrebbero sollevata da tutto il resto. Partirono venerdi mattina e tornarono domenica sera. Ilaria si riposò Mi telefonò e mi disse di avere camminato a lungo nei campi e di essersi sentita molto serena e in pace. Mi disse di avere anche telefonato un paio di volte alla sua ostetrica e che ogni volta che parlava con lei si sentiva più sicura. Lunedì mattina verso le 4,30 sono incominciate le contrazioni e verso mezzogiorno &lt;st1:personname st="on"&gt;France&lt;/st1:PersonName&gt;sca è nata in casa: come voleva lei, come volevano tutti in quella famiglia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Non credo siano necessari commenti. Solo tre domande: che tipo di parto avrebbe presumibilmente avuto Ilaria se non avesse comunicato così tanto con la sua piccola nel periodo precedente al parto e non avesse avuto fiducia nella propria capacità di interagire con lei? Come sarebbero andate le cose se ogni volta non si fossero presi in considerazione, con pazienza e disponibilità, i possibili vissuti della bambina? Se non ci fosse stata fiducia nella sua capacità di comprensione e nelle sue risorse?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;IL LAVORO CON IL BAMBINO PODALICO MEDIANTE ANALISI DEL BONDING&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Esistono diverse teorie psicosomatiche a proposito della posizione di presentazione del feto, è però opportuno ricordare che per il momento non esistono, su questo argomento, studi che possiedano&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;parametri di rigorosità scientifica. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Nemmeno i miei possiedono questi requisiti: è difficilissimo raccogliere dati in questo settore, che rappresenta una minoranza nella casistica delle gravidanze che seguo e delle gravidanze in generale. Senza l’appoggio di un centro di ricerca collegato ad un Ospedale, occorrerebbero anni per reperire un numero sufficientemente significativo di casi, catalogarli in base a criteri tutti da decidere e sottoporli a verifiche di confronto in base a protocolli che possiedano requisiti accettabili dal punto di vista scientifico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Quindi anche quanto ho potuto osservare nella mia esperienza non è, per il momento, esattamente quantificabile in termini numerici: tuttavia nel corso degli ultimi 20 anni la media annuale dei casi di bambini podalici da me trattati personalmente, cioè tramite colloqui con i genitori nel mio studio, varia da 6 agli 8, con una media variabile tra i 3 e i 5 incontri per ciascun caso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Poi esistono quelli, molto più numerosi ( da &lt;st1:metricconverter productid="1 a" st="on"&gt;1 a&lt;/st1:metricconverter&gt; 3 bambini al mese) che tratto personalmente ma prevalentemente a distanza: di solito uno o più incontri preliminari a tu per tu e in seguito lunghissimi, interminabili colloqui telefonici, spesso integrati da E-mail. Sembra buffo ma possono essere utili anche le Email, soprattutto per l’invio veloce di documentazione medica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Esistono però anche le situazioni opposte: le mamme prima mi scrivono, poi ci sentiamo al telefono e iniziamo un lavoro insieme via cavo e, infine da ultimo ci incontriamo. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Dipende spesso dalle obiettive distanze che ci separano. Ci sono genitori che risiedono in Italia ed altri che abitano all’estero: per questi ultimi è spesso difficoltoso spostarsi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Alla base di questo lavoro e in fase preliminare, sia che sia condotto in studio che via cavo, diagnosi e referti medici più un’immagine ecografia recente sono indispensabili. E’ importante verificare che non esistano ostacoli obiettivi, impedimenti alla rotazione troppo evidenti o situazioni che comunque impedirebbero la nascita per via vaginale e renderebbero inutile il lavoro : un cordone ombelicale molto corto o avvolto attorno al collo, un malposizionamento della placenta, scarsità di liquido amniotico, mancanza di spazio, posizione a gambe estese, fibromi etc.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;La qualità dell’attenzione che si deve prestare al telefono comporta sicuramente un grandissimo dispendio di energia. Il lavoro e molto più faticoso e comporta un così prolungato e continuativamente intenso uso dell’ascolto attivo emotivo che sovente, già dopo soltanto 45/50 minuti ci si può sentire sfiniti: un conto è interagire con una persona che è di fronte a noi, la cui mimica facciale e il cui atteggiamento posturale ci inviano messaggi che possiamo vedere e interpretare, e un conto è affidarci solamente alle sue parole, alle diverse impostazioni del tono della sua voce.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;I risultati rispetto a queste due diverse modalità di lavoro? Sono i medesimi, sia che i casi siano da me trattati nel corso di incontri privati, sia che siano basati su un lavoro prevalentemente a distanza. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;In entrambi i casi, in media 8 bambini su 10 si voltano. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Cio’ avviene esclusivamente tramite un lavoro con i genitori che generalmente è impostato secondo questa sequenza: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;1) un’ accurata analisi preliminare del bonding genitori – bambino mediante dialogo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;2) L’ individuazione del possibile messaggio ricevuto dal bambino attraverso la madre, il padre o entrambi i genitori, ma anche provenienti da situazioni e circostanze esterne. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;3) La verifica della corrispondenza tra il messaggio inviato e la possibile interpretazione che può averne data il bambino, mediante l’ osservazione della sua posizione somatica e &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;delle sue reazioni a stimoli specifici. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;4) Un lavoro con i genitori finalizzato a modificare il loro sentire relativamente al messaggio inviato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;5) La rimessa a punto della relazione con il bambino mediante la trasmissione di un messaggio diverso atto ad indurre il bambino a riprogammarsi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;6) Un lavoro con il bambino in cui il genitore lo invita a girarsi e gli insegna il percorso di rotazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;La figura paterna ha un’enorme importanza in questo lavoro. I miei incontri per voltare il bambino podalico sono sempre rivolti alla coppia perché quando il padre non è favorevole al parto naturale, tutto il lavoro&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;che si può fare con la compagna e il bambino risulta vano, soprattutto se si tratta di una coppia molto unita. La divergenza di opinione non è sempre subito palese, anzi. Il più delle volte il padre fa di tutto per non metterla allo scoperto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Nel caso di gravide con già in corso una terapia psicologica o che palesemente necessitano di questo tipo di sostegno, mi avvalgo della consulenza di una Psicologa Prenatale che collabora già da tempo nei nostri corsi di Educazione Prenatale e che è molto disponibile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Come altri che stanno lavorando in questo settore specifico della gestazione, sono consapevole del fatto che quanto ho fatto e sto facendo non può essere considerato che una traccia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Tuttavia nel corso di questi ultimi 5/6 anni ho potuto incominciare a individuare le esperienze in linea di massima abbastanza simili tra loro e le ho raggruppate, catalogandole ed infine&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;assegnandole a 4 settori diversi a partire da 4 diverse posizioni somatiche del bambino. Mi rendo conto che tutto ciò potrebbe sembrare riduttivo ma è tutto quello che sono riuscita a fare. Sicuramente, dedicandovisi in ambiente più adatto, come ad esempio un reparto ospedaliero con una equipe preposta a questo tipo di ricerca,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;si potrebbe fare di gran lunga molto di più, recuperando conoscenze e dati preziosi allo scopo di potere intervenire di routine con l’analisi del bonding nei casi di presentazione podalica e limitare la cesareizzazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;TRACCIA PER IL LAVORO CON IL BAMBINO PODALICO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Il materiale sarebbe tantissimo ma in questo specifico contesto riporterò, qui di seguito, soltanto un abstract relativo allo schema di lavoro in cui attualmente mi sto muovendo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;1) &lt;i style=""&gt;Posizione podalica completa o di natiche&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;A)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; Prototipi di messaggi materni inviati al bambino: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“Non mi lasciare. Non te ne andare.”, “Ti prego, non ti muovere,!“, “Stai qui fermo e buono: stai seduto”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Si può osservare come le madri che hanno paura di perdere il bambino, mentre stanno sedute e parlano, spesso istintivamente stringano le gambe, si chinino in avanti e assumano una posizione raccolta in cui sembrano trattenere il bambino, talvolta abbracciandosi anche l’addome.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Possibili cause:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- Minaccia di aborto all’inizio della gravidanza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- Precedente/i perdita/e di un bambino&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- Storie famigliari di aborti spontanei&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- La motivazione che sta dietro al desiderio di maternità: quale altra grave perdita per lei comporterebbe la perdita del bambino? Che valenza ha il figlio per questa donna?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;B)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; Prototipi di messaggi materni inviati al bambino:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“ Ho paura che anche tu nascerai con cesareo”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“ Ho paura del cesareo”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“ Ho paura dell’ ospedale”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Possibili cause:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- La gestante è nata con parto cesareo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- Esiste una storia famigliare di nascite con cesareo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- Esiste una cattiva esperienza personale o famigliare con la struttura ospedaliera&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;C)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; Prototipi di messaggi materni inviati al bambino:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“ Voglio avere lo stesso parto di…”,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;“ Voglio che tu nasca con parto cesareo per non fare arrabbiare il papà. Resta così”, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“ Non voglio un parto naturale perché mi farà soffrire: resta seduto ”,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;“ Il parto naturale mi fa paura: stai seduto “ &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;“ Non riuscirò a partorire naturalmente&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;“&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;etc.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Possibili cause:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- Messaggi trasmessi dalla famiglia di origine &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- Veto manifestato o inconscio del proprio compagno nei confronti&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;del parto fisiologico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- Paura conscia o inconscia nei confronti del parto fisiologico (paure legate al dolore, ad una presunta deformazione permanente della vagina, alla constatazione di una presunta propria&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;incapacità di gestire la situazione, paure proiettate da altri mediante verbalizzazioni o&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;resoconti di parti, letture etc. )&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;-&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Sensi di inadeguatezza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;La maggiore responsabile delle situazioni legate alla paura del parto&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;è sovente causata dalla mancanza di una corretta informazione sulle dinamiche del travaglio, del parto, sulle possibilità di autogestione, sulla funzione del dolore etc. Un’ altra causa: l’innaturale&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;mancanza di contatto e familiarizzazione con il personale ospedaliero e la struttura che i henitori hanno scelto per partorire.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;2) &lt;i style=""&gt;Posizione podalica completa con la schiena rivolta alla madre&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Riguardo a questa posizione ho sino ad ora individuato due possibilità opposte di interpretazione relativamente ai vissuti del bambino: rifiuto della madre o avvicinamento alla madre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;A)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; &lt;b style=""&gt;RIFIUTO&lt;/b&gt;: il bambino che si fissa in questa posizione è, di solito, un bambino arrabbiato. Da notare che è la persistenza degli atteggiamenti materni nei suoi confronti che lo induce, protraendosi la situazione, ad assumere a sua volta una posizione reattiva nei confronti della madre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Prototipi di messaggi materni inviati al bambino:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“ Mi stai invadendo”,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“&lt;i style=""&gt;Mi stai sconvolgendo la vita”,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;”Ecco il mio primo bimbo che ritorna”, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“Speriamo che sia un maschietto”, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“Che delusione: è una bambina”, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“Speriamo che non&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sia come…(citazione di&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;persona notoriamente poco dotata)” etc.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Possibili cause:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- La madre ha rifiutato gravemente il bambino: ha cercato, consapevolmente o non, di abortirlo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;-&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;La madre rifiuta il bambino: la gravidanza potrebbe non essere arrivata al momento giusto per la sua mamma che si sente impreparata o invasa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- La madre non riconosce l’identità del bambino: potrebbe avere perso un figlio precedentemente e identificare questo bambino con l’altro chiamandolo, dentro di sé,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;magari anche con lo stesso nome&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;-&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Potrebbero esserci aspettative diverse &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;rispetto al sesso reale del figlio &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- Delusione per il sesso del bambino. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- La madre è svalutativa nei confronti del bambino e dubita delle sue risorse&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- La madre è, collerica, litigiosa e alza la voce&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;- La madre è noncurante: non tiene in alcun conto i segnali di insofferenza e agitazione del bambino e persiste sistematicamente a proporgli le stesse esperienze che lo infastidiscono. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;B) &lt;b style=""&gt;AVVICINAMENTO&lt;/b&gt;: a volte questa posizione mi ha invece indicato una situazione di paura del bambino ad uscire; il bambino parrebbe allontanarsi dal canale del parto e rifugiarsi il più possibile vicino alla madre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Cosa ha impaurito o impaurisce la madre dall’esterno ? Si scopre, sempre mediante il dialogo con i genitori, che si tratta spesso di madri che propongono ambienti esterni sgraditi al bambino. In questi casi è possibile che il bambino assuma anche la posizione seduta con la schiena rivolta all’esterno (vd. pgf. 3) &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Anche una caduta improvvisa della madre può provocare questa reazione momentanea del bambino: l’ho riscontrato in 4 casi. Sono pochi, ma è anche vero che sono stati gli unici quattro che mi sono capitati in cui una gravida è scivolata a terra e tutti e quattro questi bambini avevano la schiena voltata verso &lt;st1:personname productid="la madre. Coincidenza" st="on"&gt;la madre. Coincidenza&lt;/st1:PersonName&gt;? Forse. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Ritengo possibile che anche delle madri impaurite, magari perché sono state fisicamente aggredite, teoricamente potrebbero avere un bambino che si sistema in questa posizione di avvicinamento alla madre: ma è solo un’ipotesi, perché non ho casi a sostegno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;3) Posizione podalica completa con la schiena rivolta all’esterno&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Alcuni bambini restano seduti e rivolgono sempre o spesso la schiena all’esterno a causa di sfavorevoli circostanze esterne o persone che quotidianamente accostano la madre e le sono sgradite al punto da metterla in stato di stress.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Difficilmente questa posizione di schiena viene mantenuta a lungo. Individuando le fonti di disturbo e intervenendo sull’ambiente esterno, il bambino cambia la posizione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;4) Posizione in culla dopo la 32/34 settimana&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;La posizione in culla è caratteristica dei bambini che sono emotivamente molto collegati alla madre e sono intenti ad assorbirne tutte le emozioni, le direttive psichiche, le variazioni di umore. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Si tratta di madri che vivono una intensa relazione affettiva ed emozionale con il loro bambino ma che sono in preda ad una forte emozione, generalmente riferita al parto. Direi che questa situazione rappresenta l’amplificazione delle situazioni descritte al punto A) e B) del paragrafo 1) &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;La variabile rispetto ai vissuti interni della madre riferiti al paragrafo 1) è che nelle primipare ( e soltanto in quelle)&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ho riscontrato una marcata tendenza a desiderare intensamente di potere instaurare un rapporto molto esclusivo con il figlio. Alcune lo dicono apertamente e sovente programmano sin da ora&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;di non avere altri figli dopo questo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Come si può vedere, la varietà dei casi è tale e le colorazioni e sfumature emozionali di ciascuno così sottili e vicine alle radici profonde della persona e dei copioni parentali trasmessi che, pur tenendo conto della traccia rappresentata da questo schema di base, quest’ultimo è da considerarsi puramente orientativo.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Nell’analisi del bonding bisogna essere sempre pronti e aperti a cambiare direzione perché spesso coesistono nella madre più messaggi e solo il più insistente e il più intenso dal punto di vista emotivo, risulta poi quello che il bambino ha portato su di sé. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;A volte sembra di avere trovato il bandolo della matassa ma, nel contatto con il bambino, alla fin fine è la sua stessa risposta che ci fa comprendere se quella è la direzione giusta o quella sbagliata. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 9pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;UNA NUOVA SCOPERTA E UNA SPERANZA&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 9pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;: &lt;b style=""&gt;POTREBBE ESSERCI UN COLLEGAMENTO TRA NEURONI SPECCHIO E COMUNICAZIONE EMPATICA&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;TRA MADRE E BAMBINO IN GRAVIDANZA?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Ogni messaggio materno ricollegabile al bambino, sia che nella gestante si esprima consciamente o inconsciamente, è collegato ad un’immagine mentale colorata da un’emozione: potrebbero essere questi due ultimi elementi quelli che il bambino riceve ed ai quali reagisce introiettandoli dentro di sè e somatizzandoli? Come mai il bambino, che è continuamente sintonizzato sulle emozioni materne, ubbidisce ad un più o meno cosciente ordine o desiderio della madre (o del padre, quando il padre è forte)? Come mai si adegua e assume la posizione corporea che esprime e soddisfa il profondo desiderio materno (o paterno ) ?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Si parla spesso di “comunicazione empatica” tra madre e bambino in gestazione. In realtà questa definizione è sempre stata data a priori, nell’osservazione dei risultati sperimentali ma non ha mai realmente poggiato su basi scientifiche.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Recentemente, però, gli studi sui neuroni specchio hanno dimostrato che siamo neuronalmente programmati perchè esista una comunicazione empatica tra gli umani e che tali neuroni sono soprattutto collegati all’udito ed anche alla visione. Essi sono in grado, nel momento in cui due soggetti l’uno di fronte all’altro si guardano ed uno dei due, per esempio, inizia a compiere un’azione, di promuovere nell’altro l’attivazione dei suoi neuroni specchio, in modo tale da promuovere in questo secondo soggetto la capacità di entrare in empatia con il primo e quindi non solo di prevedere quello che sarà il prosieguo dell’azione ma anche di imitare ciò che egli sta facendo.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;I due entrano a tal punto in empatia che nel secondo soggetto si producono le medesime modificazioni somatiche che caratterizzano l’azione che sta compiendo e che compirà il primo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Anche una visione interna materna, cioè un’immagine mentale caricata da un’emozione e collegata ad un’ intenzione (che caricata sul bambino potrebbe venire ricevuta come un’ingiunzione) - per esempio: bambino podalico che deve restare seduto, fermo in questa posizione perché la madre ha paura del parto naturale e desidera fare il cesareo oppure ha paura di perderlo etc. - se viene&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;portata sul bambino, cioè il secondo soggetto, riproduce una situazione analoga alla precedente… ma internalizzata. Infatti chi ci dice che questa visione interiore non induca nel corpo materno il movimento delle fibre nervose e delle fasce muscolari collegate all’azione dello stare seduti, che appare nella sua immagine interna riferita al proprio bambino (posizione corporea raccolta = contrazione dei muscoli e delle fibre nervose delle gambe, della schiena, del collo, delle braccia etc.) e che tutto ciò non attivi i neuroni specchio del feto e, conseguentemente, si contraggano &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;le medesime fibre nervose e fasce muscolari in modo tale da indurre in lui, relativamente alla madre, quel processo di imitazione empatica caratteristico dell’azione dei neuroni specchio? Quanto ho detto per la posizione di podice è altrettanto valido ove sia riferito a un’ immagine internalizzata dalla madre che invece descriva l’azione del bambino di voltarsi dalla posizione seduta a quella capovolta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Se questa ipotesi fosse vera, allora ciò proverebbe incontestabilmente che tra madre e bambino intrauterino esiste un’empatia programmata a livelli neuronali in grado di indurre delle modificazioni comportamentali nel feto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Ipotesi esaltante e con molti presupposti perché mediante ulteriori ricerche possa essere scientificamente convalidata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Del resto, visto che recentemente la Biologia ha dimostrato che il pensiero e gli stimoli ambientali sono in grado di modificare il programma genetico, e conseguentemente la vita di una persona, non si vede perché le Neuroscienze non potrebbero prendere in considerazione l’ipotesi di estendere ed ampliare la ricerca relativa alle&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;possibilità da parte del pensiero dell’essere umano di influire sul comportamento altrui, avviando anche una ricerca sull’influenza delle internalizzazioni e trasmissioni psichiche materne per l’induzione di posizioni somatiche fetali. Parrebbe logico. Speriamo che in un futuro non troppo lontano possano arrivare delle conferme. La posta in gioco è molto alta: i bambini sono il nostro futuro!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="DE"&gt;Bibliografia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="DE"&gt;Nabelschnur der Seele – G.Hidas, J. Raffaj ; Ed. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="FR"&gt;Psychosozial – Budapest 2006&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;" lang="FR"&gt;Un seul etre vous manque – C. Imbert ; Ed. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Visualization Holistique – Paris 2004&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;So quel che fai – &lt;st1:personname productid="G. Rizzolatti" st="on"&gt;G. Rizzolatti&lt;/st1:PersonName&gt;, C. Sinigaglia ; Ed. Cortina Raffaello&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;La Biologia delle credenze – B. Lipton ; Ed. Macro Edizioni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoSubtitle"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: windowtext; font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-1466804309371523434?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/1466804309371523434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=1466804309371523434' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/1466804309371523434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/1466804309371523434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/04/analisi-del-bonding-per-il-bambino.html' title='ANALISI DEL BONDING PER IL BAMBINO PODALICO'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-8789719910579353551</id><published>2008-04-15T02:24:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T02:34:52.701-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GRAVIDANZA E PARTO'/><title type='text'>''Nascita dolce: fa' la scelta giusta''. Tavola rotonda a favore dell’ecologia della nascita</title><content type='html'>Sabato 12 aprile, presso la Fiera Fa’ la Cosa Giusta!&lt;br /&gt;&lt;p class="occhstampa"&gt; Fieramilanocity, Sala Incontri, ore 17,00 - 18,30.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;10/04/08 - In occasione della fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili “Fa’ la Cosa Giusta!”, il 12 aprile, presso la Sala Incontri di Fieramilanocity, dalle 17.00 alle 18.30, si terrà una tavola rotonda dedicata ad un tema dal sapore apparentemente retrò: la riscoperta della nascita naturale in condizioni di tutela e rispetto della fisiologia del bambino e della mamma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tavola rotonda, organizzata dalla Casa Maternità milanese La Via Lattea, dall'Associazione di ostetriche La Luna Nuova di Milano, dall’Associazione Nazionale Culturale Ostetriche Parto a Domicilio e Case Maternità e dall’Associazione Parto Naturale, ospiterà una serie di interventi “fuori dal coro” focalizzati sull’importanza di garantire alle famiglie la fruibilità e l’accesso a informazioni corrette e integrali, per consentire una scelta libera e consapevole nell’accoglimento di una nuova vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli interventi sono volti a chiarire dubbi e fornire informazioni riguardanti gli approcci più rispettosi nei confronti della fisiologia e delle emozioni correlate al periodo che va dalla gestazione al puerperio. Gli argomenti saranno affrontati attraverso il parere di esperti e medici, come il pediatra e neonatologo Dottor Francesco Morandi, e il ginecologo dell’Ospedale Vittore Buzzi di Milano e animatore da molti anni del dibattito attorno alla nascita naturale, il Dottor Giuseppe Battagliarin. Interventi autorevoli per aiutare a comprendere come la scelta, spesso controcorrente, di ricercare un approccio de-medicalizzato al momento della nascita, sia quella più sicura dal punto di vista scientifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo gli interventi dal fronte medico, la parola passerà alle rappresentanti della professione ostetrica che da molti anni si battono per tutelare la fisiologia materna e puerperale. Non mancheranno inoltre testimonianze di mamme che hanno già abbracciato la strada della naturalità e che cercheranno, con la loro esperienza, di dare un’idea concreta di ciò che significa avere la possibilità di scegliere come vivere la propria maternità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio il raggiungimento di questa consapevolezza porta alla riscoperta di una scelta di nascita rispettosa dell’intimità, dei tempi personali e dei bisogni emotivi della mamma e del bebè. Questa scelta, se guidata e supportata dalla conoscenza di alternative, può condurre alla ricerca di luoghi per il parto diversi dall’ospedale, come la propria casa o la casa maternità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La venuta al mondo di un bebé è un momento cardine nella costruzione di un equilibrio armonico nella compagine psico-fisica del nascituro e della nuova famiglia. E’ un investimento sul futuro della nostra società: dunque anche l’arrivo di una nuova vita dovrebbe rientrare nella gamma di scelte consapevoli di chi è sensibile ai temi della vita sostenibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’altro canto è auspicabile che si diffonda tra i singoli cittadini la coscienza del diritto alla valorizzazione del rapporto tra madre e ostetrica, al rispetto reale della partoriente e del bambino, e infine al definitivo riconoscimento del rimborso al parto domiciliare, richieste da veicolare alle Istituzioni, partendo dal SSN, ma coinvolgendo anche il Comune, Provincia e Regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-8789719910579353551?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/8789719910579353551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=8789719910579353551' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/8789719910579353551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/8789719910579353551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/04/nascita-dolce-fa-la-scelta-giusta.html' title='&apos;&apos;Nascita dolce: fa&apos; la scelta giusta&apos;&apos;. Tavola rotonda a favore dell’ecologia della nascita'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-986869881862640360</id><published>2008-04-15T02:15:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T02:16:32.525-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EDUCAZIONE PRENATALE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PADRE'/><title type='text'>The prenatal father</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;st1:personname productid="Helga Blazy" st="on"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Helga Blazy&lt;/span&gt;&lt;/st1:PersonName&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;The prenatal father&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;" lang="EN-GB"&gt;Paper given at the International Conference ISPPM, Budapest 19-22 Sept. 2002&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h1&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; text-decoration: none;" lang="EN-GB"&gt;The Importance of Prenatal Psychic Space for the Individual and Society&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;We are thinking about spaces and barriers here. After many years of intensive research in intrauterine mother-child-relations and important aspects shown the prenatal father´s part was rather neglected. I already brought together Raffai´s research about the intrauterine mother representative and Krymko-Bleton´s findings of an analogous syndrome of ´dead mother´ in the father´ s experience. This or another barrier often separates the father´ s realm from that of his child. With the variety of new and exciting results of pre- and perinatal research our understanding of schizophrenia is changing; the roots of psychic or psychosomatic problems are seen in early misunderstandings and relational problems of mother and child or in direct wishes for abortion by the mother. The thought of the father always goes astray and lost. Father does not seem relevant for intrauterine development or only tolerated as a “care cell” or an appendix to mother. He seems to remain in the tinyness of the semen towards the powerful egg of bi-unity. However, these tiny sperms are able to overcome the immune barrier of the huge unknown body and can overcome there in more than 24 hours and live in disguise until ovulation. Then they are moved by humidity or vibration of the egg. The child to be can as well overcome in disguise when nestling in the uterus. His disguise might be the female sex which all intrauterine children have during their first two months of life. New researches give proof that cells of the child can live within the mother´s organism even for years and can repair blessed organs or lead to destructions. Maybe this enlarges the results of Acevedo (1990). Thus the embryonic cells found in cancer might not be new own formations but embryonic cells of the child. Anyway, we have to learn that the immune barrier is more penetrable than we thought, thus the space of relations may enlarge. This realm of biological effectiveness of sperms and child belongs for as rather to medicine.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;The early relation of father and child is much more immediate in Eastern societies. A Temiar father in Malaysia leaves a bit of his clothing with his unborn or his small child when he has to leave him for some time as the souls of his child need his protection . During the last months of pregnancy he is requested to stay near to his child.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;The psychological realm to me is connected with the important findings of the Finnish researchers Huttunen and Nykanen, 1978 who found out that the absence of father during the prenatal time more often is followed by psychotic illness of the child than his postnatal absence. This leads to the psychoanalytic findings without a barrier.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Since Freud and later on with Lacan the father is found in the oedipal triangle as the important figure and in psychosis as well by his absence. After Melanie Klein put the oedipal problem back in time to the preoedipal stage Grunberger pondered that probably it might even belong to a prenatal stage of which we see the results only later in life. It might be possible.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;How does the father look like in psychoanalytic thought? Winnicott (1959) states:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;The most important role of father is to make something human within mother, to take away from her the element which otherwise becomes magic, remains too powerful and destroys the qualities of motherhood.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;To understand how universal this image is I give a hint to the reality of Indonesian societies. They regard mother and child during pregnancy and birth as bound to the realm of heat and wilderness, as well to the realm of the ancestors and death. By rites and abstinence from father´s side they can be moved to coolness and social life.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;The child analyst Stork recalls the absent father and describes the psychopathology resulting from that:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;By his absence, his extinction father has the most fundamental role in psychosis. The child lacks the symbolic function of father completely so that he becomes stuck in the symbiotic unity with mother. He cannot recall father (Lacan says: the law or phallus of father) and only can define himself via a dual relation to the other in which any distance is annihilated&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt; (1974:261).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Thus, if the father image is absent the destiny of the incestuous wish will be psychosis – the end of human being and the end of society, so says Mendel&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;(1969:50).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Serge Lebovici and Rosine Crémieux regard the father of procreation much discriminated from the father of phallus and symbol. The child will never directly understand the mother´s impregnation by the procreating natural father. While the phallic father exists in all psychic organizations he does not in psychosis, here he collapses and the child is confronted with the procreation father, the phantom of his origins. Except of these cases of ´depravity´ (Lacan) in the psychological and psychopathological realm father belongs to the values of symbolization and word (1974:220). This idea might mean that in psychosis father is like mother and in never ending coitus with her represents the hot and wild element like the child does with his mother. Break down and deprivation result from his standing out of the order of the generations. Later on we shall see how Bion locates the danger of pre- and postnatal thinking coming together.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Here as well I comment the sayings with thoughts of an Eastern society. The Iban on Borneo want a pregnant woman when she feels sure of pregnancy to tell about to the father of the child. If not she might be punished if someone falls ill in her village. If the child dies in her without announcment to his father, he will become a ´lost child´ as he does not know his father´ s identity. His soul must go astray, disturb strangers and ask every man if he might be his father. This task of the foetal soul to ask everybody makes us think about an illegitimate procreation. So we are again in the oedipal triangle.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;In Europe since the 17&lt;sup&gt;th&lt;/sup&gt; century the social and historical space of intrauterine development and relation presented a realm to the grandfather of the intrauterine child which since then became medically more and more important. A book from 2002 titled “History of the unborn”&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;deals with the history of experience and science of pregnancy from 17&lt;sup&gt;th&lt;/sup&gt; to 20&lt;sup&gt;th&lt;/sup&gt; century. In the talks given we learn how since then the knowing surgeon as a father figure – mother´ s father or father of the young father – took over the knowledge on mother and child. We read astonishing chapters in this book, f. i. a surgeon precisely tried to investigate over many years if there was a pregnancy and often felt deception as there really was none. Astonishing too, that at this time ´church fathers´ started to invent songs and prayers for pregnant women and women in labour which probably were sung by the women. Here as well we are in the oedipal triangle. When today pregnant women and midwifes oppose against the power of men and their skills within the female realm of pregnancy and giving birth we have to understand that over centuries they made the power of men and medical science grow. This heritage cannot diminish in a few decades.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;I give some theses:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Originally pregnancy contents a threefold relation.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;The mother child investigations in the medical and psychological realm&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;and the activities for women´ s rights are backward from reality or mock at reality when by that the male element is degraded to a ´third world´ which does not count.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Sperms and child resemble each other to overcome the immune barrier by disguise.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;In the father to be there are images concentrated of the female lines of his ancestors. Maybe by that sperms are able to disguise well to overcome the immune barrier before and with procreation. We know that the child´ s disguise is with cells on the placenta. From the psychic realm it is to add that ´father´ for the woman is her own father and via her mother her grandfather; for the child´ s father ´father´ is his mother´ s father. They meet here.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyTextIndent"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;Care taking of body and soul of the unborn is in the hands of the fathers of the couple´ s mothers.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;In the generation of grandparents there are the cells procreated for the grandchildren. Again I tell here of Indonesian and Malay societies who ask the ancestors of a pregnancy turns out to be difficult or if there is no pregnancy at all. To get better on there must be offerings to the ancestors or investigations of how to repair a fault of theirs.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Already with Freud´s notion of a dream as an intrauterine meeting with father something started to become deciphered of the unknown realm of prenatal knowledge. Ferenczi then gave a statement against the ´grown rock of biology´ by saying: “Wishing is moving the world.” Bion still did a step further to say: “Everything that can be imagined, is”. Years ago Bion already thought about that it would lead to difficulties when the pre- and postnatal person meet: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Under the many dangers of psychoanalysis none is more dangerous than the experience of coming together of the prenatal and the postnatal personalities (…) which could remind these two of their continuous and still remaining ´contact´ with each other in one body and mind&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt; (1991:551).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;After Bion many investigations in prenatal psychology – and especially Raffai in his case studies – described how problems of the own intrauterine development of the mother could influence or afffect her baby through her states of mind. The meeting of the pre- and postnatal mother with the child in her uterus is dangerous. New physiological investigations on cell-level give similar results.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;The coming together of pre- and postnatal existences has a special interest in cell investigations. If cells of the unborn show up in the mother´ s organism mostly they do not have bad consequences. But sometimes the foetal cells are responsible for complications or destructions not only during pregnancy but later as well. Fetal cells can remain in the body of the mother for many years, and in the blood of many children one might find motherly cells, too. This physical relation on the realm of cells is called micro-chimairism. Cells of th child are best recognizable if they are from a son by their Y-chromosome (FAZ 28.08.02)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;But chimairas are always known, from Greek tellings as monsters from a mixture between goat, lion and snake but always throwing fire; beings&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;whose bodies existed from cells with deviating chromosome structures and probably we will next meet them again in our reality of daily life. If everything which we can imagine is, then we cannot argue. Thus, the lost or deprevated father in the powerfulness of the chimairic threefold mother is present as her behind which then empowers the bi-union and only helps to foreground it.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;In the three realms and certainly in further realms of thinking we learn: One has to think of more than of dual unity and open the third world to make the realm become wide.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;At the end I shall give an example which shows again the importance of spaces and barriers:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;10-year old Alex is presented with enuresis. He paints a house, a river, a man on the other side and comments his picture: “The man cannot go to his house. The bridge is broken.” One-dimensionally seen you can simply say: Alex cannot take the way to the toilet at night. Two-dimensionally seen he wants to restore the intrauterine unity at night, the intrauterine sea and the oedipal relation to his mother, but cannot really do, as enuresis shows. In a three dimensional image father´ s bridge to him and his to father is broken as had been mother´s bridge to her husband during pregnancy. Alex is the first and only child after 10 years of marriage with many hormonal treatments of his mother to do father a favour and bear a child. By herself mother did not want and felt depressive when pregnancy and bleedings forced her to lay down for months. She accused father and son for that and enuresis of Alex did not make anything better for her. Alex really was in trouble. He invented a second picture: The river became a swimming pool in which he was together with mother and father. No barriers any more but only one space for three persons. Alex had regressed to very early states of his being hopefully trying to find a single common denominator to move anew. And in fact: only spaces which become fluent can grow to each other.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Literature:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Bion, W.R. &lt;st1:metricconverter productid="1991 A" st="on"&gt;1991 &lt;i&gt;A&lt;/i&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;i&gt; Memoir of the Future&lt;/i&gt;. Karnac Books, London-New York&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="DE"&gt;Hoborn, B. Feste Bande zwischen Mutter und Kind. In:&lt;i&gt;FAZ&lt;/i&gt; 28.08.2002&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="FR"&gt;Krymko-Bleton, I. et al. &lt;/span&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Being a son – becoming a father : A mourning process. In: &lt;i&gt;ISPPM Journal&lt;/i&gt; Nr 3/2:145-156&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="DE"&gt;Lebovici, S. und Crémieux, R.: Zur Rolle und zum Bild des Vaters. In: ed. Stork, J. &lt;i&gt;Fragen nach dem Vater&lt;/i&gt;. Verlag Karl Alber, Freiburg-München 1974, 159-232&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="DE"&gt;Mendel, G. 1969 &lt;i&gt;Generationskrise&lt;/i&gt;. Suhrkamp Frankfurt&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="DE"&gt;Raffai, J. Die größeren Entwicklungschancen des Kindes im Mutterleib durch die Bindungsanalyse. &lt;/span&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;In: &lt;i&gt;ISPPM-Journal&lt;/i&gt; Vol.11, No 3, 353-364&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Sather, C. The malevolent koklir. Iban concepts of sexual peril and the dangers of childbirth. &lt;/span&gt;&lt;span lang="DE"&gt;In: &lt;i&gt;KITLV&lt;/i&gt;, deel 134, 1978 2de en 3de aflevering, 330&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="DE"&gt;Stork, J. Die Bedeutung des Vaterbildes in der frühkindlichen Entwicklung. In: ed. Stork, J. &lt;i&gt;Fragen nach dem Vater&lt;/i&gt;. Verlag Karl Alber Freiburg-München 1974: 259-302&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Winnicott, DW The effect of psychotic parents on emotional development of the child. In: &lt;i&gt;British Journal of Psychiatric Social Work&lt;/i&gt; 6, 1959&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-986869881862640360?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/986869881862640360/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=986869881862640360' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/986869881862640360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/986869881862640360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/04/prenatal-father.html' title='The prenatal father'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-7521874803251391482</id><published>2008-04-15T02:10:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T02:13:50.723-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MUSICOTERAPIA'/><title type='text'>Saluzzo: a maggio il 4° 'Concerto per la vita che ascolta'</title><content type='html'>Il Moige - Movimento Italiano Genitori è un' organizzazione di promozione sociale, onlus, riconosciuta dal governo italiano e presente in 35 province, con oltre 30.000 genitori Il Moige rinnova a tutte le mamme in attesa l’invito alla quarta edizione del 'Concerto per la Vita che ascolta', evento gratuito finalizzato alla promozione della musicoterapia in gravidanza, in programma quest’anno in 4 città. Il primo appuntamento, organizzato in collaborazione con il Comune di Saluzzo, ASLCN1 Dipartimento Materno Infantile e con il sostegno dello Zonta Club Saluzzo, sarà a Saluzzo il 17 maggio alle 21 presso il teatro Don Bosco. Seguiranno altre 3 date in piazze importanti come: Milano, domenica 18 maggio 2008 ore 18.00 presso l’Auditorium Verdi Roma, domenica 25 maggio 2008 ore 18.00 presso l’Auditorium Parco della Musica Pescara, sabato 31 maggio 2008 ore 18 presso l'Auditorium Flaiano;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 'Concerto per la vita che ascolta' è un omaggio speciale che il Moige fa a tutte le mamme in dolce attesa e ai loro bambini. Scopo dell’evento promotore, attraverso le note dei più prestigiosi autori di musica, in una suggestiva atmosfera di condivisione, l’importanza della musicoterapica in gravidanza come strumento per migliorare la crescita armonica del bambino, ancora nel grembo materno. Numerosi studi dimostrano che la musica svolge una notevole azione benefica procurando immediate sensazioni di serenità e distensione, nonché effetti postivi sullo sviluppo emotivo ed intellettivo del bambino.&lt;br /&gt;Per l’occasione Saluzzo ospiterà il concerto dei 'Quintettango', gruppo che ha collaborato con i nomi più significativi del panorama internazionale esibendosi in storici locali della tradizione tanghera italiana e importanti sale da concerto, con un repertorio che spazia dalla nascita del tango alla musica di Astor Piazzola.&lt;br /&gt;Alla serata interverrà la dottoressa Maria Rita Minuzzi, presidente nazionale Moige. Ospite d’onore la campionessa di marcia Elisa Rigando intervistata dal giornalista Alberto Gedda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche quest’anno l’evento ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Salute nonché delle principali associazioni del mondo medico: AGICO (Associazione ginecologi consultoriali), AGUI (Associazione ginecologi universitari italiani), AOGOI (Associazione degli ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani), FNCO (Federazione nazionale collegi delle Ostetriche), IIMS (Istituto italiano di medicina sociale), SIEOG (Società italiana di ecografia osterica – ginecologia e metodologie biofisiche), SIN (Società italiano di neonatologia), SIPPO (Società italiana di psicoprofilassi ostetrica) e SIPPS (Società Italiana società italiana di pediatria preventiva e sociale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La collaborazione scientifica è a cura della SIMP (Società Italiana di Medicina Perinatale). Gli eventi sono realizzati grazie al contributo dei partners Moige 2008 come Huggies (che offrirà un pensiero a tutte le future mamme) e partners locali come Targatocn, Tipografia Edelweiss, Mario Bois, Cartoleria Paper-a, Stilgrafica.&lt;br /&gt;Per tutte le mamme in dolce attesa che vogliono partecipare alla serata è sufficiente chiamare il numero verde 800 96 56 14 oppure lo 017546604 o compilare il modulo sul sito www.genitori.it&lt;br /&gt;Per godersi il concetto, con un accompagnatore, in un posto speciale a loro riservato. L’ingresso è gratuito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=48061&amp;amp;cat_code=36"&gt;da: targatocn.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-7521874803251391482?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/7521874803251391482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=7521874803251391482' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7521874803251391482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7521874803251391482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/04/saluzzo-maggio-il-4-concerto-per-la.html' title='Saluzzo: a maggio il 4° &apos;Concerto per la vita che ascolta&apos;'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-1570339262866873630</id><published>2008-04-15T01:35:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T01:50:13.909-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MICHEL ODENT'/><title type='text'>DISPELLING THE DISEMPOWERING BIRTH VOCABULARY</title><content type='html'>First, we are mammals&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Before considering what makes the birth of human mammals special, we must first understand universal mammalian needs in the perinatal period. These needs are easily summarised and interpreted in the current scientific context. When giving birth all mammals have strategies to avoid feeling observed: privacy is one of their basic needs. At the same time, all mammals need to feel secure. For example, in a wild environment, a female cannot give birth as long as there is a predator around. Physiologists easily explain that in such a situation the female releases hormones of the adrenaline family. This activation of the ‘fight and flight system’ blocks the release of oxytocin, the key hormone in childbirth: the birth is postponed until the time when the female can feel secure. We are in a position to claim that today the priority is to ‘mammalianize’ childbirth.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Second, we are human mammals&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;While it is undoubtedly a priority to rediscover the universal mammalian needs, we must also keep in mind the differences between human beings and the other mammals. One of the main differences is that we speak. Because we communicate through language we create cultures. Language is the most powerful agent of cultural conditioning. Studying our vocabulary, including the roots of the words, is therefore necessary to realize at which point we were brainwashed  where sexuality and childbirth are concerned. In order to analyse our collective programming we’ll take the example of a student in the period of transition between adolescence and adulthood. S/he is at a critical age in terms of curiosity for all aspects of sexuality, including childbirth. &lt;br /&gt;We’ll consider the keywords this young student is exposed to. Since if s/he plans to become a medical doctor, s/he has to study anatomy. If s/he is studying in English, s/he will soon learn that pudenda is used as the scientific term for the external genital organs, which are innerved by the pudendal nerves and receive their blood via the pudendal arteries. A Spanish-speaking student will learn about nervios pudendos, a Portuguese about nervo pudendo, in the same way that a German will learn the word pudendus. The root of these terms is the Latin verb pudere, which means ‘to be ashamed’. In French the word pudeur (sense of modesty) has a strong virtuous connotation, while nerfs honteux and vaisseaux honteux (‘honteux’ means shameful) are French anatomical terms referring to nerves and blood vessels supplying the genitalia. In German Scham (i.e. shame) is the first component of many words related to the genitalia and the pubic region: Schamhaare (pubic hair), Schamlippe (labia majoris), Schamhaft (genitalia), ‘Schamberg (mons pubis), ‘Schamfuge’(pubic symphysis), Schambein (pubic bone) etc. In Chinese the pubic bone is called chigu, which literally means ‘shame-bone’. The concept of ‘shame’ encompasses the concepts of guilt and low self-esteem. There is no doubt that such connotations associated with these parts of the body must be taken into account when considering how the cultural milieu can influence the way women give birth.&lt;br /&gt; Our young student is already testing his or her interest in several medical disciplines, one of which is obstetrics. It is significant that the origin of obstetrics is the Latin word obstetrix, which means ‘midwife’. Its literal interpretation is ‘a female standing in front of’. The root of terms such as ‘obstetrix’ or ‘obstacle’ is the Latin verb obstare (to stand in front of). These etymological considerations suggest an ancient conditioning that a woman cannot give birth without somebody staying in front of her. Our daily modern language also translates and transmits such a conditioning. It is constantly suggested that the basic need of a labouring woman is the presence of another person, who is the more active participant in the birth drama. Most verbs related to childbirth are used in a passive form. Women ‘are delivered’ by a midwife or a doctor. There is no active verb in English for ‘being born’ (I had a problem of translation for my book Bien Naitre: it eventually became Entering the World). When skimming through medical textbooks or medical journals this attitude regarding pregnant women and labouring women as passive is obvious. Mothers-to-be are ‘patients’. It is commonplace to contrast the patients (passive) and the care-providers (active). Among health professionals ‘labour’ is more often than not associated with ‘management’. In other words a woman cannot give birth by herself: she needs a ‘manager’. In the 20 line definition of midwife by the International Alliance of Midwives the word ‘care’ appears six times, suggesting that a woman cannot give birth without a ‘carer’ (in the same way the word cuidado is used in the Spanish edition) . &lt;br /&gt;  There are of course cultural differences. In Chinese they often use the term jie Sheng, which literally means ‘delivery carried out by others’. In Russian, on the other hand, it seems that the vocabulary is less disempowering. The main verb to have a baby (rodit) is active. The commonly used term rodit’sa implies that ‘I gave birth by myself’. The mothers say rodila (I gave birth). Rodil’ny dom is a place to give birth (with active connotation). Should we postulate an inverse relationship between the comparatively low rates of caesareans in Russia and the skyrocketing rates in Chinese cities?   &lt;br /&gt;  Our curious medical student might also be tempted to explore some of the many books for the general public published during the second half of the twentieth century. The belief in an obligatory dependency on birth attendants has been reinforced during that period by the advent of schools of ‘natural childbirth’ that are directly or indirectly under the influence of the Russian ‘psychoprophylactic method’. This method was based on the concept of conditioned reflexes. The theoretical objective of the disciples of Pavlov was to get rid of cultural inhibitions by reconditioning women. This led eventually to the conclusions that women must learn to give birth and that they need to be continuously guided during labour. &lt;br /&gt;The influence of such theories explains the emergence of ‘methods’ of ‘natural’ childbirth, as if the words ‘method’ and ‘natural’ were compatible—in fact they are oxymoronic. This is how an unprecedented and sophisticated form of culturally controlled childbirth suddenly developed. New fashionable words appeared, explicitly implying that a woman cannot give birth without the presence of a person bringing her expertise or her energy. For example the word ‘coach’ clearly indicates that the labouring woman needs the service of an expert. Those who have understood that the birth is an involuntary process would never use the word ‘coach’. In the same way the word ‘support’ clearly indicates that a birth attendant must bring her energy. The conditioning power of the word ‘support’ is enormous. Many women assume that the more ‘support’ they will have, the easier the birth would be. The alleged need for ‘support’ has been instrumental in establishing the dogma of the participation of the baby’s father in the event. This widespread dogma is a glaring example of a cultural lack of understanding of birth physiology.&lt;br /&gt;The disempowering birth vocabulary involves the whole perinatal period. Our medical student had heard since childhood about ‘cutting the cord’, a phrase suggesting that rushing to separate the newborn baby from a passive and incompetent mother is a physiological necessity. Birth attendants follow rules and discuss the best time to ‘put the baby at the breast’. Nobody knew until recently that during the hour following birth, when the baby is in the arms of an ecstatic mother still ‘on another planet’ after a ‘fetus ejection reflex’, there is a high probability that the newborn will be able to find the breast.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Towards a cultural revolution?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This disempowering vocabulary requires that to give birth women must overcome strong negative cultural conditioning. We cannot dissociate the effects of the vocabulary from the effects of the deep-rooted invasive beliefs and rituals that also interfere with physiology. The combination of all these factors tends to magnify the difficulties of human births, to prevent the early contact between mother and newborn baby, and to delay breastfeeding.&lt;br /&gt;Our analysis of the widespread cross-cultural disempowering birth vocabulary, and our knowledge of perinatal beliefs and rituals, lead to an inescapable question:    What are the evolutionary advantages of routinely adding to the difficulties of human birth? We cannot avoid such a question at a time when we realize that giving birth, among all mammals, implies the release of a cocktail of love hormones, and when multiple scientific disciplines suggest the importance of the period surrounding birth in the development of the capacity to love. Furthermore, we are at a time when we have at our disposal basic physiological scenarios we can refer to, regarding in particular the connections between birth and lactation. If such cultural interferences are so widespread we must ask if they have evolutionary advantages, in spite of their enormous cost.  &lt;br /&gt;  In order to suggest answers to these new and fundamental questions we must first recall that all societies share the same basic strategies for survival. These strategies include the domination of nature and the tendency to dominate—even to eliminate—other human groups. It is therefore easy to accept that successful societies are those that develop to a high degree the human potential for aggression. When the domination of both nature and other human groups is a strategy for survival, it is an advantage to develop the capacity to destroy life. Likewise, it is an advantage to moderate the development of several facets of love, including the respect for Mother Earth. Thus multiple ways to interfere in a critical period for the development of the capacity to love may have evolutionary advantages..&lt;br /&gt;  These considerations are vital at the dawn of the third millennium. We are suddenly realizing that there are limits to our domination of nature. We understand the need to create unity within the planetary village. At this turning point in history, humanity must invent radically new strategies for survival. In order to succeed we need more than ever the energies of love. This is why the cultural negative conditioning that has interfered with physiological processes for thousands of years is rapidly losing its evolutionary advantages. As a result, we have new reasons to re-discover the basic needs of labouring women and newborn babies.&lt;br /&gt; We must be aware of the enormous difficulties facing us in order to rediscover such basic needs and to realize that in the birth drama there are only two obligatory participants: the mother and the baby. It can help to acknowledge that the concept of birth attendant is probably more recent than one commonly believes. Films of  childbirth among the Eipos in New Guinea (Schiefenhovel 1978), written documents about pre-agricultural societies such as, for example, the !Kung San (Eaton 1998), and word-of-mouth reports from Amazonian ethnic groups (in particular reports by the Brazilian midwife-anthropologist Heloisa Lessa) suggest that there has been a phase in history when women used to isolate themselves when giving birth, like all mammals.&lt;br /&gt;In spite of difficulties, urgent action is needed. The caesarean is safer than ever; it has become an easy and fast operation. We also have at our disposal effective and reliable pharmacological substitutes for the natural hormones labouring women cannot release, particularly intravenous drips of synthetic oxytocin and epidural anaesthesia. Such technical advances, associated with negative cultural conditioning and a deep-rooted lack of understanding of physiology, have led to an unprecedented situation. Until recently, in spite of cultural interferences, a woman could have a baby only by relying on the release of her own  ‘cocktail of love hormones’. Today, all over the world, the number of women who can give birth to their baby, and to the placenta, thanks to the release of such a hormonal flow is continuously declining. All over the world the rates of caesareans are continuously increasing, while women who give birth by the vaginal route seem to require ever-more pharmacological substitutes. Not only do these drugs interfere with the natural hormones but also they don’t have the same behavioural effects. Love hormones are rendered redundant. Questions must be raised in terms of the future of our civilisation.&lt;br /&gt;One objective should be to moderate the powerful negative cultural conditioning. In other words, we must first examine our vocabulary. The needed cultural revolution will be accomplished when ‘privacy’ and ‘protection’ will be the keywords in conversations, books, articles, conferences and media intervention about childbirth.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meanwhile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Whatever the intentions, we must accept that thousands of years of culture cannot be erased overnight. Furthermore, whatever the cultural milieu, women will always be subject to unequal personal conditioning when reaching adulthood. This is why any attempt to dispel the disempowering birth vocabulary must be combined with an awareness of the solution the evolutionary process found to overcome specifically human handicaps. Language and cultural conditioning are related to the huge development in our species of the neocortex. In other words, during the birth process (or any sort of sexual experience) most inhibitions are related to neocortical activity. The solution Nature found to overcome this human vulnerability is easy to explain in the current scientific context: during the birth process the neocortex is supposed to reduce its activity. From a practical perspective this means that a labouring woman needs first to be protected against any stimulation of her neocortex. This crucial aspect of birth physiology among humans had not been understood by the theoreticians of the twentieth century. This is the ‘original sin’ at the root of the cascade of mistakes transmitted by most schools of ‘natural childbirth’.&lt;br /&gt;  Today, where childbirth is concerned, we are like a traveller finding out that s/he is on a wrong path. In this case, usually the best action is to go back to the point of departure before it is too late and to take another direction. &lt;br /&gt; Let us be optimistic and act as if it is not too late.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                     Michel Odent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;References:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Eaton SB, Shostak M, Konner M 1988 The paleolithic prescription. Harper and Row, New York     &lt;br /&gt;- Schiefenhovel W 1978 Childbirth among the Eipos, New Guinea. Film presented at the Congress of Ethnomedicine. Gottingen. Germany&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-1570339262866873630?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/1570339262866873630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=1570339262866873630' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/1570339262866873630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/1570339262866873630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/04/dispelling-disempowering-birth.html' title='DISPELLING THE DISEMPOWERING BIRTH VOCABULARY'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-2676895427251205193</id><published>2008-04-15T01:29:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T01:50:13.910-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MICHEL ODENT'/><title type='text'>GENESIS OF SEXUAL ORIENTATION</title><content type='html'>GENESIS OF SEXUAL ORIENTATION&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FROM PLATO TO DORNER&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Why do most human beings have a consistent preference for sexual relations with the opposite sex? Why do others have a consistent preference for sexual relations with their own sex? Why do others express some ambivalence about their partner’s sex? Any study of heterosexuality, homosexuality and bisexuality must start with questions about the genesis of sexual orientation. We are the only species where a substantial proportion of individuals is exclusively and consistently oriented towards their own sex.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;HISTORY&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Until recently all theories of sexual orientation defied scientific verification. In ancient Greece, Plato had expressed the dominance theory in his Symposium. He explained how humanity was originally divided into three sexes rather than two: its members were joined in pairs of either two men, or two women, or a man and a woman. Zeus cut each pair apart to diminish their power and to teach them to fear the gods. This  explains why humans spend their time on the earth searching for their other half, with whom they can merge in love. Those whose sex had once been mixed were obsessed by coupling, whereas people sprung from single-sex pairs were more suited for everyday business of the world, particularly for government and leadership. &lt;br /&gt; During the twentieth century many theories focused on explanations based on social (particularly family) and environmental causes. Freud, without dismissing hereditary factors, argued that male homosexuality reflected a premature fixation of one’s psychosexual development: it was typically due to the presence of a domineering mother or the absence of a dominant father.1 Homosexuality has also been attributed to seduction in early childhood by an older same-sex sibling or playmate that arrested psychosexual development.2 Others have attributed male homosexuality to excessive societal demands on boys to be ‘masculine’: i.e., boys who feel inadequate in complying with those demands tend to seek refuge in females roles.3 in the 1950s, imprinting theories based on ethological learning principles were developed. It was argued that, after the first year or two of life characterized by sexual neutrality, one’s sexual orientation will be formed by the second or third year of life. Subtle, often accidental social encounters during this critical period cause sexual orientation to develop gradually, but irreversibly.4&lt;br /&gt;These twentieth century theories are not supported by homosexual men who feel their sexual orientation to be innate, deeply embedded in their personality, and not determined by external factors. It is significant that most homosexual men neither seek nor desire therapeutic reorientation.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;TWENTY FIRST CENTURY&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; In the age of Primal Health Research, we are learning that most personality traits and states of health are to a great extent determined during fetal life. &lt;br /&gt;it is time to  cease contrasting genetic and environmental factors. We now understand that the expression of our genes is influenced by early – particularly prenatal and perinatal - environmental factors. Our study of the genesis of sexual orientation provides an exemplary opportunity to realize that we are entering a new phase in our understanding of human development. On one hand, the role of genetic factors in sexual orientation is well researched. On the other hand there is accumulating of data confirming that the sexualisation of the brain is to a great extent determined during fetal life.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Today, by combining anatomical data, the genetic perspective, the results of animal experiments and the results of physiological and epidemiological studies, we can draw valuable conclusions. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Anatomical data.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; There are many reasons to wonder if the anatomical structure of the hypothalamus is the same among heterosexual and homosexual men. The hypothalamus is an archaic brain structure that develops early in life and is involved in the regulation of the typically male sexual behaviour. &lt;br /&gt; Simon LeVay, a neuroscientist at the Salk Institute in San Diego, set out to answer this intriguing question by examining the hypothalamus of 41 subjects – 19 homosexual men who had died of complications of AIDS, 16 heterosexual men, and six heterosexual women. A characteristic feature of the brains of gay men is the small size of one hypothalamic nucleus, INAH 3, which LeVay found to be the same size as in women and only half the size found in heterosexual men.5 INAH 3, he concludes, is dismorphic not with gender, but with sexual orientation. It is noticeable that six of the heterosexual men had died of AIDS but nevertheless had a large INAH 3. Statistical analysis indicated that the probability of the result’s being attributed to chance was about one in 1000. The brains of lesbians might yield interesting results but are seldom available for research, since this group is at low risk of AIDS.&lt;br /&gt;    Let us recall that, as early as the 1960s, Gunter Dorner, from East Berlin, had already conducted animal experiments in order to demonstrate the importance of the hypothalamus in sexual behaviour.6,7,8 Dorner’s conclusions were reinforced by Gorski and colleagues who found that, in rats, the size of the ‘sexually dismorphic nucleus’ of the hypothalamus is established very early in life and influences later sexual behaviour.9 Subsequently, the same team of researchers showed that two nuclei of the hypothalamus, INAH 2 and 3, were twice as large in men as in women.10&lt;br /&gt;  Gorski and colleagues have reported another feature in brains that is related to sexual orientation. The anterior commissure, a bundle of fibers running across the midline of the brain, is larger in women and gay men than in heterosexual men.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  The genetic component&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Now we understand that the expression of our genes is influenced by early environmental factors; we can therefore accept that even a genetic factor that reduces reproductive success can transmit itself in a population. The two main research tools to evaluate the genetic component are twin and family studies and DNA linkage analysis.11&lt;br /&gt; Twin and family tree studies are based on the principle that genetically-influenced traits run in families. The first modern study of patterns of homosexuality within families was published in 1985 by Richard Pillard and James Weinrich of Boston University. Since then, many other systematic studies of twins and siblings of gay men and lesbians have confirmed the initial results. The first pooled data for men showed that about 57% of identical twins, 24 % of fraternal twins and 13% of brothers of gay men are also gay. For women, approximately 50% of identical twins, 16% of fraternal twins and 13% of sisters of lesbians are also lesbian. Michael Bailey of Northwestern University  estimates that the overall heritability of sexual orientation is about 53% for men and 52% for women. One of the latest evaluations, based on the sexual orientation in a US national sample of twin and non-twin sibling pairs, confirmed that resemblance for sexual orientation was greater in the identical twins than in the fraternal twins and that sexual orientation is ‘substantially influenced by genetic factors.12&lt;br /&gt; Family trees of male sexual orientation show that the rates of homosexuality in maternally-related males are far above the incidence of 2% in the average population, while the rates in paternal relatives are close to those of the average population. This finding raised the possibility of X chromosome involvement . Males have two sex chromosomes – Y inherited from the father and an X from the mother. Thus, a trait inherited through the mother’s side logically  might be influenced by a gene on one of her X chromosomes. This hypothesis is the basis of the X chromosome DNA analyses by Hamer and his colleagues It appeared that one small area at the tip of the X chromosome – Xq28 – was shared by a large percentage of gay brothers.13 &lt;br /&gt; The results of such DNA analyses focusing on the X chromosome can help interpret a study among an Italian population, in which the mothers of gay men produced an average of 2.7 babies, compared to 2.3 for the other mothers.14 It seems that maternally- inherited factors favouring male homosexuality also promote female fecundity. This might explain why a genetic factor that reduces reproductive success remains in the population.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pre- and perinatal environment&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The turning point in our understanding of the effect of environmental factors in sexual orientation was generated by the work of Gunter Dorner. Probably because Dorner was based in East Berlin his pioneering research in the 1970s was not widely noticed.15,16,17  Before Dorner there had been unsuccessful attempts to compare the hormonal profiles of adults expressing different sexual orientations. Dorner’s studies  revealed the importance of  the critical period when the sexual differentiation of the brain happens. ]While this critical period may vary slightly from one species to another, it is always around the time of birth. &lt;br /&gt; Dorner started with animal experiments. Male rats were castrated on the first day of life and were injected with male hormones when adults . These male rats expressed a complete inversion of sexual behaviour. In other words, being deprived of testosterone during the critical fetal period of sexual determination produced homosexual behaviour in their adult lives.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; What we know now about the hormonal profile of homosexuals fits perfectly with the hypothesis of a transitory lack of testosterone during the critical period. Homosexuals usually have the same level of total testosterone as heterosexuals, but their level of ‘free testosterone’ (testosterone that is not combined with other chemicals) is lower. The levels of pituitary hormones which control testicular functions are relatively high and so are the levels of oestrogens . It is important to realize is that if this hormonal profile were to be artificially reproduced in an adult, it would not give rise to homosexual behaviour. When a fetus is faced with a lack of testosterone at the end of pregnancy it compensates for this by increasing secretions of pituitary hormones. At the same time as the fetus tries to increase the level of male hormones by a feedback mechanism, it increases in parallel the level of oestrogens. In fact, oestrogens increase the binding capacity of sexual hormones with proteins and lower the level of free testosterone.&lt;br /&gt; This raises the question of how and why some fetuses lack male hormones at the end of pregnancy. The answer could be that certain stressful situations at this time might trigger a high level of activity in the mother’s adrenal glands. The adrenal glands release male hormones the action of which is different from testosterone, but similar enough to compete with testosterone in the fetal brain to lower the amount of free testosterone . Furthermore, a complementary question is raised: Can prenatal stress play a causal role  in human male homosexuality ?&lt;br /&gt; The multidisciplinary approach of Dorner’s team provides answers to this question. They found a significantly-increased proportion of homosexual males in the former East Germany among the population born between 1941 and 1947 (with a maximum relative frequency in 1944-1945).18 In a further study by Dorner’s team, one hundred bi- or homosexual men were asked about the occurrence of maternal stressful events during their prenatal life. A significantly-increased incidence of prenatal stressful situations was found in bisexual and, particularly, in homosexual men.19     &lt;br /&gt; Since the 1980s, several experimental studies have supported the interpretations suggested by Dorner. They have confirmed in particular that female rats in stressful situations during pregnancy are more likely to have male offspring who exhibit in adulthood female receptivity postures (lordosis) in the presence of other males, than those that are not stressed. Some of these experimental studies suggested that alcohol consumption may also modulate the fetal testosterone surge.20 The effects of stressful situations, but not of alcohol consumption, were confirmed by another study involving 7500 human beings and their mothers. This study was the first to suggest that nicotine has masculinizing/defeminizing effects on the sexual orientation of female offspring.21   &lt;br /&gt; At a time when our focus is on the critical period of sexualisation of the brain and when we understand how artificial is the separation of the different components of the ‘Primal adaptive system’ (nervous system, endocrine system and immune system), we can easily offer interpretations of relevant  recently- published data. According to a Canadian study involving 302 homosexual men and an equal number of heterosexual men, the presence of older brothers  was linked to an increased probability of homosexuality in the later-born males, while having older sisters neither enhance nor counteract this effect.22 The most plausible interpretation takes into account that male fetuses are more antigenic to the mother than female fetuses and thus more likely to provoke maternal immune reactions. This reaction strengthens after each pregnancy with a male fetus. The connection between the mother’s immune reaction and the child’s future sexual orientation is perhaps some effect of the maternal antibodies on sexual differentiation of the brain. It is noteworthy that male-specific Y-linked H-Y antigen23, which is considered the basis for the greater antigenicity of male fetuses24, appears to be well-represented on the surfaces of brain cells.25&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;THE FUTURE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The recent accumulation of data regarding the genesis of sexual orientation has opened several avenues for research.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Sexual orientation of genetically female subjects      &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Compared with the sexual orientation of genetically male subjects, the sexual orientation of female subjects has not been widely studied, although Dorner had demonstrated that a complete inversion of sexual behaviour occurs in female rats following androgen excess during sexual differentiation of the brain.17 &lt;br /&gt; Perkins looked at the morphology of lesbians.26 He reported that lesbians had narrower hips and more muscular builds than non-lesbian women. Within lesbian relationships, those who played the more dominant role were taller (a statistically highly significant difference). The dominant women also had broader shoulders and narrower hips than did lesbians who played passive or intermediate roles, although only the shoulder measurements were statistically significant. These differences are consistent with one developmental process affecting masculinity in both build and personality. &lt;br /&gt;A powerful piece of evidence for lesbianism being related to prenatal masculinisation comes from a comparison of the auditory systems of heterosexuals and homosexuals: click-evoked otoacoustic emissions of lesbians resembled the male pattern rather than the female pattern.27&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; The way babies are born&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; The Primal Health Research Data Bank contains a certain number of studies accessed via the key-words ‘sexual orientation’ and ‘homosexuality’&lt;br /&gt;It is striking that none of these studies looked at possible perinatal factors. Since the sexualisation of the brain of mammals in general is influenced by pre- and perinatal factors, we might also wonder if the ratio of hetero- to homosexuals is related to the way babies are born. Is this ratio the same among those born by the vaginal route without any drug or intervention, compared with those born after labour induction, or after elective caesarean, or after a cesarean during labour, or by a premature birth followed by some weeks spent in an intensive care unit?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Intrauterine pollution&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Since the late 1990s we could gather a sufficient amount of data to realise that a major threat to the health of the unborn generations is intrauterine pollution by fat-soluble man-made molecules. The extensive list of such pollutants includes PCBs, dioxins and Bisphenol-A that accumulate over the years in our adipose tissues. Many of these synthetic chemicals are considered hormonal disruptors. More precisely they mimic oestrogens. This is how we currently explain the increasing rates of disorders of the male genital tract (undescended testicles, hypospadias, testicular cancers, decrease in average sperm counts, etc). It is plausible that this modern form of pollution can also influence the sexualisation of the brain. Relevant results of preliminary animal experiments have already been published.28 Interestingly Dorner is already looking at milk pollution (a marker of intrauterine pollution).29 &lt;br /&gt; If our centre were rich enough to bestow a ‘Primal Health Research Award’ I guess that Gunter Dorner would be the likely candidate .&lt;br /&gt;                                                                                           Michel Odent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;References:&lt;br /&gt;1 – Freud S. Drei Abhandlunger zur Sexualtheorie [three essays on the theory of sexuality]. F Deuticke 1905. Leipzig. Germany.&lt;br /&gt;2 – Cameron N. Development and psychopathology. Houghton-Mifflin 1963. Boston.&lt;br /&gt;3 – Kardiner A. The flight from masculinity. In Ruitenbeek ed. The problem of homosexuality in modern society (pp17-39). Dutton 1963. NY.&lt;br /&gt;4 – Smitt JW. Homosexuality in a new light. International Journal of Sexology 1952; 6: 36-39.&lt;br /&gt;5 – LeVay S. A difference in hypothalamic structure between heterosexual and homosexual men. Science 1991; 253: 1034-37.&lt;br /&gt;6 – Dorner G, Staudt J. Structural changes in the preoptic anterior hypothalamic area of the male rat, following neonatal castration and androgen substitution. Neuroendocrinology 1968; 3: 136-140.&lt;br /&gt;7 - Dorner G, Staudt J. Perinatal structural sex differentiation of the hypothalamus in rats. Neuroendocrinology 1969; 5: 103-106&lt;br /&gt;8 - Dorner G, Staudt J. Structural changes in the hypothalamic ventromedialnucleus of the male rat following neonatal castration and androgen treatment. Neuroendocrinology 1969; 4: 278-281&lt;br /&gt;9 – Gorski RA, Gordon JH, Shryne JE, Santham AM. Evidence for a morphological difference within the medial preoptic area of the rat brain. Brain Res 1978; 148: 333-46.&lt;br /&gt;10 – Allen LS, Hines M, Shryne JE, Gorski RA. Two sexually dismorphic cell groups in the human brain. J Neurosci 1989; 9: 497-506.&lt;br /&gt;11 – Le Vay S, Hamer DH. Evidence for a biological influence in male homosexuality. Scientific American May 1994: 44-49&lt;br /&gt;12 – Kendler KS, Thornton LM, Gilman SE, Kessler RC. Sexual orientation in a US national sample of twin and nontwin sibling pairs. Am J Psychiatry 2000; 157(11): 1843-1946&lt;br /&gt;13 – Hamer DH, Hu S, Magnuson VL, et al. A linkage between markers on the X chromosome and male sexual orientatiom. Science 1993; 261: 321-327.&lt;br /&gt;14 – Corna F, Camperio-Ciani A, Capiluppi C. Evidence for maternally inherited factors favouring male homosexuality and promoting female fecundity. Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences. 12 October 2004.&lt;br /&gt;15 – Dorner G. Sexualhormonabhangige gehirndifferenzierung und sexualitat. Springer-Verlag. New York 1972.&lt;br /&gt;16 – Dorner G. Hormones and brain differentiation. Elsevier/North-Holland Biomedical Press. Amsterdam 1976.&lt;br /&gt;17 – Dorner G. Hormone dependent differentiation, maturation and function of the brain and sexual behavior. Endokrinologie 1977; 69: 306-20.&lt;br /&gt;18 – Dorner G, Geier T, Ahrens L, et al. Prenatal stress as possible aetiogenetic factor of homosexuality among human males. Endokrinologie 1980; 75(3): 365-8.&lt;br /&gt;19 - Dorner G, Schenk B, Schmiedel B, Ahrens L. Stressful events in prenatal life of bi- and homosexual men. Exp Clin Endocrinol 1983; 81(1): 83-7.&lt;br /&gt;20 – Ward IL, Ward OB, Affuso JD, et al. Fetal testosterone surge: specific modulations induced in male rats by maternal stress and/or alcohol consumption. Horm Behav 2003; 43(5): 531-9.&lt;br /&gt;21 – Ellis L, Cole-Harding S. The effects of prenatal stress, and of prenatal alcohol, and nicotine exposure, on human sexual orientation. Physiol Behav 2001; 74(1-2): 213-26.&lt;br /&gt;22 – Blanchard R, Bogaert AF. Homosexuality in men and number of older brothers. Am J Psychiatry 1996; 153: 27-31.&lt;br /&gt;23 – Muller U, Lattermann U: H-Y antigens, sexual differentiation, and spermatogenesis. Exp Clin Immunogen 1988; 5: 176-185.&lt;br /&gt;24 – Komlos L, Vardimon D, Normann J, et al. Role of children’s sex in mixed mother-child lymphocyte culture reactivity. Am J Reprod Immunol 1990; 22: 4-8.&lt;br /&gt;25 – Koo GC. Serology of H-Y antigen. Hum Genet 1981; 58: 18-20.&lt;br /&gt;26 - Perkins, M. W. Female homosexuality and body build. Archives of Sexual Behavior 1981; 10: 337-345.&lt;br /&gt;27 - McFadden, D, Pasanen, E. G. Comparison of the auditory systems of heterosexuals and homosexuals: Click-evoked otoacoustic emissions. Proceedings of the National Academy of Sciences USA 1998; 95: 2709-2713.&lt;br /&gt;28 - Farabollini F, Porrini S, Della Seta D, Bianchi F, Dessi-Fulgheri F. Effects of perinatal exposure to bisphenol A on sociosexual behavior of female and male rats. Environ Health Perspect. 2002 Jun;110 Suppl 3:409-14.&lt;br /&gt;29 – Dorner G, Plagemann A. DDT in human milk and mental capacities in children at school age: an additional view on PISA 2000. Neuro Endocrinol letter 2002; 23(5-6): 427-31.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-2676895427251205193?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/2676895427251205193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=2676895427251205193' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/2676895427251205193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/2676895427251205193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/04/genesis-of-sexual-orientation.html' title='GENESIS OF SEXUAL ORIENTATION'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-4233098489286313353</id><published>2008-04-09T00:50:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T01:50:13.911-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DEPRESSIONE'/><title type='text'>Non lasciamole sole...</title><content type='html'>&lt;p&gt;Al via «Non lasciamole sole», una campagna a cura della SIGO (Società italiana di Ginecologia e Ostetricia) per informare e sensibilizzare gli operatori sanitari, l'opinione pubblica e i media sulla depressione post-partum.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dal momento che è un fenomeno in crescita, la SIGO ha redatto un sondaggio presso le unità operative di ginecologia italiana sulla diffusione della malattia. È risultato che dopo il parto, solo nel 45 per cento delle strutture italiane è previsto un monitoraggio delle mamme «a rischio» e il tempo dedicato all'informazione prima della dimissione è inadeguato per il 72 per cento dei ginecologi. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La presentazione della ricerca è stata l'occasione per lanciare «Non lasciamole sole», la campagna che gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità. L'iniziativa prevede entro l'estate la realizzazione di materiali informativi specifici, rivolti agli operatori sanitari e alle donne, l'individuazione di una sorta di «linea guida» da condividere all'interno della SIGO e l'attivazione di protocolli e progetti specifici per costruire il network assistenziale.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;da: &lt;a href="http://www.newsfood.com/Articolo/Italia/2008-04/20080407-parto-Non-lasciamole-sole.asp"&gt;Newsfood&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-4233098489286313353?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/4233098489286313353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=4233098489286313353' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/4233098489286313353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/4233098489286313353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/04/non-lasciamole-sole.html' title='Non lasciamole sole...'/><author><name>Bene con Sè Bene Insieme</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03779291269320807719</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_77tXq8eRNw4/R2fyjn51e0I/AAAAAAAAAEM/kfTdeAi7qoc/S220/logocripiccolo1.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-2822466335728520679</id><published>2008-04-09T00:42:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T01:50:13.912-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DEPRESSIONE'/><title type='text'>Depressione Post Partum</title><content type='html'>Per vincere la &lt;a href="http://www.gravidanzaonline.it/news/1026.html" target="_blank"&gt;depressione post partum &lt;/a&gt;serve più informazione: il 90% delle donne italiane possiede infatti una conoscenza insufficiente su questo tema e il 100% dei medici ritiene necessarie campagne di sensibilizzazione e corsi di aggiornamento. È la fotografia che emerge da un sondaggio promosso dalla &lt;a href="http://www.sigo.it/" target="_blank"&gt;Società italiana di ginecologia e ostetricia &lt;/a&gt;(Sigo), che ha coinvolto la metà delle Unità operative di ginecologia del nostro paese.&lt;br /&gt;Per questo motivo, è partita “Non lasciamole sole”, una campagna nazionale con il patrocinio della presidenza del Consiglio e del &lt;a href="http://www.pariopportunita.gov.it/" target="_blank"&gt;ministero per i Diritti e le Pari Opportunità&lt;/a&gt;. La campagna prevede entro l’estate la realizzazione di materiali informativi specifici, rivolti agli operatori sanitari ed alle donne, una costante attività mediatica per far emergere il problema e l’attivazione di protocolli e progetti specifici per costruire il network assistenziale.&lt;br /&gt;Dall’indagine risulta che dopo il parto, solo nel 45% delle strutture è previsto un monitoraggio delle mamme “a rischio” e il tempo dedicato all’informazione prima della dimissione è inadeguato per il 72% dei ginecologi. Ma si intuiscono “ampi margini di miglioramento, sia dal punto di vista della formazione, che dell’organizzazione delle strutture, per dedicare più tempo e attenzione al problema. Se il ginecologo si afferma come prima figura di riferimento (molto importante per il 63%), rivestono un ruolo chiave anche lo psicologo (59%), l’ostetrica (52%), il medico di famiglia (30%) e il pediatra (24%)”, come sottolinea Emilio Arisi, consigliere Sigo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;articolo tratto da &lt;/span&gt;&lt;a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2008/04/08/depressione-post-parto-nove-donne-su-dieci-non-la-conoscono/"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Panorama&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt; di &lt;a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/author/marino.petrelli"&gt;Marino Petrelli&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-2822466335728520679?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/2822466335728520679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=2822466335728520679' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/2822466335728520679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/2822466335728520679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/04/depressione-post-partum.html' title='Depressione Post Partum'/><author><name>Bene con Sè Bene Insieme</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03779291269320807719</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_77tXq8eRNw4/R2fyjn51e0I/AAAAAAAAAEM/kfTdeAi7qoc/S220/logocripiccolo1.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-1548979584726981207</id><published>2008-04-04T07:05:00.001-07:00</published><updated>2008-04-15T01:50:13.913-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GRAVIDANZA E PARTO'/><title type='text'>Relazione del ministero: eccessiva medicalizzazione del parto</title><content type='html'>&lt;p&gt; Roma, 29 mar. (Apcom) - In Italia si diventa 'mamma' sempre più in là con l'età, e il parto viene sempre più medicalizzato: troppi cesarei e troppe ecografie, evidenzia la relazione sullo stato sanitario del Paese 2005-2006 del ministero della Salute, anche se, in compenso, i neonati sono sempre più sani. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; La relazione sottolinea nel lungo periodo da un lato una "evidente riduzione del numero medio di figli per donna", e dall'altro "un contestuale innalzamento dell'età media al primo parto". Questo porta ad una maggiore attenzione ai fattori di rischio per la salute della madre, del feto e del neonato. L'ecografia ostetrica è la tecnica più usata nello studio del benessere fetale: nel 2003 sono state effettuate in media 4,5 ecografie per ogni parto e nel 73% circa delle gravidanze si registra un numero di ecografie superiore a tre, valore raccomandato dai protocolli di assistenza alla gravidanza del ministero della Salute. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Inoltre, nonostante i ripetuti richiami e le raccomandazioni espresse da più parti, aumenta il ricorso al taglio cesareo, con valori nettamente superiori a quanto rilevato in altri Paesi sviluppati. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; La buona nuova è che i neonati sono sempre più sani. Secondo i dati rilevati dal certificato di assistenza al parto del 2004 (CeDAP) si è osservato un peso inferiore ai 2500 grammi nel 7% circa dei casi, e la valutazione del punteggio Apgar (criterio utilizzato per misurare la vitalità del neonato e l'efficienza delle principali funzioni dell'organismo) nel 99,3% dei nati ha riportato, a livello nazionale, un punteggio da 7 a 10 e solo lo 0,7% dei neonati è risultato gravemente o moderatamente depresso.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;da: &lt;a href="http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/03_marzo/29/salute_mamme_sempre_piu_tardi_troppi_cesarei_ma_bimbi_sani,14411350.html"&gt;Alice notizie&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-1548979584726981207?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/1548979584726981207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=1548979584726981207' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/1548979584726981207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/1548979584726981207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/04/relazione-del-ministero-eccessiva.html' title='Relazione del ministero: eccessiva medicalizzazione del parto'/><author><name>Bene con Sè Bene Insieme</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03779291269320807719</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_77tXq8eRNw4/R2fyjn51e0I/AAAAAAAAAEM/kfTdeAi7qoc/S220/logocripiccolo1.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-1184941268903395817</id><published>2008-03-28T02:08:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T01:50:13.915-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DEPRESSIONE'/><title type='text'>Mamme depresse</title><content type='html'>Quando il momento più gioioso si trasforma in un incubo. Crisi di pianto, insonnia, nervosismo, irritabilità, cambi d'umore. Per molte donne le prime settimane post parto sono difficili. Un problema sottovalutato, ma che conta 50mila casi solo in ItaliaÈ nato e tutti si aspettano che tu sia felice e raggiante per il lieto evento. Spesso però la nascita di un figlio è accompagnata da uno stato di disagio che colpisce il 10-20 per cento delle donne nei giorni successivi il &lt;a href="http://donna.libero.it/baby_boom/ne779.phtml" target="_blank"&gt;parto&lt;/a&gt;. Crisi di pianto, cambiamenti di umore, irritabilità generale, perdita dell'appetito, insonnia o all'opposto difficoltà a rimanere svegli, assenza di interesse nelle attività quotidiane e/o verso il neonato sono alcuni dei sintomi della depressione post-parto.Un disturbo che colpisce sempre più neomamme e di cui nel nostro Paese si parla ancora poco, nonostante ogni anno in Italia si registrino 50mila casi. «La nostra società vive un'emergenza silenziosa, &lt;a href="http://donna.libero.it/baby_boom/ne729.phtml" target="_blank"&gt;quella della madri&lt;/a&gt; che sperimentano la depressione post partum, il 10-15 per cento del totale nei Paesi occidentali». A lanciare l'allarme è il dr. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale. «Eppure - osserva - un problema così diffuso passa quasi inosservato sotto gli occhi dei familiari ma anche degli stessi operatori sanitari. Il medico di famiglia deve essere una sentinella del problema: siamo noi infatti, prima ancora degli specialisti, a possedere gli strumenti per prevedere una possibile situazione di crisi. Noi che conosciamo la paziente fin dall'adolescenza e sappiamo da quale contesto familiare proviene,possiamo con più facilità identificare i sintomi».Un problema che emerge in maniera più drammatica nelle donne che sperimentano situazioni di emarginazione o disagio, anche se può comunque colpire qualsiasi neomamma. Chi non ricorda, ad esempio, la toccante testimonianza di Brooke Shieldsche in E poi venne la pioggia, un sincero e toccante libro autobiografico, ha raccontato lo stato d'animo tutt'altro che materno e felice che ha accompagnato la nascita della sua prima figlia, Rowan Francis. «Guardavo le finestre del mio appartamento di New York e mi veniva voglia di buttarmi giù. Non volevo più vivere. Mi ha salvato solo il pensiero che, stando al terzo piano, non sarei neppure riuscita a morire. Un mucchio di ossa rotte, e sarebbe stato ancora peggio», si legge nel libro.Ma se questo disagio è quasi fisiologico e accompagna un po' tutte le puerpere nelle prime settimane dopo il parto, non si può dire lo stesso per un 20 per cento di neomadri che soffrono di un disturbo più profondo. La cui corretta identificazione rappresenta il primo passo per la presa in carico del problema. La sottostima e il mancato trattamento di questa condizione psicologica ha infatti una pesantissima ricaduta sul contesto familiare. Ma soprattutto presenta importanti conseguenze sul benessere dei bambini, particolarmente fragili a causa del mancato o compromesso sviluppo della normale interazione madre-neonato, con ricadute a livello cognitivo, emotivo e comportamentale. Identificare e curare questa patologia significa non solo aiutare le donne, ma tutelare le &lt;a href="http://donna.libero.it/baby_boom/ne799.phtml" target="_blank"&gt;generazioni&lt;/a&gt; di domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da: &lt;a href="http://donna.libero.it/baby_boom/ne812.phtml"&gt;Libero&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;di Marcella Gaudina&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-1184941268903395817?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/1184941268903395817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=1184941268903395817' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/1184941268903395817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/1184941268903395817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/03/mamme-depresse.html' title='Mamme depresse'/><author><name>Bene con Sè Bene Insieme</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03779291269320807719</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_77tXq8eRNw4/R2fyjn51e0I/AAAAAAAAAEM/kfTdeAi7qoc/S220/logocripiccolo1.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-297612584159733986</id><published>2008-03-21T09:48:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T01:56:52.112-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GRAVIDANZA E PARTO'/><title type='text'>Una ricerca per aiutare le future mamme a vivere meglio la gravidanza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.givingbirthnaturally.com/image-files/pregnancy-portrait-heart.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.givingbirthnaturally.com/image-files/pregnancy-portrait-heart.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;   “&lt;em&gt;Preparazione alla nascita: risultati di un’indagine&lt;/em&gt;” è stato il tema dell’incontro che si è svolto oggi (giovedì 20 marzo) a Palazzo Ducale, nell’ambito del quale sono stati presentati i dati della ricerca svolta dalla Provincia e dall’Azienda USL 2 di Lucca. &lt;/p&gt;      &lt;p&gt;   I lavori sono stati aperti dal presidente della Provincia, &lt;strong&gt;Stefano Baccelli&lt;/strong&gt;, che ha sottolineato l’importanza di una maggiore attenzione alla genitorialità: “&lt;em&gt;Gli strumenti esistono&lt;/em&gt; – dice Baccelli – &lt;em&gt;ma credo che vi sia un quadro politico, culturale ed economico non facile, come d’altronde dimostrano i dati demografici”. Per il presidente della Provincia, l’articolo 3 della Costituzione, che garantisce le pari opportunità a tutti gli individui: “Non è ancora completamente adempiuto e, quindi, nel nostro Paese è necessario un cambiamento culturale per aiutare la famiglia con interventi a largo raggio sulla genitorialità&lt;/em&gt;”.    &lt;/p&gt;      &lt;p&gt;   “&lt;em&gt;Nel Piano Sanitario Regionale 2005-2007&lt;/em&gt; – evidenzia il direttore del Dipartimento Materno-Infantile dell’Azienda USL 2, &lt;strong&gt;Raffaele Domenici&lt;/strong&gt; – &lt;em&gt;c’è il progetto speciale ‘Nascere in Toscana’ che prevede tutta una serie di interventi, che hanno l’obiettivo di favorire la naturalità. Nelle nostre strutture stiamo portando avanti molti degli aspetti previsti dal piano, come ad esempio lo sviluppo dell’allattamento al seno, anche tramite la nascita di gruppi di sostegno specifici&lt;/em&gt;”.    &lt;/p&gt;      &lt;p&gt;   “&lt;em&gt;Le nostre strutture&lt;/em&gt; – aggiunge il direttore dell’unità operativa di Psicologia dell’Azienda sanitaria &lt;strong&gt;Patrizia Scarsini&lt;/strong&gt; – &lt;em&gt;lavorano molto in ambito preventivo, per favorire fin dalla gravidanza l’instaurarsi di una relazione tra la mamma e il proprio bambino e per rendere possibili una maternità e una paternità davvero responsabili. E’ importante in questi percorsi anche l’integrazione con gli enti, che possono collaborare attivamente con i servizi socio-sanitari"&lt;/em&gt;.       &lt;/p&gt;      &lt;p&gt;   L’assessore provinciale alle Pari opportunità, &lt;strong&gt;Gabriella Pedreschi&lt;/strong&gt;, concludendo i lavori, sottolinea invece che: “&lt;em&gt;Oggi chi diviene madre non ha più una precisa identità sociale, poiché la maternità è divenuta, in molti casi, un ostacolo all’autodeterminazione della donna, anziché un valore aggiunto&lt;/em&gt;”. Per questo, secondo l’assessore, si deve aprire una nuova fase affinché il sistema economico e produttivo consideri il valore sociale della maternità. &lt;/p&gt;      &lt;p&gt;   Gli psicologi &lt;strong&gt;Gabriella Buchignani&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; Annamaria Marongiu&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Franco Della Maggiora&lt;/strong&gt; hanno quindi illustrato la ricerca, che si pone gli obiettivi di individuare le criticità del corso di preparazione alla nascita, potenziare gli elementi che le neo-mamme hanno considerato in maniera positiva e pensare strategie mirate per prevenire problemi e malesseri delle donne in gravidanza. &lt;/p&gt;      &lt;p&gt; Questi corsi si svolgono nelle strutture sanitarie dell’Azienda USL 2 e hanno una durata di 8 incontri, concentrati nei due mesi conclusivi della gestazione.&lt;br /&gt;La ricerca si basa su un doppio questionario (inizio e fine corso), a cui hanno risposto 285 donne in prevalenza di nazionalità italiana, con un’età media di 32 anni e un livello di istruzione medio-alto. &lt;/p&gt;      &lt;p&gt; Tra le informazioni che emergono dallo studio c’è ad esempio il fatto che il canale privilegiato per venire a conoscenza dell’esistenza del corso di accompagnamento alla nascita è l’amica, seguita da un parente, poi da un’infermiera e da una ginecologa.&lt;br /&gt;La prima persona a cui è stata comunicata la gravidanza è il partner (228 risposte su 285). A seguire la madre (17 risposte), l’amica (7), la sorella (4), altri figli (3), Chiudono zii, suocera e cognata (tutti con 1 risposta).&lt;br /&gt;L’emozione predominante alla notizia nel partner è la gioia (237 risposte), ma non mancano la sorpresa (29 casi) la preoccupazione (14).&lt;br /&gt;Le future mamme dicono di sentirsi più rassicurate per il buon esito del parto dal proprio partner (29%), dal ginecologo (25%), dall’ostetrica (23%), mentre l’11% delle donne indicano la calma e l’intimità dell’ambiente circostante quale elemento di maggiore rassicurazione. Questo dato si modifica in maniera rilevante nel secondo questionario, quello effettuato in uscita. Ad esempio, a fine corso sale al 32% la percentuale di donne che si sentono tranquillizzate dalla presenza dell’ostetrica.&lt;br /&gt;Dagli operatori sanitari le donne che hanno partecipato all’indagine si aspettano soprattutto professionalità (40%), ma anche accoglienza (21%), calma (17%) e fiducia (11%).&lt;br /&gt;Risulta, infine, abbastanza buono (65%) e molto buono (30%) il rapporto con la struttura ospedaliera ed è alta la soddisfazione in merito al percorso nascita. &lt;/p&gt;      &lt;p&gt; A livello professionale, il 55% svolge un lavoro impiegatizio, il 12% svolge attività di libera professione, l’8% ha un’occupazione casalinga, il 3% sono disoccupate o in mobilità e l’11% è operaia. Di queste, il 37% ha risposto "abbastanza" alla domanda che chiedeva se il carico di lavoro fosse uguale a quello effettuato prima della gravidanza ed il 25% ha invece risposto "molto". La donna, quindi, protrae il lavoro fino al termine dell’ottavo mese di gravidanza. Frequentemente le donne riferiscono di non aver modificato lo stile di vita, in quanto sempre state bene. &lt;/p&gt;      &lt;p&gt;   Le donne che hanno risposto ai questionari dicono che la relazione con il partner è cambiata &lt;strong&gt;poco&lt;/strong&gt; nel 34% e nel 29% &lt;strong&gt;per niente&lt;/strong&gt;. Il 23% dice che è cambiata &lt;strong&gt;abbastanza&lt;/strong&gt; e solo il 4% dice &lt;strong&gt;molto&lt;/strong&gt;. Sia il “&lt;em&gt;poco&lt;/em&gt;” che il “&lt;em&gt;per niente&lt;/em&gt;” dimostrano che la relazione non ha ancora strutturato uno spazio relazionale per accogliere il bambino. Posta la medesima domanda nel questionario a termine del corso, si ha un significativo aumento di coloro che rispondono &lt;strong&gt;molto&lt;/strong&gt;, che passano dal 4% al 13%.    &lt;/p&gt;      &lt;p&gt;   Il partner, poi, è la prima persona a cui si comunica la gravidanza. La notizia suscita &lt;strong&gt;gioia&lt;/strong&gt; nella famiglia di origine (225 casi), o &lt;strong&gt;sorpresa&lt;/strong&gt; (41), o &lt;strong&gt;preoccupazione&lt;/strong&gt; (10). In 4 casi, si ha &lt;strong&gt;rifiuto&lt;/strong&gt;. Nella famiglia di origine del partner, la notizia suscita &lt;strong&gt;gioia&lt;/strong&gt; (220),&lt;strong&gt; sorpresa&lt;/strong&gt; (41), &lt;strong&gt;preoccupazione&lt;/strong&gt; (9) e &lt;strong&gt;rifiuto &lt;/strong&gt;(2). Non vi sono cambiamenti nelle relazioni con la famiglia di origine. Il partner (33%) e la famiglia di origine (30%) sono i riferimenti per un supporto nel corso della gravidanza. &lt;/p&gt;      &lt;p&gt; Le principali preoccupazioni sono relative alla possibilità di crescita e sviluppo del feto, in termini di nutrimento, spazio e movimento. &lt;/p&gt;      &lt;p&gt;   Per quanto concerne il parto, il 32% delle donne vi pensa &lt;strong&gt;abbastanza&lt;/strong&gt;, mentre ci pensa &lt;strong&gt;poco&lt;/strong&gt; il 29% e &lt;strong&gt;molto&lt;/strong&gt; il 27%. Questi pensieri sono legati alla ‘&lt;strong&gt;&lt;em&gt;preoccupazione per me e il bambino’&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; nel 41% delle risposte, &lt;strong&gt;paura&lt;/strong&gt; (21%) e &lt;strong&gt;insicurezza&lt;/strong&gt; (12%). Il 18% delle donne che pensano al parto, invece, non rispondono alla domanda in questione.    &lt;/p&gt;      &lt;p&gt;   Le figure che maggiormente rassicurano durante il parto sono l’&lt;strong&gt;ostetrica&lt;/strong&gt; e il &lt;strong&gt;partner&lt;/strong&gt;, i quali hanno percentuali pressoché identiche (51% ostretica e 48% partner). Questo dimostra come il parto abbia due valenze significative, una fisica – per la quale si ricorre alla competenza dello specialista – e quella emotiva, per la quale si ricorre alla figura di attaccamento. &lt;/p&gt;      &lt;p&gt; Questa approfondita ricerca dimostra la valenza preventiva dei corsi di accompagnamento alla nascita, che permettono di limitare problemi legati alla maternità, quali la depressione post-partum.&lt;br /&gt;Si evidenzia, poi, che questi percorsi dovrebbero essere incrementati e organizzati fin dall’inizio della gravidanza. per dare risposte ancora più forti alle problematiche che le donne e le coppie si trovano ad affrontare. &lt;/p&gt;      &lt;p&gt; &lt;br /&gt;Emerge, inoltre, la necessità di una maggiore visibilità dei corsi, in modo che ne possano usufruire anche le donne che, per problematiche personali o altre difficoltà, al momento non sono raggiungibili, pur essendo probabilmente quelle che ne avrebbero più bisogno.&lt;br /&gt;Una strada indicata per arrivare ad un maggior coinvolgimento di tutte le future madri è quella di portare i corsi nelle strutture socio-sanitarie territoriali.&lt;br /&gt;    &lt;/p&gt;      &lt;p&gt;  &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;da: &lt;a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=5708"&gt;lo schermo, lucca&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-297612584159733986?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/297612584159733986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=297612584159733986' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/297612584159733986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/297612584159733986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/03/una-ricerca-per-aiutare-le-future-mamme.html' title='Una ricerca per aiutare le future mamme a vivere meglio la gravidanza'/><author><name>Bene con Sè Bene Insieme</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03779291269320807719</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_77tXq8eRNw4/R2fyjn51e0I/AAAAAAAAAEM/kfTdeAi7qoc/S220/logocripiccolo1.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-1683556131967337571</id><published>2008-03-20T03:40:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T01:57:22.863-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RIFLESSIONI'/><title type='text'>Children See. Children Do.</title><content type='html'>&lt;center&gt;&lt;br /&gt;Per riflettere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7ZscS775ek8&amp;hl=it"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/7ZscS775ek8&amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-1683556131967337571?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/1683556131967337571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=1683556131967337571' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/1683556131967337571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/1683556131967337571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/03/children-see-children-do.html' title='Children See. Children Do.'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-4705999652517911095</id><published>2008-02-18T02:42:00.000-08:00</published><updated>2008-04-15T01:55:46.659-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EDUCAZIONE PRENATALE'/><title type='text'>ITALIA: IL 60% DELLE GRAVIDANZE E' CASUALE</title><content type='html'>In Italia il 60% delle gravidanze è casuale. Nel mondo non ha fine la discussione sulla settimana di gestazione alla quale bisogna prestare cure al piccolo prematuro che sta per nascere: 24-23-22-21 settimane? All’inizio di questa ennesima campagna elettorale, già inquinata dalla noiosa demagogia di sempre, Giuliano Ferrara, con la sua proposta di guidare l’antiabortista “Lista per la vita”, ha lanciato senza dubbio una forte provocazione ai partiti politici e anche a tutto il Paese. La battaglia a favore della vita di un intellettuale né credente né ateo ha colto di sorpresa il mondo cattolico, a cominciare da quello più impegnato sul fronte anti-abortista, che si vede sfuggire di mano un argomento pro domo propria. Ma ha spiazzato anche tutti i leaders politici sempre pronti a cambiare pelle pur di raccogliere consenso elettorale. Eppure gettare una questione etica, come il valore della vita, nell’arena elettorale rischia di svilire la bontà dell’iniziativa. Quantificare in voti e in poltrone la volontà di presentare all’ONU una moratoria contro l’aborto simile a quella lanciata, e vinta, dalla sinistra contro la pena di morte, è un gesto di pura demagogia.&lt;br /&gt;Una “moratoria” –ossia una sospensione della scadenza delle obbligazioni, disposta con provvedimento legislativo- ha senso quando, per esempio, prolungando i tempi di una condanna, può offrire maggiori opportunità al condannato. Se ad un condannato a morte si dà più tempo di vivere è meglio. Non si può applicare però una moratoria all'aborto, perchè se una donna deve abortire, è meglio intervenire il prima possibile. Dunque una moratoria per la vita da presentare all’ONU è semplicemente uno slogan elettorale. Più serio e responsabile sarebbe portare avanti una battaglia culturale per la vita e la prevenzione contro l’aborto. Ma farebbe meno rumore e comporterebbe molta più fatica. Nella legge 194 già ci sono gli strumenti legislativi adatti alla prevenzione, la cui realizzazione avrebbe costi di gran lunga inferiori a quelli che si hanno per abortire oppure per curare un bimbo prematuro o malato.&lt;br /&gt;La Prof.ssa Iolanda Minoli, neonatologa di fama mondiale, da una vita in prima linea per salvare la vita dei neonati, soprattutto prematuri (8%), da sempre combatte per un approccio educativo e preventivo che deve iniziare molto, molto prima del concepimento, già tra gli adolescenti, come del resto recita l’art.15 della legge. “E’da prima del concepimento, ha detto nel corso di un nostro scambio di opinioni, che, se si pensa di avere dei figli nella vita, bisogna seguire delle regole, ad esempio non fumare, non fare uso di droghe, non abusare di alcolici, non seguire diete errate. Bisogna quindi diffondere, su larga scala, partendo dall’adolescenza, una cultura sanitaria nel campo del concepimento, iniziando dal periodo preconcezionale, così da poter svolgere anche attività di prevenzione per patologie che si possono presentare nel periodo gravidico e neonatale”.&lt;br /&gt;Fondamentale l’assistenza preconcezionale, che è l’aspetto delle cure perinatali più trascurato. Consiste nell’aiutare le future coppie a considerare seriamente la loro decisione di diventare genitori. “In questo modo, afferma Iolanda Minoli, i futuri genitori comprendono che il periodo precocenzionale e concezionale, la gravidanza, la nascita e l’allevamento dei figli costituiscono un “continuum” nel quale ciò che si compie influenza il presente e il futuro dei propri figli. Gli aspiranti genitori, in questo modo, prendono in considerazione la loro salute, l’età, gli stati d’animo, le spese e in questo modo possono consapevolmente decidere di divenire genitori oppure no: tutte le gravidanze dovrebbero essere desiderate per il bene dei bambini e delle famiglie e quindi coscienziosamente desiderate nel concepimento”.&lt;br /&gt;E’ scientificamente dimostrato che vi è una stretta relazione tra fra l’assistenza preconcezionale e la riduzione di mortalità materna e fetale, basso peso alla nascita, gravidanze indesiderate ed effetti negativi delle gravidanze indesiderate (per esempio aborto). Sarebbe interessante che Giuliano Ferrara e gli intellettuali davvero impegnati nella battaglia a favore della vita portassero nella competizione elettorale queste argomentazioni razionali lasciando ai velleitari le moratorie e le battaglie sui principi. Certamente la battaglia per ottenere poltrone e posti di potere è un altro discorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;articolo tratto da: &lt;a href="http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/listavita160208.htm"&gt;AFFARI ITALIANI&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-4705999652517911095?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/4705999652517911095/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=4705999652517911095' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/4705999652517911095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/4705999652517911095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/02/italia-il-60-delle-gravidanze-e-casuale.html' title='ITALIA: IL 60% DELLE GRAVIDANZE E&apos; CASUALE'/><author><name>Bene con Sè Bene Insieme</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03779291269320807719</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_77tXq8eRNw4/R2fyjn51e0I/AAAAAAAAAEM/kfTdeAi7qoc/S220/logocripiccolo1.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-4438061121019879936</id><published>2008-02-18T01:58:00.000-08:00</published><updated>2008-04-15T01:55:46.661-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EDUCAZIONE PRENATALE'/><title type='text'>RELAZIONE PRENATALE: ORIGINE DELLA SICUREZZA</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;I primi nove mesi: la relazione prenatale origine della sicurezza di base&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra sicurezza di base, afferma Freud, trae origine dall’interiorizzazione del senso di sicurezza prenatale.&lt;br /&gt;Pensare che la comunicazione emotiva, profonda con la propria madre e con il proprio padre ha&lt;br /&gt;inizio già dal momento in cui si è un piccolo essere, cullato e protetto nel grembo materno dà un senso di completezza. Con mamma e papà non si è in contatto solo quando un grido al momento del parto annuncia socialmente la propria nascita. La relazione emotiva con i propri genitori inizia dunque quando per il feto, ora chiamato concepito, il mondo esterno è sconosciuto.&lt;br /&gt;C’è un  momento speciale, intimo, emotivo, nella propria storia, che cresce con noi e si integra in noi ed è quel tempo in cui si è un tutt’uno con la propria mamma.&lt;br /&gt;Di lei si sente il battito cardiaco che culla e addormenta, i suoi rumori del ventre, la sua voce che tranquillizza;c’è un filo diretto tra madre e bimbo tanto che gli affanni materni sono recepiti e fatti propri dal bimbo, così come l’ allegria della madre è l’ allegria del feto, la sua gioia di essere mamma è la gioia del piccolo di nascer.&lt;br /&gt;E’ stato verificato che dedicando particolare attenzione alla propria esperienza prenatale è possibile trovare, in modo completo, un’armonia con se stessi; e i bambini a cui era stata prestata peculiare attenzione nel periodo prenatale godevano di uno stato di particolare benessere subito dopo la nascita e successivamente il loro sviluppo era sorprendente.&lt;br /&gt;Sappiamo dalla psicoterapia che le carenze vissute nel primissimo rapporto con i genitori affiorano facilmente alla coscienza.&lt;br /&gt;Il grande pittore Salvadore Dalì disse: “sebbene la mia nascita avesse mitigato nei miei genitori la disperazione provata (per la perdita di mio fratello), le cellule del loro corpo erano orami intrise del loro struggente dolore. Ho vissuto il tormento di mia madre sin da quando mi trovavo nel suo grembo. Il mio feto ruotava in una placenta diabolica. Non mi sono liberato di questo tormento”.&lt;br /&gt;Il percorso evolutivo di ognuno di noi non ha inizio dall’infanzia, per continuare nella maturità e trovare il culmine nella senescenza ma comprende anche la vita prenatale.&lt;br /&gt;Includendo questo quarto mondo si potrà prendere pienamente coscienza di se stessi.&lt;br /&gt;Tra il feto e la madre sembra dunque instaurarsi una comunicazione profonda primaria: egli condivide la vita emotiva della mamma; è in grado di ricevere il suo amore, la sua accettazione o il suo rifiuto e tutto ciò influirà sulla sua personalità.&lt;br /&gt;Attraverso il contatto, le parole, il canto, la musica, si dà avvio ad una comunicazione emotiva con la propria madre che crea un’intesa rassicurante tale che porta ad esempio il piccolo a muoversi in direzione della mano materna posata sul ventre. La stessa rassicurazione che il bimbo riconoscerà quando i suoi primi passi sperimenteranno l’essere nel mondo.&lt;br /&gt;All’invito tattile e verbale della madre il piccolo risponde con un cambiamento della propria posizione, visibile a occhio nudo, attraverso la modificazione del profilo del ventre materno che si modella al corpicino del bimbo che si sposta seguendo la mano della mamma, iniziando un gioco che egli stesso solleciterà se viene instaurata una continuità relazionale.&lt;br /&gt;Anche il padre inizia il suo rapporto emotivo con il figlio quando è ancora ben protetto nel grembo della madre, completando la relazione triadica e integrandolo nella generale vita di famiglia.&lt;br /&gt;Tutti noi ci sentiamo rafforzati dalla consapevolezza di essere amati dai nostri genitori, dalle loro lodi e dal loro apprezzamento; se tale coscienza ingloba anche il periodo prenatale può colmare la ricerca di eventuali conferme quando si è nel dubbio e riempie  il senso di alienazione e di vuoto dato dall’evento della nascita.&lt;br /&gt;Quando la mamma accarezza il suo bambino attraverso la pancia e gli parla : “Come va, come sta il mio meraviglioso bimbo?”, il bambino intuisce di essere amato e ciò lo fa star bene.&lt;br /&gt;L’abitudine a comunicare emotivamente con il figlio non solo facilita nel periodo post-natale la relazione ma consente alla madre di mantenere, anche durante il parto un stretto contatto con il piccolo e di vivere in condivisione emotiva l’esperienza della nascita.&lt;br /&gt;Considerare il bambino già prima della nascita un membro della famiglia dallo status un pò particolare, mantenere costantemente la comunicazione emotiva, dedicare più tempo dialogando, giocando, nel corso della gravidanza, si favorisce lo sviluppo, la capacità di relazione e di armonizzazione delle fasi esperenziali del bambino nel corso della propria esistenza.&lt;br /&gt;Recuperare, infatti, la relazione emotiva della vita prenatale, è darsi una marcia in più e favorire un’armonia tra mente, corpo e spirito in ogni fase della propria crescita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;AUTRICE:&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Dott.ssa Liliana Monti- Via Don Marzorati 10- Saronno&lt;br /&gt;02 9603917 e.mail – uceriani@tin.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ASSOCIAZIONE NOSTOS&lt;br /&gt;CENTO DI COSULENZA PSICO-SOCIO-PEDAGOGICA&lt;br /&gt;E-MAIL  &lt;a href="mailto:ASSOCIAZIONE@NOSTOS.IT"&gt;ASSOCIAZIONE@NOSTOS.IT&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corsi per fidanzati:&lt;br /&gt;Corso di educazione prenatale: far conoscere ai giovani, alle coppie e ai genitori la vita del bambino prima della nascita e i suoi rapporti con il mondo interno ed esterno&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-4438061121019879936?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/4438061121019879936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=4438061121019879936' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/4438061121019879936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/4438061121019879936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/02/relazione-prenatale-origine-della.html' title='RELAZIONE PRENATALE: ORIGINE DELLA SICUREZZA'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-5541850163241362052</id><published>2008-02-06T05:46:00.000-08:00</published><updated>2008-04-15T01:57:45.481-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MUSICOTERAPIA'/><title type='text'>musica per le mie orecchie e per il mio cuore</title><content type='html'>Lezione-Concerto con Insegnanti associati AIGAM!&lt;br /&gt;Sabato 8 Marzo 2008 presso la sala della Villa Comunale di Frosinone, via M.Tullio Cicerone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’evento è organizzato da:&lt;br /&gt;“Nove mesi e un giorno” Centro per la Genitorialità e Benessere in Gravidanza&lt;br /&gt;Sezione ANEP di Frosinone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1° GRUPPO (gravidanze) musica in pancia ore 15:30&lt;br /&gt;2° GRUPPO musicainfasce 0-24 mesi ore 16:30&lt;br /&gt;3° GRUPPO musica per le mie orecchie 24-36 mesi ore 17:30&lt;br /&gt;Anche il papà!&lt;br /&gt;* Partecipazione Gratuita&lt;br /&gt;* Prenotazione obbligatoria al 329.0249260&lt;br /&gt;&lt;a title="http://www.9mesieungiorno.it/" href="http://www.9mesieungiorno.it/"&gt;http://www.9mesieungiorno.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="http://www.aigam.org/" href="http://www.aigam.org/"&gt;http://www.aigam.org/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scarica la locandina: &lt;a href="http://anep.forumfree.net/?t=24899842&amp;amp;st=0"&gt;http://anep.forumfree.net/?t=24899842&amp;amp;st=0&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-5541850163241362052?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/5541850163241362052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=5541850163241362052' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/5541850163241362052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/5541850163241362052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/02/musica-per-le-mie-orecchie-e-per-il-mio.html' title='musica per le mie orecchie e per il mio cuore'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-4180530197556304336</id><published>2008-01-18T01:49:00.000-08:00</published><updated>2008-04-15T01:58:34.537-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONVEGNI CORSI SEMINARI'/><title type='text'>L’ESPERIENZA PRENATALE TRA NEUROSCIENZE...</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#3333ff;"&gt;L’ESPERIENZA PRENATALE TRA NEUROSCIENZE, MEDICINA,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#3333ff;"&gt;PSICOLOGIA ED EDUCAZIONE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#3333ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#3333ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#3333ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#3333ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;PARMA 24-25 Maggio 2008&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;Sala Auditorium del Campus Universitario&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;ANEP &amp;amp; Università degli Studi di Parma&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://xoomer.alice.it/mousymousy/6%20ITALIANO.pdf"&gt;versione italiana (pdf)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://xoomer.alice.it/mousymousy/6%20ENGLISH.pdf"&gt;english version (pdf)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-4180530197556304336?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/4180530197556304336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=4180530197556304336' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/4180530197556304336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/4180530197556304336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/01/lesperienza-prenatale-tra-neuroscienze.html' title='L’ESPERIENZA PRENATALE TRA NEUROSCIENZE...'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-5117624567679749159</id><published>2008-01-17T08:33:00.000-08:00</published><updated>2008-04-15T02:03:25.109-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DANZA DEL VENTRE'/><title type='text'>Danza e gravidanza. La danza del ventre alla luce della psicologia prenatale</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/R6nxhMOLGXI/AAAAAAAAABs/uzLBkMM6-5E/s1600-h/Stefania+x+Anep.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163924000275634546" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/R6nxhMOLGXI/AAAAAAAAABs/uzLBkMM6-5E/s200/Stefania+x+Anep.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;Danza e gravidanza. La danza del ventre alla luce della psicologia prenatale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“All’inizio dei tempi Eurinome emerse nuda dal caos, ma non trovò nulla di solido su cui posare i piedi. Divise allora il mare dal cielo e intrecciò una danza ritmica sulle onde. Danzando si diresse verso Sud, mentre il vento che le turbinava alle spalle le sembrava trasformarsi in un essere distinto. Allora si voltò all’improvviso, afferrò il vento del Nord e lo soffregò tra le mani. Ed ecco apparire il serpente Ofione. Eurinome danzava per scaldarsi, danzava con ritmo selvaggio finché Ofione, acceso dal desiderio, avvolse nelle sue spire le membra della dea e si accoppiò con lei. E così Eurinome rimase gravida. Poi volò sul mare nelle sembianze di una colomba e a tempo debito depose l’Uovo universale. Per ordine della dea Ofione si arrotolò sette volte attorno all’uovo finché questo si schiuse generando tutti gli dei e le cose esistenti” (R.Graves, ‘I miti greci’)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La danza del ventre, retaggio di una Danza Femminile molto più antica, risale al periodo Neolitico, al tempo in cui il patriarcato non aveva ancora insediato il suo Dio maschile e la Divinità era pienamente femminile e materna. Le sue origini sono ancora oggi incerte, sebbene pare abbia trovato in India il luogo di maggior attecchimento e sia poi arrivata in Persia e in Egitto attraverso i popoli zingari che ne garantirono in buona parte la conservazione e la salvaguardia dalle successive rigide repressioni.&lt;br /&gt;Nasce come danza sacra legata ai culti della Madre Terra praticati dai popoli primitivi dell’antica Mesopotamia (VI-II millennio a.C.). Tuttavia ritrovamenti archeologici (statuette, dipinti, decorazioni) in più ampie aree geografiche consentono di poter affermare che essa appartiene all’intero universo femminile e, in quanto tale, ne è un’espressione archetipica (pertanto l’espressione ‘danza del ventre’ risulta limitativa per considerazioni di tipo geografico ma anche fisico; infatti con questa espressione si intende generalmente la danza mediorientale mentre, come si è detto, se ne ritrovano tracce in territori più vasti; inoltre nella esecuzione è coinvolto tutto il corpo e non solo il ventre, che comunque impressionò notevolmente i viaggiatori europei di fine ottocento che conobbero per la prima volta questa danza dalle movenze sensuali).&lt;br /&gt;Oltre ad essere un rito propiziatorio della fertilità, per chiedere agli dei un raccolto abbondante, serviva a preparare le donne al parto, rendendo più forti ed elastici addome e fianchi. E’ una danza delle donne e per le donne, una forma di racconto delle loro esperienze, un modo per esprimere la potenza dell’eros femminile e aprire così un canale comunicativo con una dimensione sacra. Essa parla del loro corpo, dell’unione con l’uomo e con gli dei, del piacere sessuale e del parto, del dolore, della rabbia, dei più vitali sentimenti umani. Alcune movenze si ritrovano in diverse danze arcaiche femminili e sono simbolicamente molto evocative. Pertanto essa può essere considerata una specie di cura arcaica, una primordiale terapia femminile che coinvolge diverse dimensioni: fisica, psicologica, spirituale. Sempre più operatori del settore consigliano la danza del ventre anche alle donne in attesa; la spiegazione del suo successo sta nel fatto che si tratta di una danza che parla al cuore delle donne. Una volta apprese le corrette posizioni del corpo e gli esercizi più utili, la gestante potrà muoversi liberamente, ritrovando spontaneità, gioia e libertà di espressione, elementi questi che, molto probabilmente, caratterizzarono la danza nelle sue prime manifestazioni; si ricorda che la parola ‘danza’ deriva dal sanscrito ‘tanha’ e significa ‘gioia di vivere’.&lt;br /&gt;La danza del ventre costituisce la più antica preparazione alla nascita sia nelle sue origini che nei suoi principali movimenti. L’attenzione all’isolamento dei muscoli ad esempio, peculiarità di questa danza, consente di individuare una specifica parte del corpo e di lavorare solo con quella mentre le altre restano ferme. Per la gestante questo tipo di esercizio può rivelarsi particolarmente utile: la concentrazione sulle fasce muscolari maggiormente importanti per lei, le permette di approfondire la consapevolezza del proprio corpo, a tutto vantaggio anche della relazione con il bambino intrauterino che può essere percepito con maggior sensibilità. Inoltre le fasi di rilassamento, che sempre aprono e chiudono una lezione di danza del ventre, contribuiscono ulteriormente a ben predisporre la donna all’ascolto e al dialogo con il proprio piccolo; attraverso questi primi momenti di comunicazione si gettano le basi per lo sviluppo di una buona capacità di ‘reverie’ materna.&lt;br /&gt;Molte ginecologhe e psicologhe che praticano questa danza ne hanno potuto sperimentare e confermare personalmente la valenza terapeutica su più fronti anche per la gestante, la quale può contare inoltre su una maggiore flessibilità fisica grazie alle trasformazioni ormonali in atto nello stato gravidico. Ad esempio alcuni esercizi si rivelano particolarmente indicati per la riabilitazione del perineo, importante per affrontare disturbi urinari quali l’incontinenza durante e dopo la gravidanza. Ancora: alcuni movimenti lenti, quali quelli circolari riguardanti il bacino come gli ‘otto’ o ‘onde’,quelli fluidi e sinuosi del ‘cammello’ e del ‘serpente’, sono un formidabile allenamento per tonificare l’addome e mantenere elastica la muscolatura dorsale, entrambi coinvolti nel sostegno del bambino prima e dopo il parto. Gli esercizi riguardanti il pavimento o ‘diaframma’ pelvico si rivelano protettivi per la salute della donna e suoi preziosi alleati nella fase espulsiva del parto, facilitando la fuoriuscita del bambino.&lt;br /&gt;Anticamente la partoriente veniva messa al centro di un cerchio di donne che, con movimenti rotatori del bacino, battendo le mani e usando la voce, incitavano la donna ad imitarle, accompagnandola così nel travaglio e nel parto (pare che questa modalità si ritrovi ancora oggi presso alcune popolazioni arabe). E’ interessante notare che il cerchio, come espressione del principio femminile, si trova nella pienezza del ventre gravidico e nel movimento circolare. In ebraico ‘cholelthi’ vuol dire ‘girare in cerchio’ e anche ‘travaglio’, e la parola ‘chola’ ossia ‘danza in cerchio’ può significare anche ‘partorire’; in questo nesso si può notare lo stretto rapporto tra danza del ventre e rito della nascita.&lt;br /&gt;In un corso di accompagnamento alla nascita nel quale si è scelto di utilizzare la danza del ventre come esercizio psicocorporeo, è possibile sperimentare l’intimità del dialogo emotivo che nasce dalla coralità della danza, sentirsi contenute dalla condivisione con le altre, immergersi nella magia evocativa della musica, riconoscere la sacralità dell’esperienza che si sta vivendo. Tutto questo mentre dentro di se ogni madre crea col proprio bambino una danza alchemica unica e speciale ed entrambi i coreografi, madre e figlio, muovono i primi passi verso la costruzione della loro relazione affettiva. Diversi gli effetti benefici: la tensione psicofisica si allenta, si attiva la circolazione, si favorisce l’ossigenazione attraverso una respirazione ritmica, aumenta la produzione di endorfine, migliora il tono dell’umore. L’immagine di se si potenzia e si addolcisce, mentre si integra nella propria identità la complessa esperienza della maternità e la donna si apre ai vari cambiamenti ormonali, fisici, psicologici, relazionali. La presenza, negli incontri del corso, di figure professionali competenti in aree specifiche, consente di poter lavorare all’interno del gruppo utilizzandolo come cassa di risonanza per eventuali vissuti problematici evocati dall’accentuata emotività dello stato di gravidanza, vissuti che vanno individuati ed affrontati, se opportuno, in contesti separati e protetti, per evitare difficoltà durante la gestazione, al momento del parto o dopo, sul bambino e/o sulla madre (diverse possono essere le fonti di stress materno e le relative conseguenze, ad esempio citandone alcune: l’assunzione della posizione podalica del piccolo in utero, minacce di aborto, quadri depressivi di diversa entità, disturbi fisici e/ o psicologici della donna, ecc. In alcuni casi può essere necessario indagare sulle dinamiche della coppia e proporre un intervento alla donna e al suo compagno. E’ opportuno ricordare che la gamma di problematiche che le donne possono manifestare durante un corso necessita di attente valutazioni e precisi interventi per i quali va fatto riferimento agli operatori professionalmente competenti per quella specifica difficoltà).&lt;br /&gt;La ricerca sul mondo prenatale ha ampliato l’attenzione sulla fase iniziale della vita di un essere umano: questo, se da una parte permette di poter intervenire in un maggior numero di situazioni difficili (si pensi alle possibilità di interventi sul feto grazie alla chirurgia prenatale), dall’altra può impoverire il piano immaginativo ed emozionale dell’esperienza della gravidanza che può in qualche modo essere recuperata dall’esprimersi con il linguaggio arcaico e simbolico della danza del ventre. Ma essa costituisce un notevole supporto anche nella fase del puerperio: gli esercizi della parte alta del corpo, della muscolatura del collo, delle spalle, delle braccia, la aiuteranno a sostenere con minor fatica il bimbo durante l’allattamento e a mantenere tonico il seno. Alcuni movimenti della danza che coinvolgono il seno favoriscono naturalmente l’allattamento in quanto rilassano la zona e aiutano ad arricchire la vita sessuale perché ne sviluppano una maggiore sensibilità. La dimensione sacra di questa fase è testimoniata in vari modi: nell’immagine della madre che allatta il suo bimbo al seno è evocata la Dea Madre che nutre e dona sostegno, conoscenza e immortalità. In Egitto il faraone era seduto al seno della Dea Iside e si pensava che in questo modo potesse accedere ad una nuova vita nel mondo divino. In tutte le lingue ‘Ma-Ma’ vuol dire ‘seno materno’. Nell’Antico Testamento Yahweh ha il titolo di ‘El Shaddai’ che vuol dire ‘seno che allatta’ o ‘madre che allatta’.&lt;br /&gt;La danza del ventre può essere un valido sostegno nel post-parto: con essa la donna potrà recuperare più facilmente la sua forma fisica utilizzando la gamma completa dei movimenti ed introducendo movenze scattanti e vibrazioni accanto ai passi lenti. La fiducia nella propria bellezza, coltivata con la danza già durante la gestazione, le permetterà di riappropriarsi con maggior naturalezza della propria energia erotica e di riaprirsi alla relazione col partner.&lt;br /&gt;Vivendola in profondità come una meditazione in movimento, la danza del ventre può diventare un’esperienza di ricerca e cura della propria femminilità, ausilio nei vari cicli della vita, tempo di allegria, spazio per coltivare la propria anima perennemente in trasformazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lorella Amabile&lt;br /&gt;Psicoterapeuta esperta in psicologia dell’età evolutiva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri articoli della Dott.ssa Lorella Amabile:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://anepitalia.blogspot.com/2007/12/il-dolore-del-parto.html"&gt;http://anepitalia.blogspot.com/2007/12/il-dolore-del-parto.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://anepitalia.blogspot.com/2007/11/leducazione-inizia-prima-della-nascita.html"&gt;http://anepitalia.blogspot.com/2007/11/leducazione-inizia-prima-della-nascita.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-5117624567679749159?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/5117624567679749159/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=5117624567679749159' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/5117624567679749159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/5117624567679749159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/01/danza-e-gravidanza-la-danza-del-ventre.html' title='Danza e gravidanza. La danza del ventre alla luce della psicologia prenatale'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/R6nxhMOLGXI/AAAAAAAAABs/uzLBkMM6-5E/s72-c/Stefania+x+Anep.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-3746820066955707263</id><published>2008-01-16T01:28:00.000-08:00</published><updated>2008-04-15T01:55:46.662-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EDUCAZIONE PRENATALE'/><title type='text'>Il mistero della nascita</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=33&amp;amp;ID_file=670"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=33&amp;amp;ID_file=670" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sulle rive del Gange, tra i pellegrini; in Tanzania, nella tribù Masai appena scampata alla siccità; in America, nella comune hippie, con gli amici che cantano in coro; in Vietnam, nell’ospedale dove le donne partoriscono senza un gemito, come in una silenziosa catena di montaggio. E poi in Messico, in piscina, accanto a delfini solleciti come medici esperti; in Brasile, nel cuore della foresta amazzonica; in Nigeria, sulla sabbia del deserto, secondo la tradizione tuareg; in Giappone dove il dottore Yoshimura spiega che «il parto è come l’alba e il tramonto, non si può accelerare nè rallentare»; a Parigi, sotto la Torre Effeil, dove la mamma ballerina si esibisce in bikini e pancione in palcoscenico. Miracolo, tragedia, mistero, la nascita rappresenta, secondo Gilles De Maistre, regista del documentario Il primo respiro «un momento di grazia» capace di mutare per sempre l’esistenza di chi lo vive. Così, unendo due circostanze straordinarie, il parto e l’eclissi totale di sole del 29 marzo 2006, De Maistre ha girato un film emozionante come un thriller, commovente come una storia d’amore, destinato a far discutere e piangere, ma soprattutto a dividere perchè è facile leggerlo come un appassionato manifesto anti-abortista. «E’ una foto del mondo di oggi - replica l’autore - un’istantanea emozionale, che non contiene nè lezioni nè morali, ma che pone una serie di interrogativi riguardanti le disuguaglianze sociali ed economiche, l’accesso alla sanità, l’ecologia, le contraddizioni tra natura e progresso, le vittorie e i fallimenti della scienza». De Maistre precisa di non aver voluto prendere posizioni in tema di aborto: «Per me il problema centrale è la scelta. Oggi ci sono donne che possono scegliere come far nascere il loro bambino, stabilendo le condizioni nei minimi dettagli, e altre che non possono farlo perchè la cultura cui appartengono glielo impedisce. Credo che ogni donna debba poter scegliere, e questo vale anche per la contraccezione e per l’aborto». Attraverso un evento speciale, ma anche assolutamente normale, De Maistre indica le storture del progresso, invita a riflettere su quanto la gravidanza possa mutare la vita delle donne, su come il modo in cui si è venuti alla luce modifichi per sempre l’esistenza. Ma non solo: «Il film è un tentativo di parlare d’amore, di porgere uno specchio per mostrare a noi stessi che siamo tutti uguali, che facciamo tutti gli stessi gesti con i nostri piccoli, che abbiamo le stesse lacrime, le stesse risate. Non volevo trasmettere nessun messaggio, volevo toccare il cuore della gente». L’idea di usare la circostanza dell’eclissi come denominatore comune è un «artificio artistico», ma serve anche a «ricordarci il nostro ruolo nell’universo, ovvero abitanti di un sassolino collocato nello spazio. L’eclissi è un fenomeno che ci spaventa perchè va oltre i nostri limiti, proprio come il mistero della nascita».Il primo respiro, uscito in Francia tre mesi fa, è il frutto di 22 mesi di ricerche svolte da una squadra di dieci intervistatori. La sequenza più difficile è quella girata nel deserto dove Manè perde il suo bambino: «Non ce l’aspettavamo, è stato un momento molto duro». La madre meno amata dal pubblico è la canadese che decide di partorire senza assistenza medica e alla fine rischia la vita: «Ciascuno, vedendo il film, s’identifica, fa il tifo, s’innervosisce». Il primo respiro fa parte di una trilogia che comprenderà altri due documentari su eventi universali: «Uno sarà sulla morte, l’altro sulla ricerca dell’amore, intesa come unione tra due esseri, quindi ci occuperemo di matrimoni organizzti, di agenzie matrimoniali, del mito della seduzione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo tratto da: &lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/cinematv/grubrica.asp?ID_blog=33&amp;amp;ID_articolo=622&amp;amp;ID_sezione=260&amp;amp;sezione=News"&gt;La Stampa.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-3746820066955707263?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/3746820066955707263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=3746820066955707263' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/3746820066955707263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/3746820066955707263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2008/01/il-mistero-della-nascita.html' title='Il mistero della nascita'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-7277689787005316111</id><published>2007-12-18T01:01:00.000-08:00</published><updated>2008-04-15T01:57:45.483-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MUSICOTERAPIA'/><title type='text'>donare una musica magica</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Laboratorio di Pedagogia Musicale e Musicoterapia - Prof.ssa Barbara Gasperoni Lanconelli&lt;br /&gt;Piazza Cavour, 1 – 48022 Lugo (RA) – Italy - Tel. + 3 9 / 3 3 3 - 9 3 5 4 8 5 4&lt;br /&gt;barbaragasperoni@tiscali.it - barbara.gasperoni@musicoterapia.it&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.musicoterapia.it/"&gt;http://www.musicoterapia.it/&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;---o---&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Mille &amp;amp; un Natale 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In collaborazione con: Comune di Lugo&lt;br /&gt;F.I.M. (Federazione Italiana Musicoterapeuti)&lt;br /&gt;A.N.E.P Italia (Associazione Nazionale Educazione Prenatale e alla genitorialità)&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;---o---&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;musica in grembo &amp;amp; musica in crescita: continuità prima e dopo la nascita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;donare una musica magica&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;letture musicali dedicate a bambini prenatali e neonatali 0/15 mesi con genitori&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;---o---&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;I papà si informano, le mamme domandano, i nonni si incuriosiscono … dalle richieste più frequenti 3 incontri con esperti e buona musica dal vivo, per risuonare insieme.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;---o---&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) GIOVEDI’ 06/12/07 ORE 10.30: “C’é una musica “intelligente” per stimolare la mia&lt;br /&gt;bambina?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) GIOVEDI’ 13/12/07 ORE 10.30: “Esiste una musica “rilassante” per calmare il mio&lt;br /&gt;bambino?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) GIOVEDI’ 20/12/07 ORE 10.30: “Cos’è l’effetto Mozart? Può servire per far crescere&lt;br /&gt;meglio i figli di oggi? Qual’é la magia della musica che&lt;br /&gt;possiamo donargli per stare bene insieme?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ogni incontro prevede due gruppi: &lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;ore 10.30 (bambini in grembo e dallo svezzamento ai 15 mesi)&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;ore 11.15 (bambini non impegnati con lo svezzamento)&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;saranno presenti:&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Prof.ssa Manuela Bricconi&lt;br /&gt;Pianista-Musicoterapista FIM - Piacenza&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Dott.ssa Silvia Berti&lt;br /&gt;Psicologa/Psicoterapeuta&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’ingresso è gratuito e aperto a tutti i bambini prenatali e neonatali 0/15 mesi con i loro genitori, nonni, zii, dade e persone interessate agli argomenti proposti.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Portare calzini antiscivolo e telefonare per segnalare la presenza: &lt;strong&gt;333/9354854.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-7277689787005316111?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/7277689787005316111/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=7277689787005316111' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7277689787005316111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7277689787005316111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2007/12/donare-una-musica-magica.html' title='donare una musica magica'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-1944514795561355618</id><published>2007-12-17T06:23:00.000-08:00</published><updated>2008-04-15T01:50:25.920-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GRAVIDANZA E PARTO'/><title type='text'>Il dolore del parto</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Articolo pubblicato sul numero 4 di dicembre 2007 &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;del periodico di informazione 'La Gazzetta del Vara'.&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;‘Tu sei il solo sostegno del mondo,&lt;br /&gt;perché tu hai la forma della terra.&lt;br /&gt;Da te che esisti in forma di acqua,&lt;br /&gt;l’intero universo è pervaso…’&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;‘Mai più soffriranno i dolori nel grembo materno&lt;br /&gt;Coloro che, degni di lode, in Te sono assorbiti…’&lt;br /&gt;(da antichi inni alla Madre Divina, dai Purana, 3000 a.C.)&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OOskjfwkNWc&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/OOskjfwkNWc&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei dedicare questo articolo a una donna meravigliosa, l’ostetrica Vita Latte, che nella sua lunghissima attività ha accompagnato moltissime donne a mettere al mondo i loro bambini. Prima ancora di lavorare nelle strutture ospedaliere, per molti anni era la ‘levatrice’, colei che si recava personalmente nelle case della provincia e della campagna tarantina, per accompagnare, testimone premurosa e professionista affidabile, l’evento sempre unico e speciale, della nascita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il parto è l’unico evento fisiologico doloroso compensatorio in quanto, pur essendo doloroso, porta in sé la nostalgia di ripeterlo, così che si partoriscono altri figli dopo il primo. Esso è anche paradossale poiché la donna, per dare vita ad un altro essere umano, deve subire un attacco viscerale da parte del bambino e andare contro il proprio corpo. In tal senso il parto rappresenta una lotta tra l’autoconservazione e l’abbandono.&lt;br /&gt;Caratteristico del travaglio è l’intermittenza: alle fasi contrattili seguono quelle di rilassamento; tale ritmicità permette alla donna ed al bambino di usare il dolore come una sorta di guida protettiva durante il viaggio che hanno intrapreso. La donna risponde al dolore con il movimento: istintivamente assume le posizioni più antalgiche nelle quali può sentire minor compressione e resistenza, proteggendo sé stessa da danni al bacino, al collo dell’utero, al perineo, e il bambino da una eccessiva compressione della testa. L’intermittenza porta la donna a innescare una cascata di eventi ormonali (adrenalina, ossitocina, endorfine) che la aiutano a tollerare il dolore e la conducono, nella seconda fase dilatativa, ad uno stato alterato di coscienza, permettendole così di allentare l’assetto corticale-razionale per accedere alla dominanza delle funzioni neurovegetative.&lt;br /&gt;Il livello di endorfine prodotte le consentirà di accogliere con gioia il bambino, costituendo il terreno ormonale più adatto per un innamorato, premuroso incontro tra i due viaggiatori: la madre e il neonato.&lt;br /&gt;Oltre che come stimolatore endocrino, il dolore è indicatore di importanti funzioni psichiche: prima di tutto spinge la donna nella direzione obbligata della separazione dal bambino, la mette dinanzi all’ineluttabilità della nascita ed al suo compito, unico e sacro, di servire così la Vita.&lt;br /&gt;Come scrive la dottoressa Verena Schmid: ‘il dolore segna il tempo e il tempo nei processi di separazione è importante e individuale’. Un buon dialogo tra madre e bimbo durante la gravidanza aiuta a separarsi più fluidamente e può contribuire a ridurre il tempo e l’intensità del travaglio.&lt;br /&gt;Il dolore si pone, ancora, come elemento del processo di trasformazione personale: la donna deve mobilitare tutte le sue risorse emotive per affrontarlo; esso diventa l’occasione per ricontattare antiche ferite sepolte nel suo inconscio, giungere all’estremo delle sue possibilità fino al momento del superamento dei propri limiti personali, all’abbandono ed alla nascita che le permetteranno di attivare nuove risorse ed incrementeranno la sua forza personale. La donna rimodella profondamente sé stessa sotto vari aspetti: fisico, emotivo, cognitivo, relazionale, sociale, spirituale.&lt;br /&gt;Il dolore si pone infine come stimolare delle energie sessuali: per la donna partorire è una potente espressione della propria femminilità; spesso dopo il parto può aumentare la sua capacità orgastica. Come scrive Clarissa Pinkola Estés ‘partorire é l’equivalente psichico di divenire sé stesse’.&lt;br /&gt;Quanto detto apre diversi interrogativi sul vissuto personale del dolore, offrendo al tempo stesso possibili risposte e consentendo di guardare all’esperienza del travaglio come ad un momento certamente delicato ma comunque naturale nella vita di una donna, momento attualmente purtroppo medicalizzato e tecnologizzato oltremodo. Piera Maghella, ideatrice del Movimento per il parto attivo, scrive: “molte delle procedure oggi regolarmente utilizzate erano state originariamente riservate alle gravidanze a rischio, ma poi sono state estese a tutte le gravidanze, anche a quell’85% di donne definite ‘a basso rischio’. Per le donne con gravidanze fisiologiche queste procedure causano più rischio che beneficio”.&lt;br /&gt;Il dolore è un elemento importante del travaglio fisiologico; la sua soppressione inibisce la reattività della donna, privandola di quella esperienza estatica che può dare solo l’alta carica ormonale del parto naturale.&lt;br /&gt;Fatta eccezione per i casi che necessitano effettivamente di precisi interventi medico-chirurgici, si possono preparare le donne al travaglio ed al parto fornendo loro diversi strumenti di contenimento del dolore, affinché questo resti nella sua portata fisiologica e non venga amplificato dalla paura e dalla tensione. In mancanza di quei riferimenti esperienziali, culturali e rituali ai quali un tempo le donne potevano attingere, può essere utile ritrovare condivisione, sostegno e informazioni nei corsi di preparazione alla nascita ed al parto, presenti da tempo un po’ dappertutto nel nostro Paese, ed organizzati da strutture pubbliche e da associazioni private. A seconda dell’impostazione del corso si possono apprendere tecniche di rilassamento, esercizi yoga specifici per la gravidanza, l’uso della voce e del canto, tecniche di massaggio, la riflessologia, la musicoterapia, esercizi psicocorporei, ed altro ancora.&lt;br /&gt;Importante per la donna nel particolare momento del travaglio è potersi sentire ascoltata: il dr. Michel Odent sostiene che la parola-chiave durante il travaglio, il parto, la nascita e le primissime ore di vita del bambino dovrebbe essere ‘intimità’, intimità del luogo e delle persone che la partoriente sceglie di avere accanto. Il parto mette in circolo molte energie, riporta in contatto con il proprio parto, con le proprie disconnessioni più profonde: stare accanto alla donna con rispetto è fondamentale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vorrei suggerire a riguardo la visione di un film toccante, “La storia del cammello che piange” di B.Davaa e L.Falorni, un bell’esempio sull’importanza del contenimento affettivo per ristabilire una buona relazione tra una mamma ed il suo piccolo appena nato, dopo un parto molto sofferto da parte di entrambi.&lt;br /&gt;Vorrei infine ricordare un piccolo libro, di facile lettura e con foto più eloquenti di molti discorsi, il bellissimo ‘Per una nascita senza violenza’ di Leboyer, nel quale il parto è descritto dal punto di vista del bambino e dove l’autore propone un approccio non tradizionale finalizzato al recupero del ‘parto come momento di amore’ e non soltanto di efficientismo ospedaliero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lorella Amabile&lt;br /&gt;Psicoterapeuta esperta in psicologia dell’età evolutiva &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://anepitalia.blogspot.com/2007/11/leducazione-inizia-prima-della-nascita.html"&gt;clicca qui per leggere un altro articolo di Lorella Amabile pubblicato su questo blog&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-1944514795561355618?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/1944514795561355618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=1944514795561355618' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/1944514795561355618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/1944514795561355618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2007/12/il-dolore-del-parto.html' title='Il dolore del parto'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-7142349902591769777</id><published>2007-12-12T02:16:00.000-08:00</published><updated>2008-04-15T01:50:54.057-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GRAVIDANZA E PARTO'/><title type='text'>Telefono Rosso</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/R1-1DXKveLI/AAAAAAAAABU/AGujohDqO3w/s1600-h/telefono_Rosso.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143028368843700402" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/R1-1DXKveLI/AAAAAAAAABU/AGujohDqO3w/s320/telefono_Rosso.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;06-3050077&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, una linea telefonica dedicata a future e neo mamme. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;E’ lo speciale servizio telefonico gratuito, il suo nome è Telefono Rosso, attivo presso l’Istituto di Ginecologia e Ostetricia dell’Università Cattolica, con il sostegno della Regione Lazio, che offre informazioni e chiarimenti “a domicilio” per la prevenzione dei difetti congeniti del neonato e una valutazione dei rischi teratogeni (fattori che possono causare malformazioni dell’embrione), per esempio derivanti dall’assunzione di farmaci in gravidanza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il servizio (al costo della sola telefonata) è &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;attivo dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 13.00&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Il Telefono Rosso fornisce consulenze mediche in fase preconcezionale, in gravidanza o durante l’allattamento a chiunque ne faccia richiesta: per esempio coppie, in particolare donne che desiderano avere un figlio o che si trovano nelle prime fasi della gravidanza, ma anche medici di base, farmacisti e altri operatori sociosanitari.&lt;br /&gt;La consulenza viene effettuata da medici specializzati in ostetricia e ginecologia con particolari competenze nel campo della medicina prenatale, delle gravidanze a rischio e della teratologia clinica.&lt;br /&gt;La valutazione del possibile rischio riproduttivo si avvale anche delle banche dati specifiche disponibili a livello internazionale. Il Telefono Rosso – è infatti integrato nella rete dei servizi omologhi (Teratogen Information Service) europei (ENTIS) ed extraeuropei (OTIS), con i quali esiste un rapporto continuo di scambio di informazioni relative soprattutto alle problematiche che risultano più rare o nuove.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-7142349902591769777?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/7142349902591769777/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=7142349902591769777' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7142349902591769777'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7142349902591769777'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2007/12/telefono-rosso.html' title='Telefono Rosso'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/R1-1DXKveLI/AAAAAAAAABU/AGujohDqO3w/s72-c/telefono_Rosso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-7446003250363041065</id><published>2007-11-22T06:23:00.000-08:00</published><updated>2008-04-15T01:55:46.663-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EDUCAZIONE PRENATALE'/><title type='text'>L’educazione inizia prima della nascita</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-cdb0013bfc22f51" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v12.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D0cdb0013bfc22f51%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329979355%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D64039B0C0479F9E7C04D31EBF1F9C773707BBED9.71CD5043A095DCD843908B48E23BA9EC779D4AA7%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dcdb0013bfc22f51%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DNbwef06KIRBa-njkJJnAi3FIP5g&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v12.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D0cdb0013bfc22f51%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329979355%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D64039B0C0479F9E7C04D31EBF1F9C773707BBED9.71CD5043A095DCD843908B48E23BA9EC779D4AA7%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dcdb0013bfc22f51%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DNbwef06KIRBa-njkJJnAi3FIP5g&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Articolo sulla Psicologia Prenatale per il Periodico d’informazione ‘La Gazzetta del Vara’, pubblicato sul N° 3 di Ottobre 2007 con il titolo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;L’educazione inizia prima della nascita’&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Se un bambino durante i primi nove mesi della sua esistenza intrauterina è stato desiderato perché è stato concepito responsabilmente…&lt;br /&gt;durante la gravidanza ha ricevuto l’accettazione e la gioia materna perché era desiderato…&lt;br /&gt;è stato ascoltato perché i suoi genitori sapevano che era capace di comunicare…&lt;br /&gt;è stato capito perché è stato ascoltato…&lt;br /&gt;è stato accarezzato perché i suoi genitori sapevano che era sensibile…&lt;br /&gt;è stato accudito perché è stato desiderato, ascoltato, capito e coccolato…&lt;br /&gt;questo bambino…nascerà e crescerà pensando di valere molto, si rispetterà e amerà sé stesso perché è sempre stato rispettato e amato sin dall’alba della sua esistenza, quando per la prima volta si è affacciato alla vita nel grembo di sua madre”&lt;br /&gt;Gabriella A. Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le parole che avete appena letto introducono in modo poetico l’argomento di questo articolo nel quale fornirò alcuni cenni introduttivi sulla Psicologia Prenatale.&lt;br /&gt;Nata intorno agli anni settanta, grazie ai supporti di una raffinata tecnologia biomedica e ad una metodologia di ricerca sempre più precisa, essa si propone di indagare, ed eventualmente intervenire, sull’esperienza prenatale, considerata una parte indivisibile del ciclo della vita, quella che ci forma e determina chi siamo e cosa diventeremo.&lt;br /&gt;Oggi si osserva e si studia il bambino ancora nell’utero materno, rilevando scoperte significative sulle sue complesse capacità, ma già nell’antichità si prestava molta attenzione a questa fase della vita, della quale intuitivamente si riconosceva l’importanza e la sacralità. Presso gli antichi greci, ad esempio, esisteva una legislazione che regolamentava diversi aspetti della vita collegati alla procreazione. Erano tenuti in considerazione l’educazione dei giovani e la formazione delle coppie, come a dire che loro già sapevano quello che la Psicologia Prenatale attualmente sostiene, cioè che i sentimenti e il tipo di relazione esistente tra l’uomo e la donna, futuri genitori, sono fondamentali e che l’educazione dei bambini inizia prima della nascita.&lt;br /&gt;Dal 2000 in poi gli studi sul prenatale si sono intensificati, vari Paesi contribuiscono con i loro dati e le loro ricerche; tra questi Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Francia, Svezia, Germania, Austria, Nuova Zelanda, Spagna, Italia,…&lt;br /&gt;Il mondo intrauterino si scopre complesso e variabile e, per alcuni versi, paragonabile a quello dell’adulto. Il bambino intrauterino ha reazioni e comportamenti propri che si ritrovano nella sua personalità anche dopo la nascita: è socievole, comunicativo, in grado di stabilire relazioni affettive durevoli nel tempo, come dimostrano gli studi ecografici sui gemelli condotti dalla dottoressa Alessandra Piontelli. La ricercatrice ha osservato, per varie ore al giorno, il loro comportamento, a partire dalla 20° settimana, rilevando diversi momenti ed episodi interessanti. Uno di questi risulta significativo oltre che divertente: Luca, il più vivace della coppia, si avvicinava alla membrana che lo divideva dalla sorellina Alice e la svegliava con gentilezza, invitandola ad un dialogo-gioco nel quale si strofinavano le teste e si avvicinavano, guancia a guancia, alla membrana, come per abbracciarsi. Questo comportamento fu ripreso da Luca e Alice più tardi quando, all’età di un anno, si dirigevano verso una tenda e ripetevano quel gioco inventato durante la loro vita intrauterina.&lt;br /&gt;Oggi psicoterapeuti di diverse impostazioni teoriche (psicoanalisi, bioenergetica, terapia primaria, ipnoanalisi, ecc.) sostengono la necessità di occuparsi della vita prenatale per individuare l’origine di alcuni disturbi che un adulto può vivere allo stato attuale, ma che affondano le radici nei primordi della sua esistenza.&lt;br /&gt;In questa fase il nascituro, insieme al corpo, sperimenta le sue prime comunicazioni e relazioni, vive le sue prime esperienze che lo preparano ad affrontare il mondo; sempre in questa fase vengono poste le basi per le condizioni sullo stato di salute fisica e psichica ed avviene la registrazione dei primi vissuti che vanno a formare l’inconscio del bambino.&lt;br /&gt;Vorrei concludere queste poche note accennando all’importante ruolo che il padre svolge dal momento del concepimento in poi: nella sua funzione protettiva egli si offre come ‘secondo utero’ della coppia madre-bambino, ma partecipa attivamente per tutto il tempo dell’attesa. Recenti studi rilevano infatti significative modificazioni ormonali nei padri affettivamente coinvolti con la compagna, quali aumento dell’ossitocina e diminuzione del testosterone, ed un innalzamento del livello di prolattina durante gli ultimi mesi di gestazione della partner. In questo modo il padre può concentrare maggiormente le sue energie sull’affettività e sostenere meglio la sua compagna. Il cammino per diventare genitori si rivela, pertanto, come un delicato e complesso percorso che, dal piano ormonale a quello psichico e relazionale, coinvolge un uomo e una donna profondamente, per prepararli a ricevere e a prendersi cura della creatura da loro desiderata ed accompagnarla nella grande famiglia umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In ogni istante, mamma, il tuo cuore mi parla ed anche la tua voce soave spesso ascolto.&lt;br /&gt;Il tuo cuore…il tuo cuore…lui batte assieme al mio, di te tutto mi dice, nulla di te mi sfugge.&lt;br /&gt;Mi incanta la sua onda quando papà è con noi, la sua voce profonda mi infonde sicurezza.&lt;br /&gt;Da lontano mi giunge perché l’amore io espanda e quando sarò nato io sappia ritrovare&lt;br /&gt;quell’Infinito Cuore che col mio parlerà”&lt;br /&gt;Edi Migliorini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lorella Amabile&lt;br /&gt;Psicoterapeuta esperta in psicologia dell’età evolutiva &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-7446003250363041065?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=cdb0013bfc22f51&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/7446003250363041065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=7446003250363041065' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7446003250363041065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/7446003250363041065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2007/11/leducazione-inizia-prima-della-nascita.html' title='L’educazione inizia prima della nascita'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-184456541524439624</id><published>2007-11-21T00:49:00.000-08:00</published><updated>2008-04-15T01:58:34.540-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONVEGNI CORSI SEMINARI'/><title type='text'>Quello che ancora si può fare... 8-9 marzo 08</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/R0PxWgkrawI/AAAAAAAAABM/YBSw6I5erCs/s1600-h/butterfly.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135213369135688450" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/R0PxWgkrawI/AAAAAAAAABM/YBSw6I5erCs/s320/butterfly.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; 8 &amp;amp; 9 marzo 2008&lt;br /&gt;14 ore di formazione per operatori&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La morte di un bambino durante la gravidanza o dopo il parto.&lt;br /&gt;Conoscere, riconoscere e accompagnare il dolore dei genitori.&lt;br /&gt;(14 ore complessive)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Argomenti:&lt;br /&gt;Il corso si divide in tre parti:&lt;br /&gt;A) una parte di lezione formale (5 ore) i cui argomenti principali vertono su:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)      Il lutto,un cammino tra amore e perdita. Gli aspetti ed i vissuti più comuni dell’esperienza del lutto e della sua elaborazione. (1 ora)&lt;br /&gt;2)      Genitori e lutto: esiti psicologici dell’aborto e della morte perinatale, nelle madri e nei padri (1 ora)&lt;br /&gt;3)      Comunicare il lutto: le parole che non ti ho mai detto, parole che feriscono, parole che guariscono (1 ora)&lt;br /&gt;4)      Accompagnare i genitori nel percorso del lutto I: i protocolli internazionali per il sostegno all’aborto e alla morte perinatale al momento della diagnosi ( 1 ora)&lt;br /&gt;5)      Accompagnare i genitori nel percorso del lutto II: il sostegno all’aborto e alla morte perinatale dopo le dimissioni, il counseling, i gruppi di autoaiuto ( 1 ora)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;B) Una parte interattiva sul vissuto dell’operatore (4 ore):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proiezione del video la storia di Daniel (1 ora).&lt;br /&gt;L’operatore e il lutto in gravidanza: il tabù della morte tra ragione, emozioni e vissuti personali (1 ora e mezzo)&lt;br /&gt;Storie cliniche (1 ora e mezzo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C) Una parte sull’accompagnamento alla nascita in caso di morte intrauterina e nelle gravidanze successive ( 4 ore più discussione)&lt;br /&gt;·        L’ostetrica e l’accompagnamento al parto (Simona Minniti ostetrica, 1 ora)&lt;br /&gt;·        Le madri raccontano, comprendere il lutto e accompagnare alla vita (1 ora, parte interattiva)&lt;br /&gt;·        La gravidanza successiva alla perdita aspetti psicologici (1 ora)&lt;br /&gt;·        Accompagnare nella gravidanza successiva (Simona Minniti 1 ora)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discussione&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://xoomer.alice.it/mousymousy/ciaolapo.htm"&gt;clicca qui per ulteriori informazioni&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-184456541524439624?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/184456541524439624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=184456541524439624' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/184456541524439624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/184456541524439624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2007/11/quello-che-ancora-si-pu-fare-8-9-marzo.html' title='Quello che ancora si può fare... 8-9 marzo 08'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/R0PxWgkrawI/AAAAAAAAABM/YBSw6I5erCs/s72-c/butterfly.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-6636476754172331119</id><published>2007-11-12T00:45:00.000-08:00</published><updated>2008-04-15T01:55:46.664-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EDUCAZIONE PRENATALE'/><title type='text'>La memoria embrionale</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/RzgS8jS04XI/AAAAAAAAABE/o5J9drDrgQk/s1600-h/IMAGE0001.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5131872606864335218" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/RzgS8jS04XI/AAAAAAAAABE/o5J9drDrgQk/s320/IMAGE0001.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; “… un bambino nasce perché spinto dall’amore dei genitori e dall’amore per il proprio progetto esistenziale…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la memoria dei nove mesi uterini può essere “letta” anche attraverso “disegni” che sono “segni” di quell’epoca ed elaborati dall’Autrice secondo la visione sophianalitica di Antonio Mercurio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Angela Amabile&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;"La memoria embrionale"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Edizioni SUR&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Yp0OXjZJZrE&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Yp0OXjZJZrE&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-6636476754172331119?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/6636476754172331119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=6636476754172331119' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/6636476754172331119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/6636476754172331119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2007/11/la-memoria-embrionale.html' title='La memoria embrionale'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/RzgS8jS04XI/AAAAAAAAABE/o5J9drDrgQk/s72-c/IMAGE0001.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-3254540988818372032</id><published>2007-11-05T01:45:00.000-08:00</published><updated>2008-04-15T01:58:34.542-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONVEGNI CORSI SEMINARI'/><title type='text'>Seminario per operatori: progetto per scuole dell'infanzia e primaria</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/Ry7nQ_nwoqI/AAAAAAAAAA8/Bj--LGyqS3g/s1600-h/logo+giallo+piccolo.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129291304763695778" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/Ry7nQ_nwoqI/AAAAAAAAAA8/Bj--LGyqS3g/s200/logo+giallo+piccolo.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Progetto per inserimento dell'educazione prenatale nell'infanzia e primaria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Seminario 26 gennaio 2008&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Chiavari (GE)&lt;br /&gt;Sez. ANEP Bene con Sè, Bene Insieme&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;per operatori (massimo 18 iscritti)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Contenuti: educazione prenatale per la scuola dell’infanzia e primaria. L'incontro sarà prevalentemente di sperimentazione in prima persona delle attività per acquisire competenze nella strutturazione di un progetto didattico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Obiettivi: acquisire tecniche di conduzione di un gruppo di bambini, strutturazione di un progetto, attività da proporre, valutazione dell'intervento. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://www.anep.org/Area%20Download/Romei.pdf"&gt;Scarica la locandina in formato pdf&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Per maggiori informazioni: &lt;a href="mailto:cristina.fiore@anep.org"&gt;cristina.fiore@anep.org&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/562008351332379198-3254540988818372032?l=anepitalia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anepitalia.blogspot.com/feeds/3254540988818372032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=562008351332379198&amp;postID=3254540988818372032' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/3254540988818372032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/562008351332379198/posts/default/3254540988818372032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anepitalia.blogspot.com/2007/11/seminario-per-operatori-progetto-per.html' title='Seminario per operatori: progetto per scuole dell&apos;infanzia e primaria'/><author><name>ANEP - Associazione Nazionale Educazione Prenatale</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15354483716906812787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Dxq0zfEIcjg/Ry7nQ_nwoqI/AAAAAAAAAA8/Bj--LGyqS3g/s72-c/logo+giallo+piccolo.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-562008351332379198.post-2877694377615036781</id><published>2007-10-31T02:46:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T02:06:08.990-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RIFLESSIONI'/><title type='text'>M. Grandolfo: priorità e scelte in sanità pubblica, quali criteri</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Priorità e scelte in sanità pubblica, quali criteri.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Forlì, 22 settembre 2007-08-20&lt;br /&gt;Michele Grandolfo&lt;br /&gt;Reparto Salute della donna e dell'età evolutiva&lt;br /&gt;Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute&lt;br /&gt;Istituto Superiore di Sanità&lt;br /&gt;&lt;a title="blocked::mailto:michele.grandolfo@iss.it&amp;#10;mailto:migrando@iss.it" href="mailto:michele.grandolfo@iss.it"&gt;michele.grandolfo@iss.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduzione&lt;br /&gt;Nel passato non di rado sulla stampa si leggevano articoli sulle “vessazioni” compiute nei confronti di genitori che si opponevano alle vaccinazioni d’obbligo. In tali articoli spesso si dava credito alle tesi “negazioniste” sull’importanza delle vaccinazioni nella storia della sanità pubblica, per non parlare delle accuse di nocività.&lt;br /&gt;L’eliminazione del vincolo dell’avvenuta serie di vaccinazioni previste dalla legge per l’iscrizione alla scuola dell’obbligo ha di fatto attenuato l’impegno a non permettere “evasioni” nelle realtà dove i servizi pubblici primari brillavano per efficacia ed efficienza. Nelle situazioni di maggiore degrado sociale ed istituzionale l’eliminazione di tale vincolo ha fornito un formidabile alibi per l’incapacità di offerta attiva della profilassi vaccinale, soprattutto a scapito delle comunità caratterizzate da emarginazione e deprivazione sociale. Con la differenza che nelle realtà con servizi validi (fino a quando, se la tendenza è di ridimensionarli e contemporaneamente introdurre nuove vaccinazioni, peraltro assai discutibili?) il rifiuto delle vaccinazioni non andava mai oltre il 5%, attestandosi spesso tra il 2% e il 3% e comunque non in cluster. Mentre nelle realtà con deprivazione sociale si raggiungevano (e sicuramente si raggiungono oggi più che mai) percentuali di non copertura vaccinale con il ciclo primario anche superiori al 30%, con forti livelli di clusterizzazione, con aumento del rischio di potenziale epidemico, la non vaccinazione essendo la risultante di difficoltà di offerta attiva piuttosto che rifiuto consapevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, come nel passato, sulla stessa stampa sistematicamente si invoca la disponibilità di un vaccino, in caso di un rischio di emergenza anche di patologie non infettive. E si ripongono speranze e si plaude per le attività di ricerca finalizzata all’allestimento di nuovi vaccini, visti come panacea. Non mancano strumentalizzazioni autoreferenziali di questo stato delle cose.&lt;br /&gt;Ciò a testimonianza della convinzione nell’opinione pubblica che le vaccinazioni storiche previste dalla legge hanno effettivamente avuto un ruolo indiscutibile e ineguagliabile nella scomparsa di malattie giudicate terribili, come il vaiolo, la poliomielite, la difterite e il tetano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa contraddizione riflette le ambivalenze che il concetto operativo di vaccinazione porta con sé. La riflessione su questa contraddizione aiuta a far emergere i paradigmi fondativi dei modelli di sanità e dei modelli di salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agenti infettanti, vaccini, vaccinazioni e strategie vaccinali&lt;br /&gt;La simbiosi degli organismi viventi più complessi con i virus e i batteri è tale da rendere teoricamente insensata una prospettiva di eliminazione delle infezioni e delle malattie correlate.&lt;br /&gt;I virus e i batteri rappresentano il 60% della materia organica dell’universo, esistevano prima di noi, convivono con noi e ci saranno dopo di noi, come attori fondamentali nei processi vitali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se da un lato l’immunizzazione appare un atto “arrogante”, appena attenuato dalla similitudine con il rimedio omeopatico, dall’altra è innegabile che la scomparsa di alcune malattie terribili per le sofferenze procurate ha contribuito all’enorme credito che i vaccini hanno nell’opinione pubblica, tanto da considerarli auspicabili toccasana, mettendo anche in ombra il formidabile contributo della profilassi non immunitaria nel miglioramento delle condizioni di salute delle comunità umane, a partire dalla disponibilità di acqua potabile e dal controllo delle acque reflue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma intanto un vaccino è uno strumento e non tutti i vaccini sono uguali, sia riguardo l’efficacia intrinseca, sia riguardo la sua utilizzabilità in una definita strategia. La vaccinazione è una azione rivolta a persone di comunità umane. La disponibilità di vaccini e la possibilità di eseguire vaccinazioni valide costituiscono condizioni non sempre necessarie ma sicuramente non sufficienti per il successo di una strategia che abbia come obiettivo la scomparsa o il controllo di una malattia infettiva, nell’ipotesi che tale obiettivo sia proponibile. L’unicità antigenica, l’essere la persona umana unico ospite e la persistenza dell’immunità indotta dalla vaccinazione sono condizioni preliminari per porre l’obiettivo della eradicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è illecito trasferire a tutti i vaccini eventuale inefficacia e/o dannosità di alcuni di essi, così è altrettanto illecito speculare sul credito acquisito da alcune vaccinazioni storiche o, meglio, di vincenti strategie vaccinali per propagandare l’opportunità di nuovi vaccini e di nuove vaccinazioni che non superano il vaglio della valutazione di efficacia e della sicurezza, soprattutto quando si consideri una strategia, unica prospettiva valida in sanità pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È altrettanto illegittimo, come espressione di disonestà intellettuale e speculazione sciacallesca, giustificare l’introduzione di una profilassi (o di una qualunque misura sanitaria) in uno specifico contesto di popolazione all’interno del quale il “burdern” della patologia che si vuole combattere è poco rilevante, strumentalizzando il ben più importante peso della stessa patologia in altri contesti (prevalentemente nei paesi in via di sottosviluppo) dove, se pure vi sono stati effettuati i trial clinici quasi sempre eticamente discutibili, non ci saranno mai risorse e volontà per l’utilizzo del presidio in gioco. E senza andare nei paesi del terzo mondo, la qualità della strategia operativa di intervento è cruciale perché non è infrequente che il “burdern” riguar
